L'attrice presenta 'Klara e il sole' di Taika Waititi: "Spero che gli esseri umani si rendano conto che basta alzare lo sguardo, il mondo reale è a portata di mano"
In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dalle immagini perfette dei social, Jenna Ortega invita a rallentare e a tornare a guardarsi negli occhi. Alla Festa del Cinema di Roma, l'attrice ha presentato 'Klara e il Sole', adattamento del romanzo bestseller del Premio Nobel Kazuo Ishiguro diretto da Taika Waititi. Un racconto che affronta temi attualissimi come l'intelligenza artificiale, la solitudine e il bisogno di connessioni autentiche. Dal 22 ottobre al cinema prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures, il film racconta la storia di Klara (interpretata da Ortega, volto amato grazie alla serie 'Mercoledì' di Tim Burton), un'Amica Artificiale il cui unico desiderio è trovare la casa perfetta. Quando Klara incontra Josie (Mia Tharia), le due scoprono fin da subito una forte affinità e, sebbene la ragazza viva un rapporto conflittuale con la madre (Amy Adams) segnato da un grave lutto, lo stupore innocente e l'incrollabile lealtà di Klara inizieranno a sanare le ferite della famiglia, riportando la luce nel complicato mondo di Josie.
Per la star di 'Mercoledì', il film rappresenta soprattutto un messaggio di speranza. "Ciò che mi ha attratto del progetto e ciò che credo lo renda così importante è che si tratta di una storia molto positiva", ha raccontato all'Adnkronos. "Viviamo tempi difficili, siamo continuamente esposti a notizie negative e a contenuti che possono appesantirci. Per me era importante contribuire a raccontare una storia ottimista, che ricordasse alle persone quanto sia fondamentale avere passione per la vita e prendersi cura gli uni degli altri". Tra i temi centrali del film c'è anche il rapporto tra esseri umani e tecnologia. Alla domanda su cosa la spaventi di più oggi, l'intelligenza artificiale o gli esseri umani, Ortega non ha dubbi: "Credo ancora l'intelligenza artificiale". Allo stesso tempo, però, non perde la fiducia nelle persone. "Vorrei continuare ad avere fiducia nell'umanità. È già successo in passato: ci siamo fatti travolgere da nuove mode e nuovi modi di vivere, ma poi siamo tornati a cercarci l'un l'altro".
Secondo l'attrice, il rischio maggiore è perdere il contatto con ciò che è autentico. "Oggi possiamo scorrere il telefono e guardare una foto senza sapere nemmeno se sia vera. Spero che gli esseri umani si rendano conto che basta alzare lo sguardo: il mondo reale è a portata di mano". 'Klara e il Sole' riflette inoltre sulla ricerca della perfezione, un tema particolarmente sentito dalle nuove generazioni. Ortega ha ammesso che l'imperfezione sembra spesso poco popolare, ma è proprio lì che si nasconde la ricchezza dell'esperienza umana. "Siamo tutti pieni di difetti, ci sono tante cose che non funzionano in noi, ma è proprio questo che rende la vita interessante e affascinante". L'attrice ha puntato il dito contro la cultura del confronto alimentata dai social network: "Spesso ci vergogniamo delle nostre differenze o non vogliamo mostrarle online. Vorremmo assomigliare a quella ragazza che vediamo su Instagram dall'altra parte del mondo. C'è troppo confronto e dovremmo sentirci più a nostro agio con la nostra individualità e con ciò che abbiamo da offrire".
Un tema che tocca da vicino anche la sua esperienza personale. Ortega ha raccontato di essere molto esigente con se stessa, pur essendo consapevole dell'impossibilità di raggiungere la perfezione. "Vorrei essere la migliore versione possibile di me stessa, ma so anche che la perfezione non esiste". Infine, il film affronta la solitudine, un sentimento che l'attrice conosce bene a causa del suo lavoro. "A volte mi sento sola. Viaggiare continuamente, trasferirsi da un Paese all'altro e lavorare sempre con persone nuove può essere difficile. È facile sentirsi isolati". Ma la risposta, ancora una volta, arriva dai legami umani. "Mi considero fortunata ad avere nella mia vita persone che fanno uno sforzo per restare vicine a me e per le quali anch'io faccio lo stesso. Non servono tante persone: quelle che hai devono essere presenti e solide. Cerco di coltivare questi rapporti nel miglior modo possibile", ha concluso. (di Lucrezia Leombruni)