Iran, Trump: "Andrà tutto bene". Houthi smentiscono contatto con gli Usa

Pezeshkian: "Hormuz riaprirà dopo stop blocco navale Usa"

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12 settembre 2026 | 09.39
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"Andrà tutto bene". Donald Trump prova a rassicurare sulla crisi con l'Iran, ma intanto la tensione in Medio Oriente continua a salire. Il presidente americano ha indicato Teheran come "probabilmente" responsabile dell'attacco contro l'oleodotto East-West dell'Arabia Saudita e ha sostenuto che gli Houthi dello Yemen avrebbero contattato Washington per chiedere di non intervenire contro di loro. Una versione che il movimento filo-iraniano smentisce seccamente, definendo le parole di Trump "prive di fondamento".

"Abbiamo avuto delle discussioni. Gli Houthi, che hanno preso il controllo di un punto di passaggio strategico tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden, "ci hanno chiamato" e "non vogliono che ce la prendiamo con loro", ha detto il presidente americano. "Non aspettano di combatterci, ce lo fanno sapere", ha aggiunto, definendo il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman un suo "buon amico" e assicurando che "andrà tutto bene".

L'Iran è "probabilmente" responsabile dell'attacco contro l'oleodotto East-West dell'Arabia Saudita. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in conferenza stampa a Dublino. Interpellato sul possibile coinvolgimento di Teheran, Trump ha risposto: "Probabilmente sì".

"Come al solito, con le sue menzogne da clown, il criminale Trump se ne esce con affermazioni prive di fondamento". Lo ha dichiarato l'esponente Houthi Hizam al-Assad, citato da Al Jazeera, replicando al presidente americano Donald Trump, secondo il quale gli Houthi avrebbero contattato gli Stati Uniti per far sapere di non volere uno scontro con Washington. "Ma la realtà lo riassume con un vecchio proverbio: 'La mano che non puoi spezzare, baciala e prega che si spezzi'", ha aggiunto al-Assad.

Diversa l'opinione di Teheran, secondo la quale i colloqui con gli Stati Uniti sono inutili, a meno che Washington non accetti tutte le richieste dell'Iran. Lo ha scritto in un post su X il presidente della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi. "Finché la parte americana non accetterà tutte le condizioni dell'Iran, il dialogo e i negoziati saranno inutili", ha detto Azizi.

In un altro post su X, Azizi ha aggiunto: "Nessun negoziato. Finché non saranno soddisfatte le condizioni dell'Iran, i colloqui sono inutili".

Pezeshkian: "Hormuz riaprirà dopo stop blocco navale Usa"

L'Iran ''non si inginocchierà'' e non si piegherà alle ''prepotenze'' degli Stati Uniti e di Israele, ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a Nuova Delhi, dove si trova per il vertice dei Paesi Brics. ''Oggi l'Iran resta saldo di fronte agli Stati Uniti e al regime sionista e non cederà alle loro prepotenze", ha sottolineato il presidente iraniano promettendo ''risposte'' agli attacchi.

''Gli Stati Uniti e Israele vogliono intimidirci, ma non ci inginocchieremo davanti a loro. Sono dei 'diavoli e dei veri terroristi' perché hanno ucciso 168 bambini in un attentato'', ha aggiunto riferendosi al raid aereo contro la scuola elementare di Minab all'inizio della guerra.

Sul fronte dello Stretto di Hormuz, Pezeshkian ha dichiarato che il passaggio verrà riaperto se gli Stati Uniti metteranno fine al blocco navale contro l’Iran. In un’intervista a India Today, rilasciata a margine del vertice Brics di Nuova Delhi, Pezeshkian ha spiegato che lunedì, a Muscat, Iran e Oman firmeranno un accordo per una rotta condivisa attraverso lo Stretto di Hormuz, alla presenza dei ministri degli Esteri arabi.

L'intesa, secondo il presidente iraniano, sarà successivamente presentata all’Organizzazione marittima internazionale. Pezeshkian ha inoltre sottolineato che "gli stessi Paesi dal cui territorio siamo stati attaccati saranno presenti a questo incontro".

Il presidente iraniano ha accusato Washington di aver imposto il blocco navale dopo non essere riuscita a raggiungere i propri obiettivi attraverso la guerra. “La pressione non fermerà l’Iran”, ha affermato.

Per Pezeshkian "la solidarietà tra i Paesi musulmani è essenziale nelle circostanze attuali". "Non abbiamo bisogno di un gendarme per la regione. L'integrità territoriale e la sicurezza della regione possono essere garantite soltanto dai suoi principali attori e dai Paesi della regione", ha aggiunto Pezeshkian.

Usa modificano le indicazioni per le navi a Hormuz

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno modificato le indicazioni per le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato dal Financial Times, alle imbarcazioni viene chiesto di utilizzare due fasce orarie variabili per garantire il passaggio, invece di concentrarlo esclusivamente nelle ore notturne.

La misura sarebbe stata adottata dopo gli attacchi iraniani contro alcune navi nello Stretto. Da alcune comunicazioni inviate ai consulenti del traffico marittimo emerge che la modifica delle fasce orarie risalirebbe all’inizio di settembre.

In una delle comunicazioni si precisa che le navi non sono obbligate a transitare negli orari indicati, ma che farlo è raccomandato per ottenere il massimo supporto. Un’altra comunicazione sottolinea invece che il transito notturno non si è dimostrato il momento più sicuro della giornata.

La situazione resta quindi delicata, con i rapporti tra Iran e Stati Uniti ancora segnati da forti tensioni e lo Stretto di Hormuz al centro delle preoccupazioni per la sicurezza della navigazione.

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