Sviluppo industriale e transizione digitale: il confronto sulle nuove filiere produttive

Il summit presso la Sala Europa analizza l'integrazione tra tecnologia e tradizione per il rilancio del sistema Paese, focalizzandosi su competenze specialistiche, energie rinnovabili e competitività delle PMI

Sviluppo industriale e transizione digitale: il confronto sulle nuove filiere produttive
09 aprile 2026 | 15.35
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L’evoluzione del sistema produttivo italiano è stata al centro del confronto istituzionale svoltosi oggi a Roma, presso la Sala Europa degli uffici del Parlamento europeo in Italia. L’incontro ha riunito una delegazione di imprenditori, accademici e rappresentanti istituzionali per delineare le linee guida della crescita industriale nazionale nel contesto dei mercati internazionali. I temi portanti della giornata hanno riguardato la trasformazione digitale, l’adozione di energie sostenibili e il rafforzamento delle filiere produttive attraverso la valorizzazione di nuove competenze tecniche.

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L’integrazione tra l’esperienza manifatturiera consolidata e le tecnologie emergenti è emersa come il fattore determinante per la resilienza delle Piccole e Medie Imprese (PMI). Durante il summit, esperti di settori eterogenei, dalla robotica alla sicurezza informatica, fino all'agroalimentare, hanno discusso l'importanza di superare la dicotomia tra innovazione e tradizione. Gabriele Ferrieri, Presidente dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori, ha dichiarato: "Eventi come questo dimostrano che il futuro del Made in Italy si costruisce oggi, grazie all’incontro tra creatività, tecnologia e know-how delle nostre imprese. L’innovazione non è alternativa alla tradizione, ma il motore per far crescere la nostra eccellenza nel mondo. Solo investendo su competenze, giovani talenti e nuove filiere produttive possiamo consolidare la leadership italiana nei settori strategici e garantire una crescita sostenibile e duratura. Questo tipo di confronto dimostra che la collaborazione tra imprese, istituzioni e centri di ricerca è la chiave per affrontare le sfide globali e continuare a esportare la qualità e l’innovazione del Made in Italy nel mondo.".

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Un punto centrale della discussione ha riguardato lo sviluppo di filiere produttive sostenibili e l'investimento sui giovani talenti per garantire la leadership italiana nei settori strategici. I relatori, tra cui esponenti di realtà come il CDTI, l’Università UNINT e diverse eccellenze del Made in Italy, hanno ribadito che la capacità di esportare qualità dipende dalla modernizzazione delle infrastrutture e dalla gestione intelligente del know-how. Il messaggio conclusivo dell'iniziativa conferma che il rilancio economico del Paese è strettamente legato a un ecosistema interconnesso, dove la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica agiscono come abilitatori della creatività e della maestria artigianale.

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