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Covid, Ilaria Capua: "Arriverà un'altra pandemia"

19 gennaio 2024 | 12.09
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La virologa e la malattia X: "Dobbiamo essere pronti ad affrontare un virus che si diffonde per via respiratoria, gastrointestinale o sessuale"

Ilaria Capua
Ilaria Capua

"Una nuova pandemia arriverà". Ilaria Capua, virologa di fama internazionale, risponde così a L'aria che tira su La7 alle domande sul quadro del covid e di un'eventuale nuova emergenza. In questo periodo, tra i temi caldi c'è la cosiddetta 'malattia X', una patologia eventuale che potrebbe richiedere contromisure da parte dei sistemi sanitari dei vari paesi.

"Tutti gli studi fatti prima del covid sull'emergenza di un nuovo virus pandemico mettevano i coronavirus in seconda posizione" in una graduatoria di pericolosità. "L'esperienza che abbiamo avuto con altri coronavirus, come quello della Sars 1, non ha provocato una pandemia: ha infettato 8000 persone, provocando il 10% di vittime. Il secondo coronavirus emerso è il coronavirus Mers, del Medioriente, che aveva come serbatoio i dromedari. Anche questo virus è arrivato" a noi "da un pipistrello che ha infettato alcuni dromedari, che sono una parte importante anche della cultura del Medioriente. Ci sono stati focolai di polmonite legati al contatto uomo-dromedario, anche in quel caso con numeri bassi".

"I due coronavirus precedenti non hanno provocato una pandemia. Nell'ultimo secolo lo hanno fatto i virus influenzali, che sono stati collocati in prima posizione dalla comunità scientifica. Il termine malattia X significa che dobbiamo essere pronti ad affrontare un virus che si diffonde per via respiratoria, gastrointestinale o sessuale: dobbiamo essere preparati su più fronti", spiega l'esperta.

Quindi, la previsione: "Le pandemie accadono, mi dispiace dirlo. Dal 1900 al 1999 abbiamo avuto 3 pandemie influenzali più un episodio epidemico legato ad una fuga di laboratorio in Russia, la cosiddetta 'russa' del 1977. I virus che sono nel serbatoio animale sono sempre lì che bussano alle porte dell'homo sapiens. Ci sono una serie di fattori che favoriscono lo spillover", il passaggio del virus dall'animale all'uomo: "La deforestazione, l'invasione di spazi che dovrebbero rimanere segregati, i mercati di animali vivi. Questi virus bussano alla porta di una nuova specie. Una nuova pandemia, mi dispiace dirlo, arriverà", dice Capua.

"Questa è biologia. Se nel secolo scorso ce ne sono state tre più una... In questo secolo c'è stata l'influenza suina, quella che sta provocando questi ricoveri: è un virus emerso dal suino nel 2009, lo chiamo il virus che ci ha imbrogliati", aggiunge. "Quando è emerso dal suino, questo virus ha trovato recettività solo nei giovani perché le persone over 55 erano state a contatto con un virus parente ed avevano un'immunità residua. Questo virus non è riuscito ad attaccarsi alle persone più anziane e più fragili. Si sono ammalati i più giovani, la pandemia è stata considerata blanda perché i fragili erano in qualche modo protetti. Dal 2009-2010 in poi, quindi, si è disinvestito per la gestione di una pandemia: ecco perché quella pandemia ci ha fregati", la spiegazione.

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