"In Italia l'Afd è incarnata da Roberto Vannacci, che è un complemento del centrodestra"
Il successo dell'Afd nelle elezioni regionali nel Land della Sassonia-Anhalt in Germania "è un fatto di dimensioni colossali" dal momento che "per la prima volta dalla fine della guerra vince un partito di destra eversiva che evoca apertamente il nazismo. E vince col 45% dei voti. Il secondo partito è staccato del 25%. Serve altro per allarmarsi?". E' l'analisi preoccupata di Romano Prodi che in un'intervista a 'Repubblica' osserva come "il fatto che l'esito del voto in effetti nemmeno stupisca, rende la questione ancora più grave. E non ci si stupisce perché il voto segue un movimento di autoritarismo che sta attraversando il mondo, da Trump a Putin, e che sta lentamente erodendo le democrazie europee. E un'Europa più debole, di questi tempi, non dispiace né a est, né a ovest. Del resto, essendo l'Europa incapace di decidere, ha perso ogni attrattività. E quindi perché votare per difenderla, se non serve a nulla? ". "L'Europa non reagisce perché - osserva l'ex premier - i Paesi che ne fanno parte non hanno intenzione di reagire, sia ben chiaro. Tutti sanno che il diritto di veto andrebbe superato, e quando Orbán ha perso le elezioni l'occasione per farlo era a portata di mano. Ma nessuno, Italia in primis, ha voluto prendere un'iniziativa in questo senso. Preferiscono un'Europa impotente".
Prodi spiega di essere "sinceramente rimasto stupito da Forza Italia. Che in teoria è davvero un partito europeista, o almeno così si è sempre definito e a volte anche contraddistinto. Mi sembra stia vivendo una contraddizione davvero drammatica al suo interno". Quanto a una 'eco' in Italia del voto tedesco Prodi osserva che "qui l'Afd è incarnata da Roberto Vannacci, che è un complemento del centrodestra. E comunque al governo la destra c'è già. Di remigrazione ancora non si parla apertamente, se non appunto Vannacci, ma si capisce che il tema non dispiace. Anche se tutti sanno che non sarebbe praticabile".