Comandante militare: "Ripresa guerra contro gli Usa inevitabile". Donald furibondo con Netanyahu: "Sei un pazzo, senza di me saresti in prigione". Ma Israele smentisce
L'Iran non ha ancora risposto alla proposta di accordo finale con gli Stati Uniti, volta a porre fine al conflitto tra i due Paesi, e le discussioni sul testo definitivo sono ancora in corso a Teheran, secondo quanto riferito a Mehr News da una fonte vicina al team negoziale iraniano. La fonte ha dichiarato che l'Iran sta esaminando la proposta con cautela a causa di quella che considera una storia di inadempienze da parte degli Stati Uniti e di una radicata sfiducia nei loro confronti. "Sulla base delle esperienze precedenti, l'Iran è alla ricerca di benefici tangibili e concreti", ha affermato la fonte.
Una ripresa della guerra contro gli Stati Uniti è "inevitabile", sostiene un alto responsabile militare iraniano. "Gli Stati Uniti esigono la nostra resa totale e la nazione iraniana non si arrenderà mai - ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice del comando militare Khatam al-Anbiya, citato dalla tv Irib - Senza resa, la guerra è inevitabile. Quindi aspettiamo e la guerra non ci spaventa".
Gli scambi di messaggi tra Iran e Stati Uniti, finalizzati ad arrivare a un primo memorandum d'intesa, sarebbero sospesi già da alcuni giorni, riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, citando una fonte informata. Secondo la stessa fonte, l'ultimo messaggio inviato da Teheran a Washington avrebbe riguardato la situazione in Libano, descritto come un "messaggio chiaro" sulle tensioni regionali in corso.
Le capacità militari e operative dell'Iran sono aumentate durante il periodo di cessate il fuoco. Lo ha dichiarato all'emittente statale Irib il generale Sarder Mohebi, portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, aggiungendo che "oggi le nostre forze armate si trovano in condizioni migliori rispetto al passato". Uno degli insegnamenti chiave tratti dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran - ha detto ancora - "è l'aumento della conoscenza operativa delle forze armate riguardo al nemico".
"Se il nemico dovesse tornare sul campo di battaglia, il tipo di operazione, la geografia dello scontro e persino il tipo di armi utilizzate sarebbero diversi, e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche è pienamente preparato per tutti i possibili scenari", ha affermato Mohebi.
La Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato che 24 imbarcazioni hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver ottenuto il permesso dalle autorità iraniane nelle ultime 24 ore. Lo riporta l'agenzia di stampa Nour News, con sede a Dubai.
"Il prezzo che l'Iran ha già pagato è molto pesante. Le fondamenta di questo regime del terrore in Iran si sono incrinate. Non tornerà mai più a essere ciò che era e, vi dico, è destinato a cadere", ha scritto su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
"Il regime iraniano scomparirà dalla scena mondiale e noi contribuiremo affinché questo obiettivo venga raggiunto", ha poi detto Netanyahu durante la cerimonia di passaggio di consegne del capo del Mossad. "Teheran non rappresenterà più una minaccia per la nostra esistenza - ha aggiunto il premier - Non permetteremo al regime iraniano di tornare indietro nel tempo. Non gli consentiremo di ottenere armi nucleari, non gli permetteremo di minacciare la nostra esistenza".
Intanto, secondo quanto riferito da Axios che cita fonti al corrente del colloquio, il presidente americano Donald Trump avrebbe riversato tutta la sua ira contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu per l'escalation militare in Libano, a causa della quale l'Iran ha minacciato di ritirarsi dai negoziati per la fine della guerra. "Sei un dannato pazzo - quello che Trump avrebbe detto a Netanyahu - Saresti in prigione se non fosse per me, ti sto salvando". E ancora, in un crescendo, "tutti ti odiano adesso, tutti odiano Israele per questo".
Trump ha poi esortato Israele e Hezbollah a cessare i combattimenti "per sempre", dopo aver affermato che entrambe le parti gli avevano promesso una tregua. Sul suo social network Truth Social, ha dichiarato che Hezbollah aveva "accettato di smettere di sparare contro Israele e i suoi soldati. Allo stesso modo, Israele ha accettato di smettere di sparare contro di loro. Vediamo quanto dura, speriamo per sempre!".
Fonti vicine a Netanyahu smentiscono ci sia stato uno scambio di attacchi personali durante il colloquio telefonico con Trump, al termine del quale il presidente americano ha assicurato che le truppe Idf non arriveranno a Beirut. Lo riferisce l'emittente israeliana Channel 12, fornendo precisazioni dopo le indiscrezioni diffuse in precedenza. Secondo lo staff del premier, "contrariamente a quanto riportato dalle fughe di notizie, Trump non ha detto a Netanyahu nulla di personale, né frasi riguardanti il carcere o presunte affermazioni su quanto sia odiato nel mondo".
Le fonti hanno comunque confermato i toni "tesi" della telefonata, incentrata sulle reciproche lamentele per il contenuto dei post pubblicati sui social. Secondo lo staff di Netanyahu, Trump avrebbe espresso irritazione perché dai commenti del premier israeliano emergeva l'impressione che la guerra sarebbe andata avanti senza cambiamenti sostanziali, mentre Netanyahu ha contestato il post del presidente americano da cui sembrava emergere che Israele avrebbe cessato il fuoco su tutti i fronti. Le fonti aggiungono che Trump avrebbe osservato come "sia difficile presentare la posizione di Israele nel mondo e che questo alimenti sentimenti ostili nei suoi confronti".
Msc conferma che la propria nave MSC Sariska V è stata colpita ieri da due proiettili nel porto di Um-Qasr, in Iraq. Il primo impatto è avvenuto mentre il pilota era a bordo durante la partenza della nave dal porto; il secondo ha colpito poco dopo l’area destinata all’equipaggio. Tutti i membri dell’equipaggio sono al sicuro, illesi e hanno agito con eccezionale professionalità durante tutto l’incidente per mettere in sicurezza la nave e il suo carico, riferisce Msc in una nota, ricordando che, secondo quanto riportato dai media locali, i Guardiani della rivoluzione hanno rivendicato la responsabilità dell’attacco in risposta alle azioni statunitensi contro la nave Lion Star.
"Questa azione di ritorsione è del tutto ingiustificata sulla base delle accuse formulate dai Pasdaran, poiché Msc è un vettore commerciale neutrale e non ha alcuna affiliazione con gli Stati Uniti o Israele", sottolinea il gruppo. Fondata dal cittadino italiano Gianluigi Aponte, l’azienda ha sede legale e operativa in Svizzera ed è interamente di proprietà dei suoi figli, Diego e Alexa Aponte, entrambi cittadini italiani e privi di altre cittadinanze. Msc esprime "profonda preoccupazione per questi attacchi non provocati e per il rischio che essi comportano per i propri marittimi innocenti e per il commercio marittimo essenziale nella regione".