Festa del Cinema di Roma, Luchetti: "In 'Noi, un po' meglio' raccontiamo famiglia e adozione lontano dai cliché"

Nel cast Maria Chiara Giannetta ed Elio Germano, il film arriva il 29 ottobre su Netflix

Il cast di 'Noi, un po' meglio' alla Festa del Cinema di Roma - Antonio Faccilongo/Netflix
Il cast di 'Noi, un po' meglio' alla Festa del Cinema di Roma - Antonio Faccilongo/Netflix
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18 ottobre 2026 | 18.03
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Una coppia imperfetta, piena di contraddizioni, che si misura con il desiderio e la paura di diventare genitori. È questo il cuore di 'Noi un po' meglio', il nuovo film di Daniele Luchetti con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta, presentato alla Festa del Cinema di Roma e dal 29 ottobre su Netflix. Al centro della storia ci sono Simone e Lucia, due persone profondamente diverse che affrontano il complesso percorso dell’adozione, mettendo in discussione se stessi, la propria idea di famiglia e le aspettative imposte dalla società. Attraverso questa storia, Luchetti scava nella genitorialità, nel mondo dell'adozione, nei modelli familiari e nella necessità di superare stereotipi e cliché. "Abbiamo cercato di evitare i cliché", spiega Luchetti. Per il regista, il punto di partenza è stato proprio il desiderio di raccontare l’adozione da una prospettiva diversa. "Facendo ricerche e parlando con persone che avevano avuto l’esperienza dell’adozione, abbiamo cercato una strada che non fosse esattamente quella attesa. Volevamo evitare alcuni cliché, come quello delle istituzioni che non funzionano o che sono nemiche delle classi popolari. Abbiamo provato a fare lo slalom tra il già detto e il già visto". L'obiettivo era costruire personaggi in cui il pubblico potesse riconoscersi: "Ci piacerebbe che chi guarda il film volesse essere un po' come loro. Non sono personaggi aspirazionali nel senso tradizionale del termine, ma persone che cercano semplicemente di essere un po’ migliori".

Maria Chiara Giannetta interpreta Lucia, una donna che ha sempre rifiutato l’idea della maternità. Un ruolo che l’attrice ha costruito anche attraverso un lungo lavoro di documentazione. "La domanda che mi ponevo era: non vuole figli perché è sterile o non li vuole a prescindere dalla sua condizione? Ho parlato con donne che non potevano avere figli e con donne che non li volevano. Ho scoperto mondi totalmente differenti", spiega. Giannetta definisce Lucia un personaggio molto lontano da sé: "Mi sono divertita tantissimo perché è imprevedibile. Ti chiedi continuamente se una persona così possa essere una mamma. E poi capisci che sì, può esserlo".

E sulla maternità e sull'idea, ancora diffusa, che la realizzazione di una donna passi necessariamente dall'essere madre, l'attrice osserva: "Credo che questa idea sia meno radicata rispetto al passato, anche se tra i 20 e i 30 anni molte donne continuano a sentire una certa pressione". Spesso, osserva, "è una pressione quasi autoindotta. Se non ci si pone la domanda a prescindere da ciò che arriva dall'esterno, e se non sono le donne stesse a rivendicare il diritto di dire 'non voglio figli', quella narrazione non verrà mai davvero scardinata. Esiste ancora, ma molto meno rispetto a prima, proprio perché oggi le donne lo stanno dicendo apertamente". Per prepararsi al ruolo di Simone, Germano ha trascorso del tempo nelle caserme dei vigili del fuoco. "Da loro ho colto una grande attenzione verso gli altri e una forte empatia. Sono persone abituate ad affrontare situazioni imprevedibili e a rassicurare gli altri", racconta l’attore. Secondo Germano, il film mostra soprattutto il tentativo di due persone di uscire dalle proprie certezze per incontrarsi. "La relazione raccontata nel film è lo sforzo che ognuno fa per uscire dalla propria zona di comfort e andare incontro all’altro". L’attore si sofferma poi sul tema dei modelli familiari contemporanei: "Sembra che solo famiglie che rispondono a un certo modello possano crescere dei figli. Quando entrano in gioco i minori emergono tante paure e tanti pregiudizi. Ma spesso si finisce per valutare il modello a cui una famiglia assomiglia e non l’amore e l’affetto che può offrire. E invece credo che sia proprio quello ciò che conta". Uno dei passaggi più significativi dell’incontro riguarda proprio il concetto di famiglia. "C’è il desiderio che queste due persone possano costruire una famiglia a modo loro. Persone diverse formeranno famiglie diverse e le istituzioni questo lo capiscono", osserva il regista. Luchetti sottolinea inoltre come il film cerchi di ribaltare una rappresentazione spesso negativa del sistema delle adozioni: "Le istituzioni che incontriamo nel film non sono caricature o nemici. Sono persone intelligenti che hanno maturato una pratica preziosa nel confrontarsi con l’umanità". E aggiunge: "È bello pensare che esista un’evoluzione dei modelli familiari. Non esiste un modello fisso di famiglia. Negli ultimi trent’anni ne abbiamo viste di ogni tipo e spero che continueremo a vederne".

Anche le produttrici hanno spiegato cosa le abbia spinte a sostenere il progetto. Per Serena Sostegni (produttrice per Lucky Red), l’elemento decisivo è stato il modo in cui la storia affronta il desiderio di diventare genitori prima ancora dell’arrivo di un figlio. "Mi sembrava una storia molto bella perché raccontava la genitorialità prima dell’essere genitori. Raccontava una coppia e quindi raccontava tutti noi, davanti a un desiderio grande e a una responsabilità enorme". Arianna De Chiara (direttrice per i film italiani a Netflix) ha invece sottolineato la volontà di tornare a raccontare storie profondamente umane: "Stavo cercando storie che raccontassero le relazioni, senza dover stare necessariamente dentro i confini di un genere. In questo soggetto ho visto un grande potenziale". Nel film non esistono madri ideali o famiglie perfette. Un tema che emerge chiaramente anche nelle parole di Maria Chiara Giannetta. "La madre perfetta non esiste. Esistono persone diverse, esperienze diverse e modi diversi di affrontare ciò che la vita mette tra le mani", afferma l’attrice. Una visione condivisa da Luchetti, che spiega come il lavoro sugli interpreti sia stato guidato da un principio preciso: "Non ci sono personaggi buoni o cattivi. Bisogna amarli sempre e cercare di evitare i cliché". Con 'Noi un po’ meglio', il regista prova così a raccontare la famiglia e la genitorialità senza giudizi né formule prestabilite, mettendo al centro l’umanità dei personaggi e le loro fragilità. 'Noi, un po’ meglio' è un film Netflix prodotto da Lucky Red, diretto da Daniele Luchetti, che firma la sceneggiatura insieme a Enrico Audenino, Davide Lantieri e Serena Patrignanelli. Protagonisti Elio Germano e Maria Chiara Giannetta, affiancati da Anna Bonaiuto, Ilaria Spada, Caterina Guzzanti, Dajana Roncione, Jacopo Olmo Antinori, Francesca Romana De Martini e Filippo Nigro.

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