Basquiat, all'asta un capolavoro ispirato a Leonardo da Vinci: stima di 30 milioni di dollari

Il dipinto monumentale "Untitled (Leonardo and His Five Grotesque Heads)" sarà il lotto di punta della 21st Century Evening Sale del 19 novembre a New York

(Il dipinto di Basquiat all'asta - ufficio stampa Christie's)
(Il dipinto di Basquiat all'asta - ufficio stampa Christie's)
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20 ottobre 2026 | 18.29
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Un dialogo tra due grandi protagonisti della storia dell’arte, separati da cinque secoli, sarà al centro della prossima vendita serale di Christie’s dedicata all’arte del XXI secolo. Si tratta di "Untitled (Leonardo and His Five Grotesque Heads)", monumentale dipinto di Jean-Michel Basquiat (1960-1988), che sarà proposto il 19 novembre durante la 20/21 Fall Marquee Week, con una stima di circa 30 milioni di dollari. L’opera, che misura circa 213 centimetri per lato, è rimasta per oltre vent’anni nella stessa collezione privata, senza essere mostrata al pubblico. Il dipinto sarà il lotto di punta della 21st Century Evening Sale.

Al centro del lavoro c’è il confronto con Leonardo da Vinci e, in particolare, con il disegno "Un uomo ingannato dagli zingari”, precedentemente noto come “Cinque teste grottesche”,, conservato nella Royal Collection britannica. Realizzato intorno al 1493, lo studio raffigura cinque teste maschili caratterizzate da espressioni deformate e tratti esasperati. Il foglio rappresenta una delle più articolate esplorazioni leonardesche del grottesco, inteso come alterazione intenzionale delle forme e opposizione agli ideali classici di bellezza.

Il writer newyorchese Jean-Michel Basquiat riprende i cinque soggetti e li reinterpreta attraverso il linguaggio visivo della New York degli anni Ottanta. Su una tela dominata dall’arancione acceso, con campiture turchesi e blu intenso, l’artista costruisce una composizione dalla struttura quasi a griglia, nella quale immagini anatomiche, volti e annotazioni testuali si intrecciano. Tra le scritte presenti nel dipinto compaiono espressioni come "teeth" (denti), "mostly nostrils" (per lo più narici) e "a group of elders" (un gruppo di anziani). Nell’angolo inferiore destro, all’interno di una zona rosa pallido, compare inoltre la dicitura "alter ego", un riferimento alla dimensione personale dell’artista. L’opera si configura così non soltanto come un omaggio a uno dei maestri del Rinascimento, ma anche come una riflessione sui criteri con cui la società definisce ciò che è bello, deforme o mostruoso. Basquiat mette in discussione categorie estetiche apparentemente universali, interrogando al tempo stesso i rapporti tra rappresentazione, identità e potere. La rilettura assume un significato particolare alla luce dell’esperienza dell’artista, giovane autore afroamericano attivo in un sistema dell’arte largamente dominato da figure bianche. Nel contesto delle tensioni sociali e delle ingiustizie razziali degli anni Ottanta, il confronto con la storia dell’arte diventa uno strumento per indagare i meccanismi di esclusione e collocare la propria esperienza culturale all’interno di una tradizione consolidata. "Poche opere mostrano Basquiat confrontarsi così direttamente con il peso della storia dell’arte", ha dichiarato Ana Maria Celis, responsabile del dipartimento Post-War and Contemporary Art di Christie’s. Secondo Celis, il dipinto dimostra la capacità dell’artista di rinnovare il tema del grottesco, trasferendolo nel contesto delle contraddizioni e degli eccessi della New York degli anni Ottanta. (di Paolo Martini)

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