L’artista torna in gara al festival per la terza volta. "Sento la consapevolezza di voler finalmente cantare. Eurovision? Per ora non ci penso"
Nessuna maschera, nessuna festa, ma solo la "verità". Serena Brancale torna al Festival di Sanremo con un'inedita consapevolezza, portando sul palco dell'Ariston ‘Qui con me’ la sua canzone più intima e personale: una lettera dedicata alla madre scomparsa 6 anni fa. "Questo è l'anno giusto per parlare di lei", spiega l'artista in una conferenza stampa organizzata a Milano. Lontani i tempi dell'incoscienza di 'Galleggiare' di undici anni fa (prima volta al Festival per l’artista) e dalla celebrazione festosa dell'anno scorso. “Quest'anno è diverso. Sento la consapevolezza di voler finalmente cantare, di portare qualcosa dove il vestito va in secondo piano e la voce è la vera protagonista", afferma.
Il brano in gara è il frutto di una lunga gestazione. "Porto una cosa che fa parte di me, una lettera che dedico a mia madre. Ci ho messo sei anni per arrivare a questo, perché avevo bisogno di tempo per trovare le parole giuste", dice Brancale e aggiunge: "Quest'anno non ho nessuna maschera, non c'è nessun gioco: porto sul palco la verità, quella che sono, con quello che ho provato. E' una cosa che mi ferisce, una ferita che rimane ma che ho metabolizzato". Non un brano nostalgico, precisa, ma "una cura alla nostalgia. Decido di raccontarla serenamente". La performance sarà in linea con questa scelta di essenzialità: "Sarà molto scarna. Devo cantare. Fine. Voglio stare immobile con l'asta del microfono, senza nemmeno toccarla. Penso che non muoversi sia molto emozionante". Un'emozione che l'artista sa di dover gestire: “La lacrima è facile, ce l'ho spesso, quindi nel mio mestiere so che devi avere dei piani alternativi quando sei lì a cantare qualcosa per tua madre che non c'è più. Ho delle persone a cui pensare per darmi forza. Ma la performance sarà molto semplice”.
E la famiglia, Serena la porta sul palco, con la sorella Nicole Brancale a dirigere l'orchestra. "Con questo brano, soprattutto, non poteva mancare. Non potrei guardare una persona non legata a questa storia". L'eredità materna è ovunque: "Sento mia madre qui con me, non tanto nella fede, ma nelle cose che vedo ogni giorno allo specchio. Mi guardo le mani, il sorriso, e vedo lei. Ci sono cose che non sopportavo del suo modo di parlare, e ora sono diventata esattamente come lei. La mia voce inizia ad assomigliare tanto alla sua". E parlando del suo rapporto con la madre racconta: “Da bambina ero legatissima a lei. Ero la figlia di mezzo, quella che cantava, recitava, ballava. Ero la sua prediletta. La seguivo nelle prove di un coro di musica barocca, e questo mi ha formato tantissimo, dandomi quelle basi classiche che, credo, si sentano ancora oggi in tutto quello che faccio”.
Questa svolta intimista non rinnega però l'altra anima dell'artista, quella più festosa di 'Anima e Core' e 'Serenata'. "Adoro quei brani, fanno parte di me", sottolinea, annunciando l'idea per il titolo del suo prossimo album: ‘Il Diavolo e l'Acqua Santa’. "Mi ritrovo esattamente in queste due parti". Anche la serata delle cover manterrà un legame con il suo percorso: "È possibile che ci sia un po’ di 'Serenata', ma il fil rouge sarà sempre 'Qui con me'".
Pronta alle critiche ("chi dirà che è una 'furbata' parlare della mamma"), Brancale si dice concentrata: “Non mi faccio troppe domande, altrimenti non fai più questo mestiere". Sul tema Eurovision, per ora non si sbilancia: "È una cosa a cui non penso, sono concentrata su Sanremo. Sicuramente una posizione verrà presa, ma un messaggio si può dare anche partecipando". Ma è quando le viene chiesto della reazione del padre all'ascolto del brano che Serena Brancale non riesce a trattenere le lacrime, mostrando il lato più fragile e autentico di questo suo ritorno al Festival. di Loredana Errico