Boosta torna con 'Pianorama' e stuzzica Sanremo: "Spazio anche ai brani strumentali"

Il co-fondatore dei Subsonica pubblica il suo nuovo progetto discografico

Davide 'Boosta' Dileo (Foto di Ivan Cazzola)
Davide 'Boosta' Dileo (Foto di Ivan Cazzola)
09 ottobre 2026 | 12.37
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Davide 'Boosta' Dileo, co-fondatore e tastierista dei Subsonica, nonché uno dei compositori e sound artist più eclettici della scena contemporanea, torna a esplorare i confini del suono e, nel farlo, lancia una provocazione al palco più famoso d'Italia: trasformare Sanremo nel 'Festival della musica italiana', aprendolo finalmente anche ai brani strumentali. L'occasione per questa riflessione arriva con l'uscita di Pianorama , il suo nuovo album strumentale (in vinile e in digitale per Torino Recording Club / Epic/Sony Music). Un progetto intimo, concepito come un vero e proprio paesaggio sonoro che si divide in due anime speculari: un Lato A di solo pianoforte, registrato in presa diretta con tutte le sue imperfezioni fisiche, e un Lato B dove le stesse cellule sonore si dilatano in paesaggi elettronici. “Sono andato in uno studio con l'idea di non cercare il suono perfetto. Ho registrato i miei pianoforti per come suonano davvero, in una sola sessione, con tutti i loro rumori dentro”, spiega Boosta all’Adnkronos raccontando la genesi del disco, nato nel suo studio torinese.

In un'epoca dominata dall'iper-produzione, la scelta di mostrare la fisicità e la debolezza dello strumento è netta: “Le cose si possono pulire molto: quando dobbiamo uscire a una cena di gala, tendenzialmente ci mettiamo davanti allo specchio, ci prepariamo, ci facciamo belli. Questo disco, invece, è come quando sei a casa e ti prendi del tempo davanti allo specchio, ti guardi veramente, non ti ammiri per guardare la tua perfezione. È un piccolissimo, umile esercizio di consapevolezza”. Il disco, le cui 9 tracce formano in sequenza il titolo stesso dell'opera P-I-A-N-O-R-A-M-A, verrà presentato in anteprima nazionale a BASE Milano (all'interno del FAROUT Live Arts Festival), per poi trasformarsi in un tour prodotto da Ponderosa Music&Art che prenderà il via il 1° novembre dall'Auditorium Parco della Musica di Roma, toccando poi Torino (28 novembre), Forlì (3 dicembre) e Milano (4 dicembre). Portare un concetto così intimo dal vivo, per un artista abituato alle grandi arene, è una sfida. Sul palco, il pianoforte diventerà la sua vera e propria banda: “Cerco di spremerlo il più possibile, poveretto”, scherza Boosta. “Hai la responsabilità di tutte le persone che scelgono di condividere il viaggio con te. È un viaggio di cui non vorrei essere la guida turistica, ma mi piacerebbe fare parte della comitiva, vorrei viaggiare anch'io. È per questo che nella mia ambizione c'è quella di lasciare più spazio possibile agli imprevisti e al flusso della serata”.

Ma ‘Pianorama’ è anche l'occasione per riflettere sullo stato della musica oggi. In un mercato dominato dai ritornelli da 15 secondi per TikTok, Boosta difende una spada tratta la musica strumentale, paragonandola a una necessità fisiologica: “Noi abbiamo fatto campagne immense sulla buona alimentazione per mantenere funzionale il corpo. Ma la musica è uno strumento altrettanto importante che rende funzionali i sentimenti e il ragionamento. Se dobbiamo avere una dieta varia nell'alimentazione per stare in forma, perché non dovremmo avere una dieta varia nell'ascolto?”. Da qui nasce la provocazione rivolta al palco più importante d'Italia: “Sarebbe molto bello trovare spazio per la musica strumentale a Sanremo. Ha una grandissima visibilità e anche una responsabilità sociale e culturale. Se è il Festival della canzone italiana, nella canzone italiana c'è tutto. Ma dovrebbe essere il Festival della musica italiana. Forse questa potrebbe essere una deriva interessante”.

Un'industria musicale che, secondo l'artista, sta affrontando derive complesse, a partire dal caro biglietti e dal rischio implosione del sistema live: “È un tessuto sociale e culturale che si sta muovendo in una direzione che non è corretta. Bisognerebbe fare un ragionamento di settore profondo, forse regolamentato un pochino più dall'alto se non riusciamo a farlo noi”.

E sull'Intelligenza Artificiale, capace di generare brani perfetti in pochi secondi, il pioniere dell'elettronica non si scompone: “Vedo che l'uomo è sicuramente a rischio di appiattimento, ma questo accadeva già precedentemente all'IA. Finché l'IA rimane uno strumento, penso che potrà anche diventare utile, come lo è stato il campionatore negli anni '80 oi sintetizzatori dagli anni '60 in avanti”.

L'autunno di Boosta si preannuncia denso di appuntamenti. Oltre al tour di ‘Pianorama’, il 19 novembre sarà nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze per la prima assoluta di Lux Non Finita, un'opera che intreccia elettronica e canto gregoriano. Poi la colonna sonora per lo spettacolo teatrale Avantgarde a Roma e una sinfonia per la Filarmonica del Teatro Regio di Torino. E i Subsonica? Io fan possono stare tranquilli. “Con i Subsonica ci rivediamo sicuramente l'anno prossimo”, rassicura Boosta e aggiunge: “Faremo ancora una tranche di tour che probabilmente sarà anche un tour diverso. E poi credo che a un certo punto ricominceremo a pensare al capitolo successivo della nostra felice storia”.

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