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Omicidio Giulia Tramontano, al via processo a Impagnatiello: imputato in lacrime

18 gennaio 2024 | 06.37
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In aula anche la famiglia della 29enne uccisa il 27 maggio del 2023 a Senago mentre era al settimo mese di gravidanza

Giulia Tramontano e Alessandro Impagnatiello  - (Fotogramma)
Giulia Tramontano e Alessandro Impagnatiello - (Fotogramma)

Al via oggi il processo ad Alessandro Impagnatiello davanti ai giudici della prima corte d'Assise di Milano. Il 31enne, che deve rispondere dell'accusa di omicidio aggravato della compagna Giulia Tramontano, incinta al settimo mese del loro figlio Thiago, rischia la condanna all'ergastolo.

Il viso di Impagnatiello, presente in aula, jeans e maglietta bianca, scarpe da ginnastica e giubbotto blu, sguardo basso, per qualche attimo è stato rigato da qualche lacrima.

Presente anche la famiglia di Giulia. La sorella Chiara siede accanto alla mamma Loredana, vicino Mario, il fratello della vittima, e papà Franco. A pochi passi di distanza, nella gabbia, c’è l’imputato. “La famiglia di Giulia si augura che la condotta di Impagnatiello sia sanzionata come merita”, ha affermato Giovanni Cacciapuoti, legale della famiglia Tramontano, prima di entrare in aula.

La prima udienza del processo immediato sarà come sempre tecnica e scandita da 'tappe' obbligate: la corte presieduta da Antonella Bertoja, già giudice in primo grado del processo a Massimo Bossetti, dovrà stabilire se ammettere le telecamere in aula, decidere la lista dei testimoni e riconoscere le parti civili, quindi fissare il calendario del processo.

Ma, al di là dei tecnicismi, gli occhi sono puntati oggi sul barman accusato dell'omicidio aggravato dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla premeditazione, e dal vincolo della convivenza. Un delitto avvenuto la sera del 27 maggio del 2023 nella loro abitazione a Senago a poche ore dall'incontro di Giulia, 29 anni, con l'altra donna di Impagnatiello, ignara di quella relazione ufficiale. Quella sera l'imputato, 31 anni il prossimo marzo, afferra un coltello da cucina e colpisce la compagna con 37 coltellate al collo, alla schiena e al viso, almeno nove quelle sferrate quando la vittima era ancora viva (stabilirà l’autopsia), quindi prova a bruciare il corpo nella vasca da bagno, prima di trascinarlo lungo le scale e nasconderlo in garage.

Impagnatiello deve anche rispondere di interruzione di gravidanza e occultamento di cadavere: impaurito e incalzato dai carabinieri sposta il corpo nel box, qui prova a darle di nuovo fuoco con la benzina, quindi nasconde la vittima, avvolta in buste di plastica, in un anfratto dietro al box di viale Monterosa a Senago, nel comune alle porte di Milano. Fermato il primo giugno, l'indagato confessa il delitto, ma restituisce solo in parte l'orrore contro Giulia.

Le indagini, coordinate dall'aggiunta di Milano Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo, restituiscono come l'uomo, già a partire dal dicembre 2022, abbia svolto ricerche via internet sugli effetti del veleno per topi, veleno fatto ingerire per mesi all'inconsapevole vittima e in tale quantità da raggiungere anche il feto. Una premeditazione che per la procura si insinua anche in altre ricerche per parole chiave come 'ceramica bruciata vasca da bagno' nel vano tentativo di ripulire tutto.

Poche le armi a disposizione della difesa la cui lista di testimoni si compone di due soli nomi - lo psichiatra Raniero Rossetti e la psicologa Silvana Branciforti - a indicare la probabile volontà di procedere, nel corso del processo, a chiedere una perizia psichiatrica per stabilire la volontà di intendere e di volere di Impagnatiello al momento del fatto.

Un'eventualità che trova già pronto l’avvocato Giovanni Cacciapuoti che tutela la famiglia Tramontanoe che ha già contattato, in caso di bisogno, due psichiatri Salvatore De Feo e Diana Galletta per replicare all'eventuale mossa della difesa. L'elenco che la procura propone, invece, è ben più lungo e si compone dei carabinieri che hanno svolto le indagini, ma anche dei parenti di chi domani siederà su posizioni opposte all'interno dell'aula.

Ingroia: "Comune parte civile scelta coraggiosa"

“È una scelta importante e coraggiosa dei cittadini di Senago che sanno da che parte stare ed è un atto con cui si vuole incoraggiare tutti i Comuni d’Italia, dove accadono fatti così terribili, a dimostrare che si sta da parte giusta”. Lo afferma l’avvocato Antonio Ingroia che chiederà che il Comune di Senago si costituisca parte civile. Per Impagnatiello, secondo Ingroia, è “evidente la premeditazione lucida e spietata”, un esempio di brutalità” quanto alla possibile richiesta della difesa di perizia psichiatrica, “non credo che ci siano tracce o indizi su questo”, conclude Ingroia.

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