La presidente al congresso, 'la sfida non è soltanto tecnologica, ma riguarda anche sostenibilità, organizzazione e cultura sanitaria'
Il congresso "è per noi l'occasione di confrontarci in ottica multidisciplinare sulle principali sfide nella prevenzione, nella diagnosi, nei nuovi trattamenti. Abbiamo bisogno di focalizzare l'attenzione su come riuscire a diffondere la digitalizzazione come strumento chiave nella diagnosi" del melanoma. "La digitalizzazione dei preparati è il primo importante passaggio che consente di applicare algoritmi di intelligenza artificiale". Così Daniela Massi, presidente Imi, all'apertura del 32esimo Congresso nazionale dell'Intergruppo melanoma italiano, oggi a Bologna. Personalizzare la prevenzione e i trattamenti, rafforzare la collaborazione tra specialisti e rendere accessibili le nuove tecnologie diagnostiche sono i temi principali dell'evento che riunisce per 3 giorni gli esperti della neoplasia cutanea.
"L'obiettivo - spiega Massi - è lavorare in sinergia con le altre società scientifiche e coinvolgere anche le associazioni dei pazienti, per poter dare dei contributi utili per le nostre istituzioni e costruire insieme il futuro della lotta al melanoma. La sfida - sottolinea - non è soltanto tecnologica, ma riguarda anche la sostenibilità, l’organizzazione e la cultura sanitaria".
"È fondamentale che vi sia una rimborsabilità e quindi un inserimento nel nomenclatore tariffario dei test Ngs anche per la diagnosi e la prognosi dei tumori melanocitari atipici". I test Ngs, Next Generation Sequencing "consentono di identificare alterazioni genetiche rilevanti per orientare le scelte terapeutiche - spiega - La loro applicazione, tuttavia, non riguarda soltanto l'impiego a fine predittivo, cioè per stratificare i pazienti in un'ottica di trattamento, ma può contribuire anche a chiarire i casi diagnostici più complessi".
La richiesta, inoltrata da Imi al ministero della Salute, si inserisce nel più ampio confronto sull'introduzione delle nuove tecnologie in sanità e sulla loro sostenibilità, insieme alla digitalizzazione dei preparati anatomopatologici e all'applicazione degli algoritmi di intelligenza artificiale. L'obiettivo è favorire diagnosi più accurate e percorsi terapeutici sempre più personalizzati, garantendo ai pazienti l'accesso agli strumenti innovativi.