Garlasco, concesso l'affidamento in prova: Alberto Stasi lascia il carcere

L'ordinanza è stata depositata questa mattina. La Procura generale, nell'udienza di ieri, aveva espresso parere positivo. Il 42enne ha lasciato il carcere di Bollate da un'uscita secondaria

Alberto Stasi - Fotogramma /ipa
Alberto Stasi - Fotogramma /ipa
13 giugno 2026 | 09.40
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Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Il 42enne ha quindi lasciato il carcere di Bollate nella tarda mattinata di oggi.

L'ordinanza è stata depositata questa mattina. La Procura generale, nell'udienza di ieri, aveva espresso parere positivo per la buona condotta e le relazioni sul detenuto di Bollate. L'affidamento in prova è l'ultimo passo prima della libertà per Stasi che ha trascorso oltre dieci anni dietro le sbarre per il delitto. Si attende ancora che la difesa depositi la richiesta di revisione.

Dopo che l'ordinanza è stata trasmessa - oltre che alla difesa e alla Procura generale - al carcere di Bollate per quelli che sono i passaggi tecnici richiesti in questi casi, Stasi ha lasciato la struttura da un'uscita secondaria riuscendo ad aggirare i tanti giornalisti presenti ad attenderlo. Da quanto si apprende sarebbe uscito intorno alle 10.30-11.

La conferma che il 42enne, dopo oltre dieci anni dietro le sbarre, potrebbe non fare più rientro a Bollate arriva dall'avvocato Antonio De Rensis che insieme alla collega Giada Bocellari difende Stasi. Incalzato dalle domande dei cronisti sullo stato d’animo del suo assistito, il legale resta vago e preferisce non commentare: "Sapete com’è riservato. Questo riguarda la sua sfera intima, non potrei trasferire esattamente quello che prova".

Perché il tribunale ha detto sì

"In tutti i casi la valutazione per la concessione dell'affidamento è fatta esclusivamente sugli atti di osservazione e sui comportamenti dentro e fuori dal carcere e tenendo conto dei pareri degli organi competenti. Non è automatico, altrimenti il beneficio verrebbe concesso a tutti i detenuti che hanno meno di 4 anni da scontare" afferma, contattato dall'Adnkronos, il presidente della Sorveglianza di Milano Marcello Bortolato.

Sulla decisione (scontata) del Tribunale di Sorveglianza presieduto da Marcello Bortolato ha, quindi, pesato il parere della Procura generale che ha espresso parere "positivo" visto la buona condotta, le relazioni positive del carcere, il comportamento, tenuto dal condannato dopo la discussa intervista televisiva a 'Le Iene' del marzo 2025, realizzata poco prima di ottenere la semilibertà, la presenza di Alberto Stasi nell'udienza di ieri davanti al Tribunale di Sorveglianza.

La sostituta pg Valeria Marino, nel suo intervento a braccio in aula, ha sottolineato tra gli elementi positivi, anche il fatto che Stasi "ha accettato la condanna (anche continuando a dirsi innocente, ndr), stia risarcendo la famiglia della vittima e non abbia più fatto interviste alla stampa". La decisione di oggi si inserisce "in un percorso naturale" dei detenuti che vedono avvicinarsi l'uscita dal carcere.

Stasi continuerà a lavorare come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie in centro a Milano e nel provvedimento della Sorveglianza sono contenute una serie di prescrizioni come l'orario di rientro, limitazioni sugli spostamenti nel Paese. Il 42enne non può definirsi un uomo libero: l'affidamento in prova ai servizi sociali può essere revocato se il condannato non rispetta le indicazioni del Tribunale di Sorveglianza. La decisione di oggi non ha nulla a che vedere con la nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara. L'eventuale richiesta di revisione della difesa di Alberto Stasi sarà vagliata dalla Corte d'appello di Brescia.

Prescrizioni 'classiche' per la nuova vita di Stasi

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha indicato prescrizioni 'classiche' nell'ordinanza con cui ha concesso l'affidamento in prova ad Alberto Stasi. Orari precisi di rientro a casa, divieto di frequentare i pregiudicati e divieto di uscire dalla Lombardia sono solo alcune di quelle messe nero su bianco nel provvedimento. Tra le regole che Stasi, durante il periodo di affidamento, deve rispettare c'è l'obbligo di residenza, l’impegno in un’attività lavorativa, formativa o di volontariato. Deve anche presentarsi periodicamente dai servizi sociali o dalle autorità competenti per verificare il rispetto delle prescrizioni. Se il condannato vuole chiedere di trascorrere un periodo di ferie fuori casa deve fare richiesta formale al magistrato di sorveglianza e sull'opportunità del viaggio deve esprimere il proprio parere il funzionario dell'Uepe (Ufficio locale di esecuzione penale esterna).

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