Si è svolto ieri, giovedì 25 giugno 2026, nella Sala Tevere della Regione Lazio, il Convegno “Oltre la cura: innovazione e prossimità per un Nuovo Modello Oncologico”, promosso da Fondazione per la Medicina Personalizzata, Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” e Alleanza Contro il Cancro, nella cornice della campagna mondiale UICC 2025–2027 “United by Unique”.
Il Convegno ha rivolto alla Regione Lazio un appello formale articolato su due punti, raccogliendo e rilanciando il lavoro avviato il 13 maggio scorso, quando – nella stessa Sala Tevere – il Presidente Francesco Rocca e Cittadinanzattiva hanno costituito il Tavolo per la Rete Regionale dei Molecular Tumor Board (MTB), che raccoglie IRCCS IFO‑IRE, Fondazione Policlinico Gemelli, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e AOU Policlinico Umberto I.
“Il passo compiuto dalla Regione il 13 maggio è di grande rilevanza e va sostenuto – dichiara Paolo Marchetti, Responsabile del Dipartimento “Medicina Personalizzata” del Comitato Scientifico dell’Associazione ETS “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” e Presidente Fondazione per la Medicina Personalizzata - Perché quel passo si traduca in equità reale, occorre però completare il quadro: oggi nel Lazio, come in molte altre Regioni, l’accesso alla profilazione genomica estesa – il Comprehensive Genomic Profiling – è ancora largamente classificato come ‘tecnologia di ricerca’ e dipende, di fatto, dal centro in cui il paziente viene preso in carico. Due pazienti con la stessa malattia possono ricevere opportunità terapeutiche profondamente diverse non in base al bisogno clinico, ma in base alla geografia. Un MTB regionale che decide su pannelli ridotti sarà costretto a riprodurre questa asimmetria nella valutazione collegiale.”
L’appello chiede alla Regione di integrare nel mandato del Tavolo MTB un percorso parallelo dedicato al CGP, articolato su tre azioni:
adottare un documento regionale di indicazioni cliniche al CGP, coerente con le raccomandazioni ESMO e AIOM, che individui con criteri trasparenti le indicazioni di appropriatezza (tumori rari, NSCLC avanzato, alterazioni della ricombinazione omologa, neoplasie pediatriche, pazienti pretrattati);
avviare l’inserimento del CGP nel nomenclatore tariffario regionale per le indicazioni così definite, con copertura a carico del SSR;•
collegare il percorso a un registro regionale interoperabile (in raccordo con l’European Health Data Space) per misurare esiti, equità e valore generato.
Il secondo punto dell’appello riguarda la prossimità assistenziale: la richiesta è di adottare un Modello regionale di Oncologia di Prossimità che qualifichi le Case di Comunità come nodi territoriali oncologici (follow‑up, terapie orali, gestione delle tossicità, supporto al caregiver), attivi un programma regionale di telemonitoraggio domiciliare e riconosca formalmente la figura del caregiver oncologico nella rete di cura.
“Il messaggio che vogliamo lasciare alla Regione e ai cittadini del Lazio – conclude Marchetti – è semplice e ha un peso costituzionale: la valutazione personalizzata è un diritto, ma è un diritto formale se i dati su cui si fonda non sono garantiti a tutti. L’associazione Giuseppe Dossetti I Valori chiede alla Regione Lazio di completare il passo coraggioso compiuto il 13 maggio scorso e di trasformare il Molecular Tumor Board regionale in uno strumento di equità sostanziale. Perché ‘United by Unique’ diventi, nel Lazio, un diritto esigibile.”