Daiichi Sankyo Italia: "Co-creazione con associazioni e professionisti della salute per migliorare qualità di vita pazienti"
Prende il via oggi, presso la sede di Daiichi Sankyo Italia a Roma, Cardio Hub, il nuovo laboratorio di idee, progetti e innovazione dedicato alle persone che convivono con malattie cardio-cerebrovascolari. Un percorso strutturato di confronto e co-progettazione che riunisce alcune tra le principali Associazioni di pazienti in ambito cardiovascolare e non solo – Alice Italia Odv, Associazione per la lotta all’ictus cerebrale; Amici obesi onlus; Conacuore Odv, Coordinamento nazionale associazioni del cuore; Diabete Italia rete associativa Odv; Fand, Associazione italiana diabetici Odv; Feder-Aipa, Federazione delle associazioni italiane pazienti anticoagulati; Fiao, Federazione italiana associazioni obesità e La Mattina dopo Aps, La cura dell’obesità – e che valorizza il contributo di professionisti della salute e associazioni pazienti con l’obiettivo di far dialogare prospettive diverse e trasformarle in soluzioni condivise.
“La collaborazione con le associazioni di pazienti rappresenta un valore strategico e culturale – afferma Fabio Romeo, Senior Medical and Value & Access Director Sbd di Daiichi Sankyo Italia – Solo attraverso una partnership autentica e continuativa è possibile co-costruire soluzioni che abbiano un impatto reale sulla qualità di vita delle persone con patologie cardiovascolari. Cardio Hub vuole essere un luogo di lavoro concreto, dove competenze diverse – cliniche, economiche, associative – si integrano per individuare risposte condivise e sostenibili nel tempo”. Il percorso - informa la farmaceutica in un una nota - si articolerà in una serie di incontri in presenza durante l’anno, per poi proseguire nel tempo come partnership strutturata.
Cardio Hub prende avvio dai risultati di un’ampia attività di social media listening condotta nell’arco di 12 mesi, che ha analizzato ricerche online, conversazioni social e gruppi Facebook dedicati alle principali patologie cardio-cerebrovascolari e ai fattori di rischio. L’analisi ha evidenziato innanzitutto un bisogno informativo estremamente elevato: le persone cercano risposte su sintomi, valori da monitorare, cause, diagnosi, trattamenti e prospettive di vita. Tra tutti i temi, il colesterolo si conferma il principale driver di interesse: rappresenta oltre il 70% delle ricerche in ambito cardiovascolare, con volumi indicativi di circa 2,5 milioni di ricerche mensili, seguito da infarto, ictus e fibrillazione atriale. In parallelo, si osserva una specifica attenzione per la salute cardiovascolare femminile, con query dedicate a sintomi e valori nelle donne, segnale di una sensibilità crescente e del bisogno di informazione mirata.
Sul fronte social - riferisce la nota - nel corso del 2025 sono state analizzate oltre 34mila conversazioni, con una forte concentrazione su Facebook (quasi una conversazione su due), che si conferma il principale spazio di confronto tra pazienti e caregiver. Le discussioni si focalizzano soprattutto su sintomi, esami diagnostici e fattori di rischio, ma rivelano anche aspetti più complessi: a una forte attenzione verso i segnali da non sottovalutare e i controlli da effettuare, si affianca un rapporto talvolta controverso con le terapie e con la necessità di modificare gli stili di vita. Un dettaglio particolarmente rilevante riguarda la percezione della cronicità. Infarto e ictus spesso vengono vissuti come eventi isolati, ‘superati’ dopo la fase acuta, più che come segnali di un rischio da gestire nel tempo. Questo quadro si collega a un altro tema emerso con chiarezza: la fragilità dell’aderenza terapeutica. Dalle conversazioni nei gruppi e nei post social emergono riferimenti a dimenticanze, sospensioni volontarie o rifiuti dei farmaci e un ricorso diffuso al “fai da te” (integratori e diete suggerite online), talvolta in alternativa o in competizione con le indicazioni mediche.
Accanto alla dimensione clinica, il social listening mette in luce anche l’impatto emotivo: ansia, paura di recidive, senso di fragilità, isolamento sociale e difficoltà nelle relazioni sono temi ricorrenti, e i gruppi online diventano spesso spazi di conforto e condivisione.Queste informazioni costituiscono il punto di partenza del lavoro di Cardio Hub, che intende trasformare l’ascolto in progettualità concreta attraverso un percorso strutturato basato sulla metodologia del design thinking, articolato nelle fasi di empatia, definizione dei bisogni, ideazione, progettazione, test e finalizzazione delle soluzioni.
Il laboratorio rappresenta anche un luogo di scambio di conoscenze e consolidamento di una partnership di lungo periodo, oltre che uno spazio operativo per collaborare su concreti bisogni dei pazienti e di chi sta al loro fianco nell’area cardio-cerebrovascolare. “Le malattie cardiovascolari non sono solo una questione clinica, ma incidono profondamente sulla qualità di vita delle persone, sulle loro relazioni e sul benessere psicologico – sottolinea Joanne Jervis, Managing Director & Head of Specialty Business Division, Daiichi Sankyo Italia – Per questo crediamo in un approccio olistico alla cura, che metta al centro l’ascolto autentico dei bisogni dei pazienti. Cardio Hub nasce proprio con questa finalità: creare uno spazio strutturato di dialogo, in cui l’esperienza vissuta dalle persone diventi la base su cui costruire soluzioni concrete, sostenibili e realmente utili”.