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Mes, Giorgetti protesta per trattamento Italia a summit Ue

Il presidente dell'Eurogruppo Donohoe: "Mancata ratifica Italia priva altri Paesi di reti di sicurezza". Gentiloni: "Consiglio dei governatori del Mes prende atto delle consistenti difficoltà italiane a ratificare il trattato"

Il ministro Giorgetti all'Eurogruppo - Fotogramma
Il ministro Giorgetti all'Eurogruppo - Fotogramma
20 giugno 2024 | 16.11
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Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ritiene che la riunione del consiglio dei governatori del Mes di oggi a Lussemburgo sia stata "molto positiva" e ha apprezzato il rapporto del direttore Pierre Gramegna sulle possibili nuove finalità per cui potrebbe essere utilizzato il Meccanismo Europeo di Stabilità. Lo riferiscono fonti del Mef. Tuttavia, Giorgetti ha fatto notare che quello che succede a Bruxelles ha delle ripercussioni e ha protestato per il trattamento riservato all'Italia nel Consiglio Europeo informale di lunedì sera. Un Paese fondatore, ha notato, non può essere escluso da decisioni importanti come la scelta delle cariche apicali Ue per la legislatura 2024-29.

Giorgetti ha spiegato di nuovo ai colleghi qual è la situazione, cioè che non c'è una maggioranza nel Parlamento del nostro Paese favorevole alla ratifica della riforma del Mes. Un'evoluzione del Meccanismo nel senso proposto da Gramegna, allargandolo anche ad altre finalità, con un impegno politico unanime dei 20, potrebbe consentire di avviare un discorso diverso con i partiti della maggioranza, ma allo stato non tutti i Paesi della zona euro sono favorevoli ad una simile evoluzione del Mes.

Mes e mancata ratifica Italia, il monito del presidente dell'Eurogruppo

La mancata ratifica da parte dell'Italia della riforma del Mes "priva" gli altri Paesi dell'area euro di "strumenti" e "reti di sicurezza" cui potrebbero voler accedere. Lo sottolinea il presidente dell'Eurogruppo Paschal Donohoe, a Lussemburgo a margine della riunione dei ministri dell'Eurozona. "Rispetto le diverse visioni nazionali - dice - che i Paesi hanno sulla riforma del trattato del Mes. E rispetto assolutamente la necessità per i Parlamenti nazionali di valutare la materia in modo molto attento ed appropriato".

"E' quello che abbiamo fatto in Irlanda - continua - abbiamo seguito la stessa procedura, perché è quello che dobbiamo fare, e rispettiamo il fatto che lo facciano altri Paesi. In aggiunta, continua ad essere davvero importante rispettare gli impegni presi reciprocamente. Nel consiglio dei governatori del Mes abbiamo avuto una discussione: abbiamo sentito l'eccellente rapporto del Mes che delinea le diverse opzioni per lo sviluppo del Meccanismo in futuro. Per andare avanti, è vitale che rispettiamo gli impegni".

"Il punto fondamentale è che, se un Paese non ratifica la riforma - prosegue - tutti gli altri Paesi vengono privati degli strumenti aggiuntivi e delle reti di sicurezza che quella riforma prevede. E' una norma collettiva. Anche se un Paese decide che non intende avvalersi di quegli strumenti, cosa che è assolutamente nelle loro facoltà di scelta, ci sono comunque strumenti cui altri Paesi potrebbero voler accedere. Quindi è importante dare quelle opzioni agli altri Paesi. Ho un rapporto eccellente con il ministro Giorgetti e continueremo ad averlo. Sottolineo semplicemente che siamo ad uno snodo importante. La ratifica da parte di tutti è una priorità importante", conclude.

Cosa dice il consiglio dei governatori del Mes

Il consiglio dei governatori del Mes, riunitosi stamani a Lussemburgo, non ha avuto una vera "discussione" sulla ratifica da parte dell'Italia, ma ha semplicemente "preso atto delle consistenti difficoltà dell'Italia a ratificare" il trattato. Lo spiega il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, a margine dell'Eurogruppo nella capitale del Granducato.

Il consiglio "avrà l'occasione di sentire dall'Italia che cosa intende fare" per la ratifica della riforma del trattato relativo al Meccanismo, "ora che le elezioni europee hanno avvenuto. Sta al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti dire quali sono le sue intenzioni: noi siamo in modalità ascolto", aveva spiegato il direttore del Mes Pierre Gramegna, a margine della riunione, cui partecipa anche il ministro italiano, che non ha risposto alle domande dei giornalisti, entrando nella sede.

"Non posso parlare per il ministro Giorgetti - continuava - non vedo l'ora di ascoltarlo. Speriamo che il rapporto sul rendere il Mes adeguato alle esigenze dei tempi incoraggi l'Italia ad avere un atteggiamento positivo", continua. Non sembra però che l'Italia possa ratificare, dato che non c'è una maggioranza in Parlamento: "Non siamo ancora a quel punto - risponde - è una decisione dell'Italia: siamo in modalità collaborativa per vedere come l'Italia possa essere portata a ratificare, ma è una decisione sovrana del Parlamento".

Il trattato "è stato firmato molto tempo fa e abbiamo bisogno del backstop in questi tempi difficili, che aggiunge uno strato di protezione per il sistema bancario". Non sembrano intenzionati a ratificare, tuttavia: "Lo dite voi, preferirei ascoltare il ministro Giorgetti su questo", conclude.

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