Barbera: 'Dal 2012 la Mostra di Venezia ha riconquistato il cinema americano'

Il direttore ripercorre la strategia avviata 14 anni fa per riportare major e produttori indipendenti al Lido: "Un circolo virtuoso che ha consolidato il prestigio del festival"

(Il talk con Alberto Barbera - Ufficio stampa Biennale di Venezia)
(Il talk con Alberto Barbera - Ufficio stampa Biennale di Venezia)
02 giugno 2026 | 18.47
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"Alla fine del primo decennio di questo secolo il cinema americano aveva iniziato a disertare l'appuntamento veneziano, preferendo il Festival di Toronto come trampolino di lancio per le grandi produzioni. Una tendenza che rappresentava un problema per Venezia, sia sul piano del prestigio sia su quello dell'attività della Mostra, rischiando di comprometterne il mantenimento del ruolo di vertice nel panorama dei festival internazionali. Per questo, quando sono tornato alla guida della Mostra nel 2012, mi sono subito impegnato a ricucire i rapporti con il cinema americano, con le major, gli studios e i produttori indipendenti. Da allora è iniziato il riposizionamento di Venezia tra i festival più importanti al mondo". Lo ha dichiarato Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, nel corso di un talk ospitato oggi pomeriggio all'Arsenale, nella nuova sede dell'Archivio Storico della Biennale di Venezia.

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"La presenza del cinema americano nel suo complesso richiama anche quella cinematografia meno visibile di molti Paesi che scelgono la Mostra come vetrina per promuovere le proprie opere. Si crea così un circolo virtuoso", ha sottolineato Barbera dialogando con cinque giovani studiosi e studiose di cinema, provenienti da residenze di ricerca e consulenze per la selezione della Biennale Cinema.

La Mostra di Venezia, ha ricordato il direttore artistico, "ha lavorato costantemente allo scouting di nuovi autori e registi indipendenti, contribuendo a farli conoscere al grande pubblico internazionale. Il legame tra Venezia e il cinema americano non si è mai interrotto e la Mostra continua a svolgere il proprio ruolo durante tutto l'anno e su scala globale".

Barbera, alla presenza in sala del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, ha inoltre rivendicato alcuni dei risultati raggiunti durante la sua direzione. "Lo dico non per autocelebrazione, ma per evidenziare un dato di fatto: la Mostra di Venezia è il festival internazionale che più ha saputo rinnovarsi, riuscendo al tempo stesso a entrare in sintonia con il pubblico e ad aprirsi alle nuove tecnologie della produzione audiovisiva. Come Biennale dobbiamo essere orgogliosi di aver sperimentato, spesso per primi, percorsi innovativi, senza restare ancorati a una concezione del cinema certamente rispettabile, ma legata esclusivamente al passato. La Mostra del Cinema ha sempre guardato con attenzione alle innovazioni e continuerà a farlo anche nei confronti dell'intelligenza artificiale, che non va demonizzata ma governata e orientata dagli artisti. In definitiva, la Mostra di Venezia rappresenta una sorta di laboratorio in cui si immagina e si costruisce il futuro del cinema". (di Paolo Martini)

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