Guerra Iran, gli Stati Uniti non si fidano più del dollaro e comprano oro

Lo Stato del Wyoming sta accumulando lingotti ma non è il solo, i timori per il debito pubblico e l’inflazione spingono i più conservatori ad aumentare riserve

Lingotti in oro (Fotogramma/Ipa)
Lingotti in oro (Fotogramma/Ipa)
19 marzo 2026 | 07.04
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C’è un edificio di un piano a Casper, Wyoming, che per decenni ha ospitato la redazione del Casper Star-Tribune, il quotidiano locale. Oggi il giornale ha lasciato quella sede, si è trasferito altrove come tante redazioni americane che hanno ridotto gli spazi, e al suo posto c’è un caveau blindato, ancorato alla roccia, dove lo Stato del Wyoming conserva i propri lingotti d’oro. Il Wyoming ha acquistato lingotti per circa dieci milioni di dollari, come richiesto da una legge approvata dal Congresso dello Stato. E non è il solo, visto che altri Stati americani, dallo Utah al Tennessee, stanno aumentando le loro scorte d’oro per paura che il dollaro perda il suo valore.

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Il caveau del Wyoming è gestito da una società privata, la Wyoming Reserve, ed è strutturato a strati concentrici e ancorato alla roccia viva. I costi di custodia partono da poco più di settemila dollari l'anno e variano in base al valore del metallo. La legge, che ha reso possibile tutto questo non è stata firmata dal governatore, il repubblicano Mark Gordon. Gordon ha lasciato che il disegno di legge venisse approvato, ma lo ha definito una minaccia alla sicurezza finanziaria dello Stato. Tra le sue preoccupazioni, la volatilità dell’oro come investimento e il fatto che il parlamento stesse interferendo con la gestione del portafoglio pubblico.

“L’oro non è un investimento quanto piuttosto una materia prima o una riserva di valore - ha scritto in una lettera -. L’unico modo per ricavarne un reddito è rivenderlo a un prezzo più alto di quello a cui è stato comprato”. Al contrario Bob Ide, senatore repubblicano dello Stato e principale sponsor della nuova legge, ha un’altra visione: “L’oro è il rilevatore di bugie, è il misuratore di frottole. È l’unico vero denaro che non può essere svalutato”.

Per ora, la cifra acquistata rappresenta solo una frazione del Permanent Wyoming Minerals Trust Fund, il fondo sovrano da dodici miliardi di dollari, creato nel 1975 per reinvestire i proventi dell’estrazione di risorse naturali. Il deputato statale John Bear, membro della commissione sugli investimenti del parlamento, ha definito la somma acquisita 'de minimis'. “Ma era necessario averla”, ha detto.

Un fenomeno che va oltre il Wyoming. Lo Utah è stato il primo Stato degli Stati Uniti a riconoscere oro e argento come valuta legale, nel 2011, aprendo la strada a tutti gli altri. Nel 2025 ha fatto un passo ulteriore, autorizzando il tesoro statale a creare un sistema di pagamento elettronico basato su metalli preziosi, con una dotazione già stanziata di circa 140 milioni di dollari.

In Florida, il governatore Ron DeSantis ha firmato a maggio 2025 una legge che riconosce oro e argento come valuta legale, con entrata in vigore prevista per luglio 2026. DeSantis ha definito la mossa una protezione contro il declino del dollaro e ha detto di voler dare ai cittadini della Florida una maggiore indipendenza finanziaria. La Florida è il primo grande Stato americano a compiere questo passo. In Texas, il governatore Greg Abbott ha firmato a giugno 2025 una legge che riconosce oro e argento come valuta legale e autorizza la creazione di un sistema di pagamento elettronico basato sui metalli preziosi conservati nel Texas Bullion Depository, operativo entro il 2027.

In Tennessee, a marzo 2025 la commissione senatoriale ha approvato all’unanimità un disegno di legge che creerebbe un fondo dedicato ai metalli preziosi da cinquanta milioni di dollari. In West Virginia è in discussione una proposta che autorizzerebbe il tesoro statale a destinare fino al dieci per cento dei fondi pubblici in oro e argento. Entrambi i provvedimenti devono ancora completare il loro percorso parlamentare.

Per ora, la cifra acquistata rappresenta solo una frazione del Permanent Wyoming Minerals Trust Fund, il fondo sovrano da dodici miliardi di dollari creato nel 1975 per reinvestire i proventi dell’estrazione di risorse naturali. Il deputato statale John Bear, membro della commissione sugli investimenti del parlamento, ha definito la somma acquisita “de minimis”. “Ma era necessario averla”, ha detto.

La corsa all'oro degli altri Stati

Un fenomeno che va oltre il Wyoming. Lo Utah è stato il primo Stato degli Stati Uniti a riconoscere oro e argento come valuta legale, nel 2011, aprendo la strada a tutti gli altri. Nel 2025 ha fatto un passo ulteriore, autorizzando il tesoro statale a creare un sistema di pagamento elettronico basato su metalli preziosi, con una dotazione già stanziata di circa 140 milioni di dollari.

In Florida, il governatore Ron DeSantis ha firmato a maggio 2025 una legge che riconosce oro e argento come valuta legale, con entrata in vigore prevista per luglio 2026. DeSantis ha definito la mossa una protezione contro il declino del dollaro e ha detto di voler dare ai cittadini della Florida una maggiore indipendenza finanziaria. La Florida è il primo grande Stato americano a compiere questo passo. In Texas, il governatore Greg Abbott ha firmato a giugno 2025 una legge che riconosce oro e argento come valuta legale e autorizza la creazione di un sistema di pagamento elettronico basato sui metalli preziosi conservati nel Texas Bullion Depository, operativo entro il 2027.

In Tennessee, a marzo 2025 la commissione senatoriale ha approvato all’unanimità un disegno di legge che creerebbe un fondo dedicato ai metalli preziosi da cinquanta milioni di dollari. In West Virginia è in discussione una proposta che autorizzerebbe il tesoro statale a destinare fino al dieci per cento dei fondi pubblici in oro e argento. Entrambi i provvedimenti devono ancora completare il loro percorso parlamentare.

Per ora, la cifra acquistata rappresenta solo una frazione del Permanent Wyoming Minerals Trust Fund, il fondo sovrano da dodici miliardi di dollari creato nel 1975 per reinvestire i proventi dell’estrazione di risorse naturali. Il deputato statale John Bear, membro della commissione sugli investimenti del parlamento, ha definito la somma acquisita “de minimis”. “Ma era necessario averla”, ha detto.

La corsa all’oro degli Stati americani si inserisce in un clima di crescente diffidenza verso le istituzioni federali e verso la tenuta del dollaro nel lungo periodo, dopo la svalutazione della moneta e i dubbi degli analisti sul fatto che possa restare lo standard internazionale. Intanto il debito pubblico degli Stati Uniti ha superato i 3.600 miliardi di dollari. L’inflazione degli ultimi anni ha lasciato il segno e continua a essere al 3%, lontana dall’obiettivo della Fed del 2%. E il prezzo dell’oro ha toccato nuovi record: il 29 gennaio scorso i contratti futures sono arrivati a 5.354 dollari per oncia, prima di scendere di circa settecento dollari nel giro di pochi giorni. Oggi si aggira intorno ai 5.000 dollari. Il Wyoming è lo Stato meno popoloso degli Stati Uniti e la sua economia è ancora fortemente dipendente dall’estrazione. L’anno scorso ha aperto nel territorio una nuova miniera di terre rare, e un progetto per estrarre oro e rame è previsto vicino a Cheyenne, capitale dello Stato. Hanke ha però avvertito che molti legislatori stanno prendendo decisioni basate su paure esagerate. “L’idea che il dollaro venga scalzato e che le persone si de-dollarizzino, semplicemente non succederà”, ha detto. Mentre gli Stati costruiscono le proprie riserve locali, il governo federale conserva il suo oro a Fort Knox, in Kentucky. Il primo carico arrivò nel 1937, spedito via posta ordinaria. Oggi l’United States Bullion Depository contiene circa 147 milioni di once, pari a circa la metà dell’oro federale. Il valore contabile ufficiale è fissato per legge a 42,22 dollari per oncia, una cifra invariata dal 1973, mentre il prezzo di mercato oggi supera i 4.800dollari. La struttura non è aperta al pubblico, non produce monete, non trasferisce oro. Poche persone conoscono i dettagli interni dell’edificio, e nessuna di esse conosce da sola tutte le procedure per aprire il caveau. È il contrario esatto del caveau di Casper: federale, immobile, avvolto nel segreto. Ma la logica di fondo è la stessa. L’oro, in America, non passa mai di moda. (di Angelo Paura)

 

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