L'Italia fuori dai Mondiali, Meritocrazia Italia chiede di "Azzerare vertici Figc, la Nazionale non è di Gravina"

Per il presidente Mauriello "non abbiamo più simboli, idoli, orgoglio di una Nazione di campioni. Terza eliminazione di fila segno di un sistema fallimentare"

01 aprile 2026 | 10.40
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"Disastro Italia. La nostra nazionale e tutto il Paese dicono ancora addio al Mondiale, per la terza volta consecutiva. Ancora una volta, a farne le spese è una intera generazione di tifosi, con il pensiero che corre soprattutto ai bambini, cresciuti senza aver mai potuto tifare per la propria nazionale nella competizione più prestigiosa e privati di emozioni bellissimi e non più ripetibili allo stesso modo". Così in una nota il presidente nazionale di Meritocrazia Italia, Walter Mauriello

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"Non abbiamo più simboli, non abbiamo più idoli, non abbiamo più l’orgoglio di una Nazione di campioni, né il riconoscimento in uno sport che, da sempre, ha avuto una funzione nazional popolare, di unitarietà identitaria in quella maglia azzurra ed in quel tricolore che rappresentavano più che una passione, vera e propria crocevia dell’italianità e dei nostri sentimenti più profondi. Meritocrazia Italia, in qualità di movimento nazionale che pone il merito e la competenza al centro di ogni scelta pubblica, esprime profondo sdegno e amarezza per l’ennesima eliminazione dell’Italia dai Mondiali. Due esclusioni consecutive nell’era Gravina - sottolinea Mauriello - non possono essere liquidate come semplice sfortuna. Sono il sintomo evidente di una mala gestio che ha nomi e cognomi, di un sistema che ha premiato logiche di convenienza a scapito del valore tecnico e dell’identità sportiva nazionale. È un segnale di una crisi strutturale, con effetti destinati a propagarsi ben oltre il momento sportivo".

"Per anni il calcio è stato uno dei motori dell’immagine del Paese nel mondo, oltre che una leva economica di fondamentale importanza. Basti pensare come la sola qualificazione avrebbe portato nelle casse della Figc diversi milioni di euro, in potenziale crescendo per ogni qualificazione al passaggio successivo, sino a toccare la cifra di 50 milioni di dollari per la squadra vincente il Mondiale e senza contare le perdite ulteriori connesse a mancate sponsorizzazioni e diritti televisivi. Se oggi l’Italia è ancora fuori, per la terza volta consecutiva, allora il problema non è più soltanto sportivo, ma assurge a segno di un sistema fallimentare e di un pericoloso scivolamento all’indietro che va recuperato subito, prima che sia troppo tardi. Ammesso che non lo sia già".

"Per questo", il presidente di Meritocrazia Italia Mauriello chiede "con forza al presidente del Consiglio di azzerare la delega allo Sport in capo al Ministro Abodi e di avviare una rivoluzione totale dell’assetto del calcio italiano, a partire dalle dimissioni immediate del Presidente Gabriele Gravina e di tutto il vertice della Figc. Non è più accettabile che ai posti di comando nessuno si prenda le responsabilità di quella che non è una semplice sconfitta, è una disfatta storica".

"Se non dovessero arrivare le dimissioni immediate Meritocrazia Italia chiede l’immediato commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Serve una riforma epocale, fondata sul principio meritocratico, che parta dalla previsione di un obbligo, per le squadre di Serie A e delle categorie minori, di schierare dal primo minuto almeno 8 giocatori italiani su 11. Solo così - conclude - si potrà restituire spazio ai talenti italiani, ricostruire una filiera di crescita per i nostri giovani e ridare al calcio nazionale la dignità e la competitività che merita".

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