Teheran apre a negoziati ma avverte sullo Stretto. Pasdaran rispondono colpendo in Siria, ma il ministero degli Esteri non chiude al dialogo dopo le parole di Rubio su una soluzione diplomatica "aperta"
Continua la guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran, con Teheran che però apre ai negoziati. Nella notte di oggi, lunedì 20 luglio, l'esercito americano ha lanciato una nuova ondata di attacchi, colpiendo centri di comando e basi di lancio e provocando la risposta iraniana, con "un attacco a sorpresa" contro "il centro di comando delle operazioni speciali del nemico nella regione di Al-Tanf, in Siria". In serata, quindi,le forze armate degli Stati Uniti hanno avviato una nuova serie di attacchi contro l'Iran su Hormuz.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha tuttavia dichiarato che "i negoziati con gli Stati Uniti possono proseguire nel rispetto degli interessi nazionali". Le sue affermazioni giungono dopo che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato nella notte che Washington è "aperta a una soluzione diplomatica con l'Iran".
Dal canto suo, Donald Trump lancia intanto l'ennesima minaccia: "Ogni volta che l'Iran ucciderà un soldato americano, pagherà per quella morte molte volte tanto". Il presidente Usa ha aggiunto che la direttiva è stata trasmessa al segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al capo degli Stati maggiori riuniti, Daniel Caine, e a tutti i vertici delle forze armate statunitensi.
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