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Denis Verdini, detenzione domiciliare per 7 mesi

Sconterà parte della sua pena nella sua villa di Firenze

Denis Verdini, immagine di repertorio (Fotogramma)
Denis Verdini, immagine di repertorio (Fotogramma)
01 giugno 2024 | 18.37
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Denis Verdini è affetto da diverse patologie, di cui soffre da tempo, difficilmente gestibili dentro un carcere. Per questo il Tribunale di Sorveglianza di Firenze ha disposto, per motivi di salute, sette mesi di detenzione domiciliare per l'ex parlamentare che ha compiuto 73 anni lo scorso 8 maggio. La decisione del giudice è stata resa nota dall'avvocato Massimo Rocchi, precisando che il suo assistito ha raggiunto la sua residenza fiorentina già nel pomeriggio di oggi. Se le sue condizioni lo consentiranno, una volta trascorsi i sette mesi, il magistrato di sorveglianza valuterà se Verdini potrà tornare nuovamente nel carcere di Firenze Sollicciano.

Verdini sta scontando una pena cumulativa di 15 anni e 10 mesi per tre condanne definitive, che si esaurirà nel gennaio del 2036: per bancarotta nelle vicende del Credito Cooperativo Fiorentino, di cui è stato presidente per un ventennio, per il fallimento della Società Toscana Edizioni e per il fallimento di un'impresa edile di Campi Bisenzio in provincia di Firenze. La decisione del Tribunale di Sorveglianza è stata presa sulla base del parere del perito, professor Carlo Rostagno, che ha ritenuto incompatibili con il regime carcerario le condizioni di salute dell'ex senatore. Alla stessa conclusione è arrivato anche Pierluigi Stefàno, il direttore di cardiochirurgia dell'ospedale fiorentino di Careggi, consulente della difesa. La Procura generale, nell'udienza di giovedì scorso, aveva invece dato parere negativo, sostenendo che le cure ricevute da Verdini da alcune settimane nel centro clinico del carcere 'Don Bosco' di Pisa erano da ritenersi adeguate.

Dopo la sentenza della Corte di Cassazione del novembre 2020 che trasformò in definitiva la condanna per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino, Verdini entrò per breve tempo nel carcere romano di Rebibbia. Nel gennaio 2021 l'ex parlamentare aveva ottenuto la detenzione domiciliare per motivi di salute, a causa del Covid, decisione confermata poi dal Tribunale di Sorveglianza nel luglio 2021 per motivi di età. Ma nello scorso febbraio la detenzione domiciliare era stata revocata per aver partecipato ad alcune cene a Roma, violando le prescrizioni imposte e così era stato trasferito nel carcere di Sollicciano. Da alcune settimane, poi, Verdini era stato trasferito nel centro clinico nel carcere pisano per il riaffiorare delle sue patologie.

Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze aveva ripristinato il carcere nell'inverno scorso, nonostante le già note problematiche di salute, a causa delle evasioni documentate nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma in cui Verdini si è ritrovato indagato assieme al figlio Tommaso (che ha chiesto di patteggiare due anni e dieci mesi). Tre le cene al ristorante 'Pastation' in piazza Campo Marzio, dove Verdini avrebbe incontrato persone quando invece avrebbe dovuto essere nella sua villa fiorentina, dopo l'autorizzazione a recarsi a Roma - dove vive il figlio - ma solo per recarsi alla visita con il suo dentista al Senato. Le tre cene 'incriminate' risalgono al 26 ottobre 2021, al 30 ottobre 2021 e all'11 gennaio 2022.

Secondo le accuse, Verdini avrebbe violato ulteriormente il divieto di comunicare rispondendo a una telefonata di Fedele Confalonieri e poi inviando una e-mail allo stesso Confalonieri e a Marcello Dell'Utri.

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