'La modernizzazione del Codice dell’edilizia rappresenta un passaggio fondamentale per la competitività del settore delle costruzioni'
“La modernizzazione del Codice dell’edilizia rappresenta un passaggio fondamentale per la competitività del settore delle costruzioni, è quindi essenziale che la legge primaria dello Stato definisca principi e regole univoche su tutto il territorio nazionale, evitando che il necessario coinvolgimento degli enti territoriali si traduca in una proliferazione di interpretazioni differenti che creano ostacoli burocratici e incertezze operative per le imprese e per i cittadini”. Lo rende noto FederlegnoArredo in merito agli sviluppi del disegno di legge delega sull’aggiornamento del Codice dell’Edilizia (A.C. 2826).
“Il settore - sottolinea FederlegnoArredo - ha bisogno di regole certe stabili e applicate in modo uniforme all’interno di un quadro normativo semplificato, che escluda però un sistema di deroghe e discrezionalità territoriali che rischierebbe di aumentare soltanto i contenziosi. Solo così sarà possibile raggiungere davvero gli obiettivi di semplificazione e dare stabilità al mercato, a tutela dell’intero sistema produttivo delle costruzioni”.
“Per Assotende - dichiara Gianfranco Bellin, presidente dell’associazione che all’interno di FederlegnoArredo rappresenta le aziende produttrici di tende, schermature solari, tessuti tecnici e sistemi di comando e automazione - è fondamentale che il nuovo Codice chiarisca in modo definitivo criteri applicativi e ambiti autorizzativi. Non è infatti accettabile che interventi che la normativa nazionale ricomprende nell’ambito dell’edilizia libera vengano poi assoggettati, a livello locale, a richieste documentali o autorizzative ulteriori. Il principio dell’edilizia libera nasce proprio per semplificare determinati interventi che, per caratteristiche e impatto, non dovrebbero essere sottoposti a procedure complesse. Nella pratica, però, accade spesso il contrario con rallentamenti e costi aggiuntivi per cittadini e imprese. Per questo chiediamo che il nuovo impianto normativo rafforzi la certezza del diritto e limiti i margini di discrezionalità interpretativa”.