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Scontri Pisa e Firenze, capo della Polizia Pisani: "Faremo verifiche"

"Momenti di criticità non possono essere una giustificazione"

Vittorio Pisani (Fotogramma)
Vittorio Pisani (Fotogramma)
24 febbraio 2024 | 20.41
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Cariche e manganellate durante il corteo di Pisa e poi a Firenze. "Purtroppo ieri durante i servizi di ordine pubblico i nostri operatori hanno posto in essere delle iniziative che dovranno essere analizzate singolarmente e verificate con severità e trasparenza" ha detto il capo della Polizia Vittorio Pisani al Tg1. "Quando le manifestazioni non sono preavvisate o non vengono condivise con la Questura, possono verificarsi dei momenti di criticità però questi momenti di criticità non possono essere una giustificazione".

"Va precisato e va chiarito che le iniziative e le decisioni che vengono adottate in sede locale durante i servizi di ordine pubblico non sono determinate né da scelte politiche né da direttive politiche. La polizia di Stato è la polizia di uno Stato democratico e noi abbiamo il dovere di garantire anzitutto la manifestazione del dissenso, ma questa manifestazione deve avvenire pacificamente, isolando i violenti, e rispettando anche le prescrizioni delle autorità".

"Indubbiamente il conflitto israelo-palestinese ha inciso nella gestione dell'ordine pubblico in termini di intensità per l'impiego del personale delle forze di polizia". "Va rappresentato che in molti Paesi europei non tutte le manifestazioni vengono autorizzate, in Italia nessuna manifestazione è stata mai vietata, anche quelle più radicali ed estreme. Le motivazioni ideologiche o politiche dei manifestanti vengono sempre affrontate dalla polizia di Stato con la massima neutralità- conclude -. Perché l'obiettivo ultimo della gestione dell’ordine pubblico è comunque quello di raggiungere il consenso unanime della collettività e di tutte le forze politiche".

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