Lo Spid di Poste Italiane diventa a pagamento dal 2026: dalla CIE agli altri provider, ecco tutte le alternative gratuite
Una svolta significativa sta scuotendo la digitalizzazione dei servizi in Italia: lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), lo strumento con cui milioni di cittadini accedono ai portali della Pubblica Amministrazione e di privati, sta diventando a pagamento per molti utenti.
Dal 1° gennaio 2026, Poste Italiane ha introdotto un canone annuale di 6 euro per il rinnovo del servizio PosteID, che finora era completamente gratuito. Il primo anno di utilizzo resta gratuito, ma dal secondo anno in poi gli utenti devono pagare 6 euro per mantenere l’identità digitale attiva. Resta gratuiti per minorenni, cittadini con più di 75 anni, residenti all’estero, titolari di Spid Poste ad uso professionale.
Poste gestisce oltre 30 milioni di Spid (oltre il 72% del totale). Per chi non paga il rinnovo, lo Spid rimarrà 'attivo' per 24 mesi, ma l’accesso ai servizi è sospeso.
La decisione si inserisce in un contesto in cui anche altri provider privati di SPID avevano già introdotto costi, come Aruba e InfoCert, che chiedono un canone annuale simile offrendo il primo anno gratuito.
Secondo le aziende che gestiscono il servizio, la trasformazione del sistema Spid in un servizio a pagamento è legata ai crescenti costi di gestione e alla fine di alcuni finanziamenti pubblici che in precedenza contribuivano a coprire parte delle spese.
Questa novità è stata accolta con perplessità da parte di tanti cittadini, come emerge da sondaggi e discussioni online: secondo alcune rilevazioni, circa 8 italiani su 10 si dicono pronti a cercare alternative se Spid dovesse diventare un servizio a pagamento generalizzato.
Per chi non vuole sostenere costi aggiuntivi, ci sono diverse opzioni per continuare ad accedere ai servizi online senza pagare:
Carta d’Identità Elettronica (CIE): è un vero e proprio documento di identità digitale rilasciato dallo Stato, che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione tramite l’app CieID senza costi aggiuntivi. Attualmente oltre 57,5 milioni di cittadini la possiedono. È considerata la principale alternativa gratuita allo SPID, anche se per alcune persone può risultare meno immediata da utilizzare rispetto a SPID. Attualmente, i cittadini possono usare la CIE su oltre 1.000 siti pubblici e privati, inclusi INPS e Agenzia delle Entrate. La mancanza di questa opzione su Poste obbliga molti utenti a pagare i 6 euro se vogliono continuare a usare SPID per Poste.it.
Altri provider Spid gratuiti: alcuni gestori di identità digitale continuano a offrire lo strumento senza canone annuale, soprattutto se l’attivazione avviene con riconoscimento tramite CIE, Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o firma digitale. Provider come Sielte, Lepida o altri di piccole dimensioni mantengono la gratuità del servizio, almeno per ora.
IT Wallet e altri strumenti digitali: il portafoglio digitale integrato nell’app IO (chiamato anche IT Wallet) sta crescendo come ecosistema per conservare documenti digitali come CIE, patente e tessera sanitaria. Pur non sostituendo completamente lo Spid su tutti i fronti, potrebbe in futuro offrire ulteriori modalità di accesso ai servizi digitali della PA.