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Lazio, nuova Sanità con i fondi Pnrr, resta il nodo carenza di personale

29 gennaio 2022 | 17.51
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(Fotogramma)
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Primo punto: potenziare la sanità territoriale. Un intervento decisivo per la Regione Lazio che ha messo in pista più di mezzo miliardo di euro per rilanciare e modernizzare il comparto sanitario. Il grosso dell'investimento, finanziato con le risorse del Pnrr, sarà destinato alla costruzione e all'arredo di oltre 200 tra case e ospedali di comunità e 64 centrali operative territoriali. Il pacchetto di misure prevede poi il rinnovo del parco tecnologico e digitale ospedaliero (con oltre 100 milioni di euro) e interventi per l'adeguamento antisismico degli ospedali (con circa 180 milioni di euro). Il piano, illustrato dall'assessore alla Sanità Alessio D'Amato, convince il consigliere regionale Paolo Ciani (Demos), vicepresidente della Commissione Sanità in Regione Lazio ma occorre impegnarsi anche sul fronte del personale sanitario. Una questione evidenziata anche dai colleghi Fabio Capolei (Fi) e Marietta Tidei (Iv).

"Le novità che possiamo presentare attraverso il Pnrr e che coinvolgono la sanità sono molto interessanti - sottolinea Ciani all'Adnkronos - La pandemia ci ha posto dinanzi alla grande sfida di una presa in carico territoriale dal punto di vista sanitario. Abbiamo visto nelle diverse fasi dell'emergenza quanto la carenza di una sanità territoriale abbia influito nella negativa o mancata risposta, a livello nazionale e internazionale. Il grande investimento oggi è quindi creare una nuova rete di presa in carico territoriale attraverso tre novità: le case di comunità, gli ospedali di comunità e le centrali operative territoriali messe in campo attraverso la missione 6 del Pnrr".

"Le vulnerabilità del nostro sistema sanitario pre-pandemia continua Ciani - erano soprattutto legate alle liste di attesa e ad alcune disparità di presa in carico a seconda dei territori (grande eccellenze contro zone meno servite) oltre al grande tema della carenza di personale. Importante sottolineare due aspetti eclatanti in merito: uno quello degli operatori del pronto soccorso e la grande novità degli infermieri che sono stati molto più coinvolti e sono ancora insufficienti". D’altro canto, "sono convinto che la grande risposta positiva che il nostro sistema ha dato nel periodo pandemico sia la premessa di un miglioramento nell’ordinario. Il ringraziamento e la positività che tanti cittadini hanno percepito nel sistema delle vaccinazioni - specifica il consigliere regionale - ha riconciliato molti concittadini con la sanità pubblica e noi non dobbiamo disperdere, anzi dobbiamo far capitale di questa riconciliazione anche in un’offerta sanitaria più quotidiana".

Da parte sua, la consigliera regionale di Italia Viva Marietta Tidei, componente della Commissione Sanità della Pisana, si dice soddisfatta delle misure previste per migliorare la sanità del Lazio. "Credo - commenta all'Adnkronos - sia stato fatto un lavoro molto importante, nato da un confronto serrato tra Asl, Comuni e Assessorato Regionale incentrato sulle esigenze specifiche dei territori. Va dato merito all’Assessore D’Amato di aver indicato un indirizzo molto preciso alle Asl, specificando loro di orientarsi verso strutture messe a disposizione dai Comuni e in qualche caso dalle Ater, edifici immediatamente disponibili che possono essere agevolmente adibiti a Case o Ospedali di comunità o Centrali operative territoriali". Ma, aggiunge, "a fronte di investimenti così cospicui che consentiranno la realizzazione di tante strutture sanitarie è necessario aprire immediatamente un’interlocuzione con il Governo che porti ad una revisione dei parametri sulle assunzioni, fermi al 2004. È necessario ricordare - specifica la consigliera regionale - che il piano di investimenti di cui stiamo parlando non riguarda minimamente il personale sanitario ed è impensabile che, con tutto quello che è avvenuto in questi anni, il tema dell’assunzione di nuovo personale non sia al centro del dibattito. Senza personale adeguato rischiamo di costruire delle scatole vuote. Inoltre, la pandemia ha rallentato le diagnosi e le prestazioni relative ad altre patologie. Un ritardo che va recuperato al più presto".

Anche secondo il consigliere regionale di Forza Italia Fabio Capolei, vicepresidente della Commissione Sanità alla Pisana, è "fondamentale costruire, cogliendo la grande opportunità che l’Ue offre con le risorse del Pnrr, una offerta sanitaria regionale più efficiente e moderna. Un nuovo modello di sanità che ci permetta anche di essere preparati di fronte a eventuali future pandemie. Il primo obiettivo, a nostro avviso - afferma all'Adnkronos -, deve essere quello di investire per sviluppare una rete di prossimità che copra tutto il territorio regionale e che abbia il compito di decongestionare gli ospedali, in particolar modo i pronto soccorso, molti dei quali oggi, nei momenti di maggiore sollecitazione, arrivano a trovarsi in condizioni ai limiti dell’agibilità". Condivide con l’assessore D’Amato "l’esigenza di investire nell’acquisto di strumenti tecnologici sanitari di ultima generazione. Quanto alle nuove strutture previste, Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali operative, ci poniamo il tema, di primaria importanza, dell’inserimento all’interno delle stesse di personale sanitario formato e in numero adeguato, onde evitare inefficienze". Allo stesso tempo però "avvertiamo la necessità di tutelare le strutture sanitarie più piccole presenti nel Lazio - aggiunge Capolei - Dobbiamo scongiurare il rischio che queste vengano 'svuotate' di medici, infermieri e Oss, a vantaggio degli ospedali situati nei grandi centri e delle nuove strutture che saranno realizzate con i fondi europei".

Per quanto riguarda la discussione generale del piano, l’opposizione ha chiesto un confronto in Aula al Consiglio regionale. "Sono d’accordo - dice Tidei - Si tratta di uno stock enorme di risorse e di un programma d’investimenti diffusi su tutto il territorio regionale. Se c’è bisogno di un supplemento di riflessione e di confronto ben venga purché si faccia subito, rispettando la scadenza del 28 febbraio".

Ciani spiega poi che "rispetto alle delibere c’era una fretta legata ai tempi europei del Pnrr, anche a livello di enti locali, come la nuova amministrazione del Comune di Roma che si è insediata a novembre ed entro dicembre ha dovuto trovare i siti da poter inserire nella proposta regionale del Pnrr. Ora entro fine febbraio abbiamo il tempo per discutere nei luoghi deputati gli aspetti più stringenti della proposta, ma era importante presentare per tempo le delibere di richiesta relativa al Pnrr perché altrimenti avremmo bucato la possibilità di accedere ai fondi".

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