Woman Unknown, tutto sul film che ha vinto il Leone d'Oro a Venezia 83

Un trionfo significativo per la regista May el-Toukhy, che era una delle sole due donne in concorso quest'anno

May el-Toukhy - (Fotogramma)
May el-Toukhy - (Fotogramma)
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12 settembre 2026 | 21.43
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Il film ‘Woman unknown’ di May el-Toukhy vince il Leone d’oro per il miglior film di Venezia 83. Un trionfo significativo per la regista, che era una delle sole due donne in concorso quest'anno, insieme a Rachel Szor (co-regista di 'Naza'). La pellicola porta a casa anche la Coppa Volpi femminile per l'interpretazione della protagonista Mathilde Arcel. Lo ha deciso la giuria del concorso principale della Mostra di Venezia, presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To.

Il film segue Marie, che sta per sposare Christian, il ricco vedovo per cui lavora come domestica e bambinaia. Per lei, il matrimonio significa diventare la signora della casa. Ma c’è un segreto che potrebbe mandare tutto in frantumi: durante la guerra ha avuto una relazione con un soldato tedesco. Ora, nell’anarchia del dopoguerra, quel passato torna a presentarle il conto. E Marie è pronta a tutto pur di difendere la vita che si è conquistata.

La pellicola “dà voce a figure femminili ispirate alla storia che raramente trovano spazio nel racconto collettivo, e cerca di far luce sulla condizione delle donne al centro della vicenda”, racconta la regista nelle note di regia. Ed esplora “il tema del corpo femminile come campo di battaglia attraverso la prospettiva delle cosiddette collaboratrici orizzontali: le numerose donne che, in tutta Europa durante la Seconda guerra mondiale, intrecciarono relazioni con soldati degli eserciti occupanti e che, al termine del conflitto, subirono durissime conseguenze”. La storia è ambientata nell’immediato dopoguerra: “un periodo di entusiasmo, ottimismo ed euforia per l’Europa, ma anche un tempo segnato dall’assenza di un reale quadro giuridico capace di affrontare le conseguenze del conflitto appena concluso”.

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