Le associazioni dei consumatori invocano l'intervento dell'esecutivo. Ma secondo l'economista tedesco "non c'è l'urgenza per il governo di agire"
In un giorno un pieno di gasolio da 50 litri si paga 40 centesimi in più in autostrada e 30 nelle strade normali, la benzina 15 centesimi in entrambi i casi. Da lunedì 17 agosto, in 4 giorni, un rifornimento di gasolio costa 1,20 euro in più in autostrada, 1,45 euro nelle strade normali, la benzina, rispettivamente 0,45 e 0,65 euro.
Gli aumenti iniziano a farsi sentire. Qualcuno, soprattutto tra le associazioni dei consumatori, invoca l'intervento dell'esecutivo. Ma secondo l'economista tedesco della Bocconi, Daniel Gros, "non c'è l'urgenza per il governo di agire".
"Il governo - spiega l'economista all'AdnKronos - non deve provare a sovvenzionare la benzina. Alla fine, pagano tutti i contribuenti per questa spesa". Con un ulteriore paradosso: "Chi ha la macchina più grande beneficia di più, sovvenzionare la benzina è una misura molto regressiva", puntualizza Gros.
"Economicamente - spiega il professore - è dannoso perché l'Italia deve comunque importare il petrolio al prezzo di mercato; è importante che tutti gli operatori debbano fare i conti con il prezzo più alto per indurli a risparmiare". (di Andrea Persili)