Carburanti, Gros (Bocconi) avverte: "No ai sussidi del governo, misura regressiva"

Le associazioni dei consumatori invocano l'intervento dell'esecutivo. Ma secondo l'economista tedesco "non c'è l'urgenza per il governo di agire"

Un distributore - (Fotogramma/Ipa)
Un distributore - (Fotogramma/Ipa)
22 agosto 2026 | 15.33
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In un giorno un pieno di gasolio da 50 litri si paga 40 centesimi in più in autostrada e 30 nelle strade normali, la benzina 15 centesimi in entrambi i casi. Da lunedì 17 agosto, in 4 giorni, un rifornimento di gasolio costa 1,20 euro in più in autostrada, 1,45 euro nelle strade normali, la benzina, rispettivamente 0,45 e 0,65 euro.

Gli aumenti iniziano a farsi sentire. Qualcuno, soprattutto tra le associazioni dei consumatori, invoca l'intervento dell'esecutivo. Ma secondo l'economista tedesco della Bocconi, Daniel Gros, "non c'è l'urgenza per il governo di agire".

"Il governo - spiega l'economista all'AdnKronos - non deve provare a sovvenzionare la benzina. Alla fine, pagano tutti i contribuenti per questa spesa". Con un ulteriore paradosso: "Chi ha la macchina più grande beneficia di più, sovvenzionare la benzina è una misura molto regressiva", puntualizza Gros.

"Economicamente - spiega il professore - è dannoso perché l'Italia deve comunque importare il petrolio al prezzo di mercato; è importante che tutti gli operatori debbano fare i conti con il prezzo più alto per indurli a risparmiare". (di Andrea Persili)

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