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Palermo, cane bruciato dal padrone supera seconda notte. Lav: "Un guerriero''

Il pitbull è stato legato a un palo e dato alle fiamme dal suo stesso proprietario. "Ha riportato ustioni sull'80% del corpo" scrive la Lega Anti Vivisezione

Il cane bruciato vivo, foto Lav
Il cane bruciato vivo, foto Lav
12 gennaio 2024 | 16.20
LETTURA: 3 minuti

"Aron ha superato anche la seconda notte ed è stabile al momento". E' quanto scrive la Lega Anti Vivisezione sul suo sito, spiegando come il pitbull, legato dal proprietario in via delle Croci a Palermo e dato alle fiamme dal suo stesso proprietario, stia lottando tra la vita e la morte. "I medici stanno facendo il possibile perché non senta dolore e perché possa esserci anche una sola speranza. Abbiamo ottenuto dall'autorità giudiziaria l'affido e siamo al suo fianco" scrivono dalla Lav definendolo "un guerriero". Il cane è stato ricoverato grazie all’intervento di un passante, riportando ustioni su oltre l’80% del corpo e gravi danni agli organi interni.

Per poterlo tutelare ed evitare il trasferimento presso la clinica convenzionata con il Comune, troppo rischiosa secondo i veterinari curanti viste le condizioni critiche e la prognosi riservata, ha fatto richiesta all’autorità giudiziaria di sottoporlo a sequestro preventivo e di poterlo prendere in custodia giudiziaria per farsi quindi carico di tutte le spese veterinarie e del suo mantenimento. “Siamo con il fiato sospeso, sperando che Aron continui a lottare, nonostante la grande sofferenza che sta provando, e riesca a sopravvivere all’orrore che ha subito – dichiara la Lav – nel frattempo depositiamo una denuncia per maltrattamento e chiediamo al Sindaco di Palermo Roberto Lagalla che dia un segnale forte volto a tutelare tutti gli animali del territorio emanando un’ordinanza che vieti a chi ha compiuto un gesto di tale gravità ed efferatezza di poter detenere altri animali, nonché di prevedere un accertamento sulle condizioni psichiche a tutela anche dell’incolumità pubblica”.

Non possiamo, inoltre, non sottolineare quanto le pene previste per reati di tale efferatezza a danno degli animali siano gravemente inadeguate. “Non mancheremo di ricordare questo e gli altri casi – continua la Lav - come quello del gatto Leone scuoiato vivo a Cava de' Tirreni, che hanno affollato le cronaca degli ultimi mesi per fare ulteriore pressione sui deputati della Commissione Giustizia della Camera perché si proceda con l'esame e l'approvazione delle proposte di Legge per inasprire le pene e rendere più efficaci le norme per perseguire i reati contro gli animali”.

La petizione su Change.org

A poche ore dal suo lancio, sono già 1.172 le firme raccolte per la petizione 'Giustizia per il cane bruciato vivo a Palermo', lanciata dall’associazione 'Uniti per salvarli O.d.v.' su Change.org. “Siamo profondamente sconvolti e indignati di fronte all'atroce atto di crudeltà perpetrato contro un innocente pitbull nella zona di via delle Croci, nei pressi della chiesa di Santa Maria del Monserrato a Palermo - si legge nella petizione -. Chiediamo la tua partecipazione attiva firmando questa petizione per sostenere la ricerca di giustizia per questa vittima innocente”. “Sollecitiamo il governo a rivedere e potenziare il codice penale in materia di reati contro gli animali - prosegue -. È fondamentale che la legge rifletta la gravità di tali crimini e che vengano implementate pene severe per coloro che commettono atti di crudeltà verso gli animali”.

Brambilla: "L'orrore va punito"

“Lasciano senza parole episodi di assoluta crudeltà nei confronti degli animali come quello accaduto a Palermo, dove un uomo ha legato un pitbull ad un palo stradale e gli ha dato fuoco" dice Michela Vittoria Brambilla (Noi moderati), presidente dell’intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e della Lega italiana per la Difesa degli animali e dell’Ambiente. "Si tratta di un atto così orribile da rendere necessario, a mio avviso, l’accertamento della condizione di salute mentale di chi l’ha compiuto. In generale, l’aumento di atti di violenza contro gli animali, alcuni di particolare gravità, conferma che è tempo di adottare contromisure. E il mezzo c’è: la proposta di legge bipartisan, a mia prima firma e con quella dei componenti l’intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali, attualmente all’esame della commissione Giustizia, che inasprisce le pene per chi maltratta o uccide gli animali. Mi rivolgo a tutte le forze politiche: non c’è più tempo da perdere, acceleriamo la discussione e approviamo una legge adeguata alla gravità dei fatti. L'orrore va punito”.

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