Affrontato anche il tema del piano industriale di Mediobanca
C’è stata una mediazione, nessuna esclusione di Luigi Lovaglio dalle procedure del board per la presentazione della lista del consiglio di amministrazione in vista del rinnovo delle cariche sociali. A chiarirlo è Mps in una nota ufficiale.
Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha infatti approvato il regolamento del cda relativo alla presentazione di una propria lista di candidati per l’assemblea del prossimo 15 aprile. "Il testo – si legge nella nota – coerente con le migliori prassi di mercato adottate dagli intermediari italiani di maggiori dimensioni, assicura un’adeguata formalizzazione delle regole di governance, garantendo la massima trasparenza rispetto alle situazioni eventualmente rilevanti e consentendo a tutti gli amministratori in carica di partecipare alle decisioni del cda".
Tradotto, secondo quanto risulta ad Adnkronos, ciò significa che Lovaglio potrà svolgere le stesse attività degli altri consiglieri: partecipare alle votazioni, indicare rappresentanti ed essere eventualmente rieletto nel prossimo board. L’unica limitazione riguarderebbe i summit con gli azionisti, i cui incontri resteranno prerogativa del presidente.
Più delicato, invece, il tema del futuro piano industriale di Mediobanca. Sempre secondo quanto apprende Adnkronos, il nodo si sarebbe affacciato - sia pure in modo ancora embrionale - in seno al consiglio, con più di un consigliere che si starebbe persuadendo della necessità di mantenere Mediobanca quotata in Borsa.
Sul tavolo restano infatti diverse opzioni strategiche che potrebbero ridisegnare profondamente il futuro del gruppo, incluso il possibile delisting di Mediobanca o, al contrario, appunto il mantenimento della quotazione. Come spiega all'Adnkronos l’economista della Bocconi Michele Calcaterra, mantenere Mediobanca quotata presenta vantaggi significativi: "Offre benefici rilevanti su almeno tre fronti: valutazione di mercato e liquidità, trasparenza della governance e opportunità di crescita. Inoltre tutela gli azionisti di minoranza e preserva la flessibilità strategica. In sintesi, dal punto di vista del mercato è un’operazione interessante. Non ho invece elementi per valutare il delisting sotto il profilo delle politiche industriali". (di Andrea Persili)