La Roma in Champions League non è solo un risultato, per il tifoso è una nemesi

Questa volta il tifoso della Roma non deve recriminare, non deve guardarsi indietro e capire perché, deve solo rendersi conto di quello che è successo

La Roma in Champions League non è solo un risultato, per il tifoso è una nemesi
25 maggio 2026 | 19.36
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Sono passate, tutte insieme, le immagini peggiori. Roma-Lecce, Roma-Slavia Praga, Venezia-Roma, Roma-Sampdoria. Le stesse immagini che per una settimana sono state l'incubo di ogni tifoso della Roma. Istantanee di grandi delusioni, di occasioni sfumate e partite che negli anni hanno segnato un destino che, a tratti, è sembrato sul punto di riproporsi. La vittoria a Verona, l'ennesima di una sequenza firmata Gian Piero Gasperini che ha ribaltato un finale di campionato che sembrava declinare verso l'epilogo più consueto del rimpianto, sarà ricordata invece come una delle partite capaci di cancellare la litania del 'mai una gioia', una sindrome con cui il tifoso della Roma ha imparato a convivere. Sono passate ore dal fischio finale. E la liberazione dall'incubo ricorrente sta lentamente prendendo la forma della consapevolezza. Questa volta i tifosi della Roma non devono recriminare, non devono guardarsi indietro e capire perché, devono solo rendersi conto di quello che è successo. Perché la Roma in Champions League, insieme alla Juventus e al Milan fuori dall'Europa che conta di più, è un verdetto che per loro profuma di nemesi. (Di Fabio Insenga)

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