Roma, 17/09/2026 - Una poltrona può apparire accogliente, avere un'imbottitura morbida, un meccanismo elettrico evoluto e uno schienale reclinabile, eppure risultare poco adatta alla persona che la utilizza ogni giorno. Il problema, in molti casi, nasce dalla relazione tra le dimensioni della seduta e quelle del corpo. Una profondità eccessiva può impedire di appoggiare correttamente la schiena allo schienale; una seduta troppo alta può lasciare i piedi senza un sostegno stabile; una troppo corta può distribuire diversamente il carico sulle cosce. Sono questioni note nell'ergonomia della seduta, dove altezza poplitea, lunghezza gluteo-poplitea e dimensioni del sedile vengono messe in relazione proprio per valutare quanto una sedia sia realmente proporzionata al suo utilizzatore.
È su questa relazione fra corpo e poltrona che Romana Relax concentra una parte rilevante del proprio metodo di scelta. L'azienda romana è specializzata in poltrone relax elettriche, reclinabili e alzapersona e affianca ai modelli disponibili anche poltrone relax su misura, nelle quali possono essere personalizzati altezza e profondità della seduta, sostegno lombare, rivestimenti e diversi optional. La scelta, secondo l'impostazione dichiarata dall'azienda, non dovrebbe quindi partire esclusivamente dal numero dei motori, dal tessuto o dalla funzione alzapersona, ma dall'osservazione di chi dovrà utilizzare la poltrona. Per questo Romana Relax invita a provare fisicamente i modelli prima dell'acquisto e mette la verifica della misura della seduta fra gli elementi principali da considerare durante la prova.
La profondità della seduta della poltrona è uno degli aspetti che più facilmente vengono sottovalutati durante una scelta basata soprattutto sull'impressione dei primi minuti. Una seduta molto profonda può sembrare ampia e confortevole, soprattutto osservandola in showroom, ma la valutazione cambia quando viene rapportata alla lunghezza della coscia della persona. Se il bordo anteriore arriva troppo vicino alla parte posteriore del ginocchio, chi utilizza la poltrona può essere portato a scivolare in avanti. In questo modo la schiena si allontana dallo schienale e il sostegno lombare, anche quando è presente e ben imbottito, perde parte della propria funzione pratica. Una seduta eccessivamente corta pone il problema opposto: una porzione maggiore della coscia rimane senza sostegno. Non esiste quindi una profondità universalmente corretta indipendentemente dalla corporatura.
È esattamente il tema sul quale Francesco Fabretti di Romana Relax, ha concentrato la propria attenzione da molti anni: dal 2010 porta avanti un approccio in cui la profondità viene messa in relazione con la misura del femore e con la possibilità di arrivare con la schiena correttamente allo schienale. Fabretti rivendica di avere posto con particolare anticipo, nel mercato italiano delle poltrone relax , il problema delle sedute standard che non sempre coincidono con le proporzioni di chi dovrà utilizzarle. È una posizione maturata nella propria esperienza professionale e non va confusa con l'affermazione di un primato storico nazionale: il punto interessante, sul piano tecnico e commerciale, è piuttosto aver trasformato la misura della persona in uno dei criteri preliminari della vendita.
La stessa logica riguarda l'altezza della seduta della poltrona. Una persona di statura contenuta seduta su un modello troppo alto può ritrovarsi con i piedi che non poggiano stabilmente sul pavimento. Se cerca di compensare avanzando verso il bordo, però, perde parte del contatto con lo schienale. Una persona molto alta, al contrario, può trovare scomoda una seduta eccessivamente bassa. Altezza, profondità e schienale sono quindi variabili collegate: modificarne una cambia il modo in cui vengono utilizzate le altre. L'ergonomia delle sedute studia proprio questa interdipendenza attraverso misure quali altezza poplitea, profondità del sedile e caratteristiche dello schienale. Anche lo standard internazionale ISO 9241-5:2024, dedicato all'ergonomia delle postazioni di lavoro, include fra i propri principi il concetto di “fit”, cioè l'adattamento fra attrezzatura e utilizzatore, insieme alla possibilità di regolazione e al supporto posturale.
L'OSHA segnala inoltre che una seduta troppo alta può costringere a mantenere i piedi senza appoggio o indurre la persona ad avanzare, perdendo il sostegno della schiena; una profondità eccessiva può invece esercitare pressione nella zona posteriore del ginocchio e rendere più difficile utilizzare correttamente il supporto lombare. Sono indicazioni formulate per le sedute operative, non prescrizioni cliniche per una poltrona domestica, ma aiutano a spiegare perché la semplice sensazione di morbidezza non sia sufficiente per giudicare il comfort.
Il tema diventa ancora più importante in relazione alle poltrone per anziani . Una ricerca dedicata ha osservato come l'abbinamento fra sedute relativamente alte e profondità abbondanti possa risultare problematico quando la persona non riesce a poggiare i piedi sul pavimento. Anche in questo caso non esiste una misura valida per tutti: è proprio la variabilità antropometrica a rendere utile la possibilità di scegliere dimensioni differenti.
L'impostazione seguita da Romana Relax parte da questo stesso problema pratico. Fabretti descrive l'obiettivo con un'espressione semplice: ottenere una poltrona “calzante a pennello”, nella quale la profondità consenta alla schiena di raggiungere correttamente lo schienale e l'altezza permetta ai piedi di trovare un appoggio naturale. È una distinzione importante anche sul piano del linguaggio: non significa attribuire alla poltrona effetti terapeutici o sostenere che determinate dimensioni possano curare disturbi o patologie. Significa progettare e scegliere una seduta cercando una maggiore coerenza fra geometria del prodotto e caratteristiche fisiche dell'utilizzatore.
Molte caratteristiche possono essere confrontate attraverso una scheda tecnica, ma il tema delle proporzioni riporta inevitabilmente l'attenzione sulla prova fisica. Due persone della stessa statura possono avere proporzioni differenti tra busto e arti inferiori; allo stesso modo, due poltrone con ingombri esterni simili possono offrire una superficie utile di seduta diversa a causa dello spessore dello schienale, delle imbottiture e della costruzione. Provare una poltrona significa quindi verificare qualcosa che una fotografia o la sola misura esterna non riescono a rappresentare.
Romana Relax insiste esplicitamente su questo passaggio nella propria guida all'acquisto e nelle schede dei modelli: nello showroom di Roma è possibile confrontare diverse soluzioni e verificare direttamente la misura della seduta prima della scelta. L'azienda dichiara più di 35 modelli esposti e oltre 600 poltrone disponibili, comprese soluzioni in pronta consegna; accanto a queste propone la produzione personalizzata realizzata nel proprio laboratorio di Roma. Nella sezione dedicata alle poltrone relax su misura, la personalizzazione viene descritta attraverso altezza e profondità della seduta, sostegno lombare, materiali, colori e optional. Sono previste inoltre configurazioni da uno a quattro motori, con possibilità diverse di movimentazione a seconda del modello.
È importante, però, mantenere distinta la configurazione meccanica dalla misura della poltrona. Un secondo, terzo o quarto motore può aggiungere movimenti indipendenti e possibilità di regolazione, ma non corregge automaticamente una seduta sproporzionata rispetto alla persona. Allo stesso modo, la funzione lift di una poltrona alzapersona su misura ha una finalità diversa rispetto alla corretta scelta di profondità e altezza: il meccanismo accompagna il movimento della poltrona, mentre le dimensioni determinano il rapporto fisico fra utilizzatore e seduta. Romana Relax propone modelli alzapersona elettrici e chiarisce nella propria presentazione che altezza, profondità e inclinazione devono essere valutate rispetto alla persona.
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