Vanoni, lunga fila alla camera ardente: l'ultimo saluto sulle note di 'Domani è un altro giorno'. L'omaggio di Segre

Nessun fiore ad adornare il feretro in legno chiaro, semplice, come la stessa cantante aveva richiesto. In tanti al Piccolo Teatro di Milano, da Emma Marrone a Fabio Fazio, Fiorella Mannoia, Arisa, Simona Ventura e Francesco Gabbani

La camera ardente (Ipa) e la lunga fila all'esterno (Adnkronos)
La camera ardente (Ipa) e la lunga fila all'esterno (Adnkronos)
23 novembre 2025 | 10.35
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Cantanti, attori, registri, istituzioni, ma anche una folla di fan e semplici cittadini si sono messi in fila, nonostante l'ondata di freddo che è abbattuta su Milano, per dare l'ultimo saluto a Ornella Vanoni. Un'artista che "rappresenta la milanesità", ha detto il sindaco Giuseppe Sala prima dell'apertura della camera ardente, allestita al Piccolo Teatro Grassi, dove l'artista era di casa.

Un lunghissimo applauso dalla folla, schierata in fila fin quasi al Castello Sforzesco, ha accolto il feretro, intorno 10 e un quarto della mattina. La bara semplice, in legno chiaro e senza fiori - "tanto andrà bruciata", aveva detto l'artista - viene posizionata ai piedi del palco tante volte solcato dalla Vanoni attrice. Ma sono le note di uno dei suoi più grandi successi da cantante, 'Domani è un altro giorno' ad accogliere visitatori, amici e colleghi. Strofe su cui in tanti non riescono a trattenere l'emozione.

Da Mannoia a Fazio, l'ultimo saluto all'artista

"E' stata un punto di riferimento per ognuno e ognuna di noi, perché Ornella era il simbolo della libertà e dell'irriverenza. Era una donna colta, elegante e libera e una cantante straordinaria", dice Fiorella Mannoia. "Non si è mai sentita una star. O meglio, sapeva di esserlo, ma era una di noi, una star tra noi", racconta Arisa. "Raffinata ed elegante, una donna meravigliosa", la descrive Cristiano Malgioglio. Francesco Gabbani, che aveva duettato con Vanoni a Sanremo 2021, ne sottolinea la "gigantesca eleganza anarchica. Rimarrà sempre con tutti noi".

Lo dimostra il via vai di colleghi di tutte le generazioni alla camera ardente: al Piccolo Teatro Grassi portano il loro saluto Emma Marrone, Madame, Ambra Angiolini, il compositore Paolo Jannacci, il paroliere Mario Lavezzi e il trombettista Paolo Fresu, che alla vigilia del funerale, in cui dovrà suonare, preferisce chiudersi in un "silenzio amicale".

Francesco Gabbani ha definito Ornella Vanoni "un'artista dalla gigantesca eleganza anarchica. Rimarrà sempre con tutti noi. Fino all'ultimo ha avuto la spinta dell'entusiasmo e diceva che dovevamo fare cose insieme”, ha raccontato Gabbani.

Non è solo il mondo della musica a omaggiare un'artista poliedrica: al Piccolo Teatro Grassi tra i primi ad arrivare c'è Fabio Fazio, di cui Vanoni tante volte è stata ospite a 'Che Tempo Che Fa'. "Rimarrà immortale come la sua musica", dice Simona Ventura, in visita alla camera ardente con il marito Giovanni Terzi. "Una donna libera che ha insegnato la libertà”, la descrive Alba Parietti. A omaggiare Ornella Vanoni si recano anche l'ex sindaca di Milano, Letizia Moratti, e la senatrice a vita Liliana Segre. E poi ancora lo stilista Antonio Marras e il registra Gabriele Salvatores, che evidenza: "Era un pezzo importante di Milano, sapeva cantarla e interpretarla".

Lunedì i funerali

E a Milano domani, nel giorno dei funerali è stato proclamato il lutto cittadino. "Doveroso", ha detto il sindaco Sala, mentre l'amministrazione già riflette su come ricordarla. Il desiderio, espresso ancora in vita da Vanoni, di avere un’aiuola dedicata, “faceva parte della sua ironia. Lei è riuscita con un piccolo scherzo a toccare un punto importante: lo diceva scherzando, ma lo diceva anche perché aveva piacere che questo legame con Milano fosse per sempre e lo sarà”, ha assicurato l'assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi.

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