Robot, l'Europa risponde agli 'atleti' cinesi con gli umanoidi 'camerieri'. E chiede un piano a Bruxelles

La robotica europea, in mostra al Parlamento Ue, chiede investimenti, la creazione di grandi player e di un Cern del settore

(euROBIN)
(euROBIN)
02 settembre 2026 | 15.36
LETTURA: 4 minuti

Dopo le olimpiadi degli umanoidi cinesi, in grado anche di battere i record di velocità di Usain Bolt, i ricercatori europei rispondono ai progressi di Pechino usando 4 robot per sparecchiare una tavola. Un compito meno spettacolare di salti e acrobazie ma non facile, che comporta grande capacità di collaborazione. La stessa che i ricercatori Ue hanno chiesto a Bruxelles durante l’evento al Parlamento europeo promosso da euROBIN (European Excellence Network on AI-based Robotics) e dal DLR, il Centro aerospaziale tedesco: il suo umanoide Rollin' Justin è proprio uno dei 'camerieri' messi in mostra durante l'evento. Gli esperti chiedono investimenti e un piano che oltre alla creazione di una decina di grandi player europei della robotica porti ad avere un Cern del settore.

Oltre alla dimostrazione tecnologica, la giornata è stata incentrata sulle misure necessarie per trasformare la robotica, nell'arco di 10-15 anni, in un settore paragonabile all'attuale automotive. La proposta è quella di un AI-based Robotics Act, ispirato al Chips Act e in linea con iniziative come l'AI Continent Action Plan e la Apply AI Strategy.

Tra gli obiettivi europei, secondo gli inventori, ci deve essere quello di raggiungere una quota del 33% del mercato globale della robotica general-purpose basata sull'AI entro il 2035 e di creare 5-10 grandi produttori europei di robot, oltre a un ecosistema di fornitori composto da PMI e startup. La robotica dovrà quindi contribuire ad affrontare le sfide demografiche dell'Europa, compensando fino alla metà della flessione prevista per la forza lavoro nel prossimo decennio.

Secondo gli esperti europei il continente resta leader mondiale nella ricerca robotica e continua a precedere Stati Uniti e Asia in diversi segmenti, ma l'attuale panorama internazionale della robotica vede Usa e Cina totalmente protagoniste. I 15 sistemi robotici presentati durante l’evento hanno mostrato applicazioni nell'ambito del manifatturiero e dell'efficienza delle risorse: dallo smantellamento di laptop alla mappatura virtuale di un edificio. Tra le altre dimostrazioni: consegne autonome di pacchi utilizzando robot agili, tra cui un robot centauro, un quadrupede su ruote e un drone dotato di braccio robotico. L'Europa ha impiegato decenni per costruire un asset scientifico e tecnologico d'eccellenza nella robotica che ora va messo a frutto, secondo Alin Albu-Schäffer, direttore dell'Istituto di Robotica e meccatronica del DLR e coordinatore di euROBIN.

"L'Europa sa fare robotica e lo stiamo dimostrando qui in modo impressionante. Ora dobbiamo garantire che la ricerca all'avanguardia del nostro continente produca anche dei market leader europei”, dice Axel Voss, membro del Parlamento europeo e promotore della dimostrazione euROBIN.

Tra le realtà italiane presenti anche Oversonic, l’Iit di Genova e il Prisma Lab guidato dal professore Bruno Siciliano, che raggiunto dall'Adnkronos ha raccontato che "è emersa chiaramente la volontà, anche in vista del prossimo programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione, Horizon Europe 2028–2034, di rafforzare in modo significativo gli investimenti nella Physical AI e nella robotica. L’obiettivo è creare le condizioni perché possa svilupparsi una vera industria europea del settore, capace di competere a livello internazionale e di evitare che competenze e tecnologie sviluppate in Europa finiscano poi per essere acquisite da grandi gruppi extraeuropei". Tra le proposte emerse c’è "quella di arrivare a una struttura europea dedicata alla robotica, una sorta di European Robotics Institute, sul modello di una grande infrastruttura comune europea come il Cern".

I tempi con cui l’Europa riesce a trasformare ricerca e innovazione in iniziative industriali "non sono ancora comparabili con quelli di Stati Uniti e Cina. È quell’“effetto sandwich” di cui abbiamo parlato: da una parte gli enormi investimenti americani, dall’altra la capacità cinese di sviluppare e produrre tecnologia rapidamente e a costi molto competitivi", dice Siciliano. "L’Europa ha però un vantaggio che non va sottovalutato: una forte capacità di integrazione tecnologica e, soprattutto, una particolare attenzione alla soluzione di problemi concreti posti dagli utilizzatori finali. Le dimostrazioni presentate oggi al Parlamento europeo ne sono un esempio. Sono forse meno spettacolari delle immagini di robot che corrono o fanno acrobazie, ma riguardano capacità di manipolazione, percezione, contatto e interazione che sono fondamentali per portare i robot negli ambienti antropici, farli cooperare con le persone o consentire di svolgere a distanza determinate operazioni. È su questa capacità di integrare tecnologie diverse e trasformarle in soluzioni utili per applicazioni reali che l’Europa può costruire una propria posizione nella competizione globale sulla Physical AI".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza