Alla kermesse presenta il suo film d'esordio 'Cambogia': "Ho iniziato a scrivere il mio prossimo progetto, vediamo"
Un attore che finisce intrappolato nel mondo della fiction che interpreta, mentre il suo personaggio prende il suo posto nella vita reale. È il punto di partenza di 'Cambogia', esordio alla regia di Valerio Lundini, presentato alla 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma e in arrivo nelle sale dal 18 marzo con 01 Distribution. "Anni fa conobbi l'attore Francesco Montanari e rimasi colpito dal fatto che, anche a distanza di tempo da 'Romanzo Criminale', la gente continuasse a identificarlo con il personaggio del Libanese", racconta nell'intervista all'Adnkronos. "Io fortunatamente ho sempre interpretato personaggi che avevano il mio nome. Certo, magari qualcuno si aspetta che io faccia battute continuamente, ma non ho mai avuto una confusione tra realtà e finzione". Nel film il protagonista resta prigioniero del personaggio che interpreta. A lui, invece, non sembra essere successo: "Ho fatto cose comiche perché mi veniva naturale dire ca**ate anche nella vita. Quindi da questo punto di vista sono Valerio dentro e fuori lo schermo".
Surreale, metacinematografico e ironico, il film segue le vicende di Valerio De Nicolais, attore protagonista di una popolare serie crime che, dopo uno strano incidente sul set, si ritrova catapultato all'interno dell'universo della fiction, dove sparatorie e regolamenti di conti sono incredibilmente reali. Nel frattempo, nel mondo reale, a sostituirlo è Tramezzino, il criminale pasticcione che interpreta nella serie. Uno dei temi più divertenti di Cambogia è proprio il continuo scambio tra mondi. Eppure, secondo Lundini, la dimensione più surreale non è quella reale, ma proprio quella costruita dal film. "Il surreale, quando esiste nella realtà, smette di sembrarci tale. Se da una finestra passasse una giraffa, non sarebbe surreale perché starebbe accadendo davvero. Se invece la mettessimo in un film, allora ci apparirebbe surreale". Per assurdo, dice Lundini, "credo che nel film sia più surreale la realtà che la finzione. La finzione è Cambogia, mentre la realtà dovrebbe assomigliare a quella che viviamo ogni giorno". Ma nel film "abbiamo cercato di costruire una realtà più bella di quella effettiva per creare un contrasto netto. La verità è che il mondo reale non è così perfetto: le strade sono brutte, le città sono sporche". Per mostrare la differenza "tra un mondo degradato e uno pulito e rassicurante abbiamo dovuto cercare luoghi che sembrassero quasi ideali. E non è stato facile trovarli, perché da qualche parte c'è sempre qualcosa che stona. Quindi, paradossalmente, nel film è la realtà a risultare più surreale della fiction". Il futuro è già nei suoi pensieri. "Ho già iniziato a scrivere un altro film", rivela scherzando. "Se Cambogia va troppo, troppo bene, come faccio poi a fare un capolavoro del genere? Se invece va male sarei più tranquillo". E aggiunge con la consueta ironia: "Ho un file su Google Drive con scritte delle cose, vediamo. C'è tempo. Oddio, mica tanto: ho 40 anni e il diabete".
Tra le curiosità raccontate da Lundini c'è anche un divertente retroscena che coinvolge Emanuela Fanelli. "Ci siamo messi d'accordo per non fare le stesse gag, lei nella serie 'Peccato' e io in 'Cambogia'. Alla fine, abbiamo fatto praticamente la stessa battuta sullo scambiare gli sceneggiatori con gli scenografi. Lei però è uscita prima con il suo film e io dopo. Quindi quello che fa la figura di me*da sono io", dice scherzando. Da autore e volto di programmi come 'Una pezza di Lundini' non condivide però l'idea che oggi ci siano pochi programmi comici in tv. Una tesi sostenuta nei giorni scorsi dalla Gialappa's Band alla Festa, secondo cui il problema è soprattutto economico: gli show comici costano troppo."Secondo me è pieno di show comici. La Gialappa's dice che farli costa troppo? Non faccio il produttore, quindi non lo so. Però qualche soluzione ce l'avrei". Naturalmente all'insegna della sua ironia: "Dovrebbero eliminare le ballerine, il pubblico ed Edoardo Ferrario (suo collega e amico, ndr). Io l'ho fatto ed è stata dura, ma si sopravvive. Il pubblico ride nei momenti sbagliati, quindi tanto vale non chiamarlo. Se rinunciano a questi elementi possono intascarsi molti più soldi". E poi torna serio: "Insomma si possono fare programmi comici anche con pochi soldi". Prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia per Groenlandia con Rai Cinema, Cambogia vede nel cast, oltre allo stesso Lundini, Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesi, Giorgio Montanini, Andrea Di Maria e Sonia Bergamasco.