Iran-Usa, Trump e la riunione nella Situation Room: nessuna decisione. Teheran frena: "Accordo non finalizzato"

Il presidente americano: "Navi bloccate nello Stretto di Hormuz potranno tornare a casa". Baghaei: "Scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti è ancora in corso". Israele avanza nel sud del Libano

Donald Trump
Donald Trump
29 maggio 2026 | 23.08
LETTURA: 4 minuti

La decisione definitiva di Donald Trump non arriva. Il presidente americano Donald Trump si è riunito con il suo team per circa 2 ore nella Situation Room per valutare l'intesa con Teheran in una giornata in cui si sono susseguiti retroscena e news su un accordo preliminare. La fumata bianca, apparentemente vicina, non è ancora realtà. Trump, come ha riferito il New York Times, non ha emesso il suo verdetto. L'amministrazione ritiene che un'intesa con Teheran sia vicina, ma rimangono ancora alcune questioni delicate da risolvere prima del via libera finale del presidente. Tra i principali punti ancora oggetto di discussione ci sarebbe lo sblocco dei fondi iraniani congelati all'estero, tema considerato cruciale da Teheran.

CTA

Il post di Trump

Per Trump, a giudicare dal post pubblicato su Truth nel pomeriggio italiano del 29 maggio, si profila una soluzione condivisa per la gestione dell'uranio arricchito iraniano: il materiale sepolto in profondità verrà "estratto dagli Stati Uniti in stretta collaborazione e coordinamento con l'Iran, oltre che con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, e distrutto", ha affermato il presidente statunitense. "Non vi sarà alcuno scambio di denaro, fino a nuovo avviso - ha aggiunto - Sono stati concordati altri punti, di importanza ben inferiore".

"L'Iran - ha sottolineato ancora - deve impegnarsi a non dotarsi mai di armi o bombe nucleari. Lo Stretto di Hormuz deve essere immediatamente riaperto, senza pedaggi, per consentire il traffico marittimo senza restrizioni in entrambe le direzioni". Trump ha annunciato che "tutte le mine, se presenti, saranno neutralizzate".

"Le navi bloccate nello Stretto a causa del nostro incredibile e senza precedenti Blocco Navale, che ora verrà revocato, potranno iniziare il processo di 'ritorno a casa'! - ha aggiunto il presidente americano - Salutate le vostre mogli, mariti, genitori e famiglie da parte mia, il vostro Presidente preferito!".

La reazione di Teheran

La reazione di Teheran non si è fatta attendere. "Lo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti è ancora in corso e l'intesa non è stata ancora finalizzata", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, dopo il post di Trump.

Secondo quanto riferito dall'agenzia Isna, Baghaei ha respinto le pressioni americane sull'apertura dello Stretto di Hormuz, affermando che Teheran prende decisioni "in base ai propri interessi e diritti". "Abbiamo detto addio ai 'deve' 47 anni fa', ha messo in chiaro, sottolineando che l'Iran non accetta imposizioni esterne e che le richieste americane andrebbero invece interpretate come semplici "inviti" o "richieste cortesi".

Il portavoce iraniano ha poi commentato le parole di Trump sulla possibile revoca del blocco navale contro l'Iran, definendolo "un'azione illegale", oltre che "una violazione del cessate il fuoco e della navigazione internazionale". "Dobbiamo vedere se manterranno davvero la parola data o se si tratta solo di propaganda", ha aggiunto Baghaei, sottolineando che un eventuale stop al blocco significherebbe "interrompere un'attività illegale iniziata alcune settimane fa e che non avrebbe mai dovuto essere avviata".

La cronaca della giornata

Le parole di Trump arrivano dopo la notizia che Iran e Stati Uniti avrebbero raggiunto un accordo preliminare per una proroga del cessate il fuoco di 60 giorni, che resta in attesa del via libera del presidente Usa.

Teheran "non si fida di garanzie o parole" e "solo i fatti contano", aveva dichiarato su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, prima del post di Trump. "Non otteniamo concessioni con il dialogo, ma con i missili. Nei negoziati, ci limitiamo a far capire", aveva proseguito Ghalibaf, secondo cui la Repubblica islamica "non intraprenderà alcuna azione prima che l'altra parte agisca". Per il presidente del Parlamento, "il vincitore di qualsiasi accordo è colui che è meglio preparato alla guerra fin dal giorno successivo".

Israele avanza nel sud del Libano

Israele intanto avanza nel sud del Libano. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che le truppe delle Forze di Difesa israeliane hanno attraversato il fiume Litani e avanzato verso "punti strategici" nel sud del Libano. Lo ha dichiarato durante una visita al confine settentrionale. "Le nostre forze hanno attraversato il Litani e avanzato verso una posizione di forza. Operiamo anche a Beirut, nella valle della Beqaa e lungo l'intero fronte, colpendo duramente Hezbollah", ha affermato il premier israeliano.

Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha detto al segretario di Stato americano, Marco Rubio, che un cessate il fuoco nel Paese dei Cedri è "essenziale". In una nota diffusa dalla presidenza libanese si legge che durante una telefonata Aoun ha sottolineato a Rubio "la necessità di compiere ogni sforzo per raggiungere un cessate il fuoco", definendolo "un passaggio essenziale per procedere verso qualsiasi altra fase".

Leggi anche
Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza