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M5S, Conte vede i gruppi: riflessione su voto ma leader non in discussione

Focus su liste e strategie future, si riaffaccia il tema del doppio mandato

Giuseppe Conte (Fotogramma)
Giuseppe Conte (Fotogramma)
11 giugno 2024 | 16.29
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Il momento è di quelli delicati. E anche per questo si fa fatica in Transatlantico alla Camera a 'rubare' una dichiarazione ai parlamentari pentastellati, dopo il deludente risultato alle europee che ha inchiodato il M5S poco sotto la soglia del 10%. Complice l'appello alla prudenza rivolto agli eletti dalla comunicazione, che ha invitato gli esponenti del Movimento a non lasciarsi andare a 'falli di reazione' o a dichiarazioni 'in fuorigioco' in queste ore difficili. Il flop elettorale ha inevitabilmente rimesso in moto le indiscrezioni circa la possibilità di un passo indietro di Giuseppe Conte dalla guida del Movimento. Eventualità che, in questo momento, viene allontanata dai quadri dirigenziali del partito in maniera secca.

Questa sera l'ex presidente del Consiglio incontrerà i gruppi di Camera e Senato. Si tratta di un appuntamento programmato - ogni secondo martedì del mese gli eletti M5S si vedono per aggiornarsi sui lavori parlamentari - che però arriva in una situazione particolare. L'assemblea sarà l'occasione anche per fare il punto sul voto e per analizzare la 'scoppola' rimediata alle urne. Ma c'è un punto fermo, che i fedelissimi del leader 5 Stelle rimarcano con decisione: la leadership di Giuseppe Conte non è in discussione.

Questa sera Conte non va certo sul 'patibolo', dicono all'Adnkronos fonti vicine al numero 1 del Movimento. Con serenità, viene spiegato, il leader M5S incontrerà i parlamentari per ascoltare la loro opinione sulla tornata elettorale appena conclusa. E per discutere delle strategie da mettere in campo in vista delle sfide future. Ma il nodo sta proprio qui. Torna a riaffacciarsi con insistenza il tema dell'abolizione del limite dei due mandati e non è escluso che stasera in assemblea il tema possa essere sollevato da qualche parlamentare alla seconda legislatura. Conte, com'è noto, non è mai stato un grandissimo fan della regola aurea del M5S: già in occasione delle ultime elezioni politiche l'attuale capo del Movimento avrebbe voluto una deroga ma fu Beppe Grillo a blindare quello che viene considerato uno dei capisaldi della sua creatura politica.

La questione del doppio mandato - considerata dall'inner circle di Conte una sorta di arma di pressione nei confronti del leader - tornerà ad affiorare nel dibattito interno delle prossime settimane, ma chi si aspetta annunci roboanti da parte di Conte nell'immediato futuro rimarrà deluso. Intanto proseguono i contatti tra M5S e il Pd. Ieri Conte ha sentito Elly Schlein complimentandosi con lei per l'ottimo risultato alle europee. Da parte del Movimento c'è la volontà di continuare a dialogare con i dem "per lavorare insieme e costruire l'alternativa a Meloni", hanno fatto sapere fonti grilline dopo la telefonata, precisando che non c'è "nessuna faida nel campo progressista".

Rumors di stampa hanno parlato anche dell'ipotesi di un cambio del nome e quindi del simbolo del Movimento, voci che però non trovano riscontro ai piani alti di Campo Marzio: "I nostri grafici sono in ferie..." la battuta che arriva dall'entourage dell'ex premier. Quel che è certo, è che la strategia del Movimento non ha funzionato in questa campagna elettorale e qualcosa bisognerà pur cambiare: questa l'opinione diffusa anche tra i parlamentari di fede contiana. Bisogna rivedere un po' tutto, sostiene una delle parlamentari protagoniste del nuovo corso targato Conte: liste, soldi, mandati, strategia di azione. Ma soprattutto occorre rimuovere "tutte le regole che ci impediscono di avere liste competitive", sempre nel rispetto dei valori del Movimento.

E in attesa dell'analisi del voto di Conte non è certo passato inosservato il commento al vetriolo dell'ex guru pentastellato Davide Casaleggio, che ha invitato Conte a dimettersi dalla guida del Movimento, così come il 'fuoco amico' arrivato dall'ex ministro Danilo Toninelli, attuale membro del collegio dei probiviri M5S, il quale ha definito Conte "un tecnico che non emoziona" lamentando la mancanza di Beppe Grillo, garante e cofondatore del Movimento che per ora resta silente. Chissà ancora per quanto.

Gli eletti blindano Conte

Dopo il deludente risultato rimediato alle elezioni europee, molti eletti del Movimento 5 Stelle provano a fare quadrato attorno al loro leader. C'è chi come Michele Gubitosa, intercettato in Transatlantico dall'Adnkronos, mette in chiaro come la riunione di questa sera non sia incentrata sul futuro dell'ex premier: "Stasera ci confronteremo, perché il nostro è un Movimento sano che vuole imparare a migliorarsi dai momenti più critici. Tutto questo non ha però nulla a che vedere con la guida di Giuseppe Conte, una leadership solida che non è in alcun modo in discussione", sottolinea il vicepresidente pentastellato e braccio destro di Conte.

E c'è chi, invece, sceglie di affidare ai social il suo pensiero, come la vicecapogruppo vicaria alla Camera Vittoria Baldino: "Lo dico a beneficio dei giornalisti che in queste ore (legittimamente) mi stanno chiamando e degli specialisti in puntate di dito: Giuseppe Conte è e rimane saldamente alla guida del M5S", scrive su Instagram la deputata 5 Stelle. "Il risultato di queste elezioni ci consegna l'obbligo di una profonda riflessione interna. Seria, autentica, costruttiva e funzionale a migliorare l'efficacia della nostra azione politica", prosegue Baldino, che si dice convinta "del contributo fondamentale per il fronte di centrosinistra" da parte del Movimento, per cui "niente drammi".

Su X un altro vicecapogruppo alla Camera, Agostino Santillo, afferma: "Nessun grande cammino è privo di difficoltà. Soprattutto quando gli obiettivi sono davvero importanti. Discutiamo, parliamo, analizziamo. Ma il M5S con Giuseppe Conte è nelle mani migliori. Non ci sono dubbi e il tempo ci darà ragione". La deputata siciliana Daniela Morfino invece scrive: "Faremo una riflessione approfondita su questa tornata elettorale, ma Giuseppe Conte è una risorsa troppo preziosa per la politica italiana, ed è impensabile che il Movimento 5 Stelle rinunci alla sua guida come qualcuno vorrebbe. Nei nostri confronti il 'requiem' lo abbiamo udito tante volte, ma siamo ancora qui. Ci rialzeremo anche stavolta, con ancor più motivazione".

"Sicuramente questo esito richiede un'attenta valutazione, ma ritengo che la presenza di Giuseppe Conte sia fondamentale per il Movimento e per il panorama politico italiano", fa eco il senatore Pietro Lorefice. Sostegno a Conte arriva anche dal consigliere capitolino del M5S Daniele Diaco: "Gli attacchi che sta ricevendo il Presidente Giuseppe Conte dopo le elezioni europee sono vili, ingiustificati e strumentali. Il M5S resta la terza forza politica in Italia ed è l'unico che si batte veramente per la pace e la giustizia sociale. La strada è quella giusta". (di Antonio Atte)

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