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Di Cesare: "In Tribunale per querela per diffamazione da Lollobrigida"

"In tv ho detto che il ministro 'parla da neohitleriano'"

Donatella Di Cesare
Donatella Di Cesare
21 aprile 2024 | 18.43
LETTURA: 2 minuti

''Il prossimo 15 maggio dovrò presentarmi davanti al Tribunale di Roma, perché sono stata querelata per diffamazione aggravata da Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, esponente di FdI, cognato della premier Meloni''. Lo scrive su Facebook Donatella Di Cesare, docente di Filosofia Teoretica alla Sapienza.

''I fatti risalgono a un anno fa – 18 aprile 2023 – quando Lollobrigida in un intervento pubblico disse: "Non possiamo arrenderci alla sostituzione etnica”. La sera dello stesso giorno, nel corso del talkshow DiMartedì, interpellata dal conduttore, ho commentato: 'La sostituzione etnica è un mito complottistico', 'è il cuore dell'hitlerismo'. Nella mia argomentazione, sottolineando la pericolosità di principi ispirati alla purezza etnica e riferendomi al ministro, ho aggiunto: 'Credo che le parole del ministro non possano essere prese per uno scivolone, perché ha parlato da Gauleiter, da governatore neohitleriano'. Non ho detto 'è', ma 'ha parlato da': si è trattato non di un'equazione, bensì di un paragone, una similitudine storica. 'La teoria della sostituzione è un mito neonazista secondo il quale i bianchi vengono sostituiti dai non bianchi', è quello che si legge nel sito del governo https://www.governo.it/.../noantisemitismo-def.... ''.

''È inconcepibile che in un paese democratico un ministro trascini in tribunale una filosofa, una privata cittadina, per questioni sulle quali si dovrebbe aprire un confronto democratico. Rifiutare il dibattito vuol dire stigmatizzare l’avversario politico, considerarlo un nemico da trattare con misure punitive. E’ palese la sproporzione tra un ministro, con tutto il suo potere e una docente che deve difendersi da sola, con i propri mezzi. Non ho l’appoggio di nessun partito, nessun giornale, nessun gruppo di potere politico o editoriale, nessuna tribù. In compenso ricevo ogni giorno la solidarietà di moltissimi di voi. E colgo l’occasione per ringraziarvi per le lettere, i messaggi, le parole di stima e incoraggiamento. Cercando di legittimarsi nel contesto europeo e internazionale, questa destra ha bisogno di mutare il proprio volto pubblico tacitando chi ne sottolinea la provenienza storica'', conclude.

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