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Strage di Cutro, familiari delle vittime vogliono fare causa allo Stato

25 febbraio 2024 | 21.52
LETTURA: 2 minuti

Pronto il team di legali. A Crotone il corteo dei familiari delle vittime e dei superstiti del naufragio

Croce sulla spiaggia di Cutro (Afp)
Croce sulla spiaggia di Cutro (Afp)

Il team di legali è già pronto. Sono loro a rappresentare alcuni dei familiari delle vittime e dei sopravvissuti della strage di Cutro, di un anno fa, che adesso vogliono fare causa allo Stato italiano. L'annuncio ufficiale avverrà domani mattina, nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Crotone, alla presenza di una trentina tra superstiti e familiari di vittime. A Crotone è arrivato anche l'avvocato Marco Bona, socio fondatore dello studio Bona Oliva. Che annuncia di aver già fatto delle "indagini difensive" con la raccolta "di testimonianze di sopravvissuti".

Il corteo a Crotone

Oggi a Crotone si è svolto il corteo dei familiari delle vittime e dei superstiti del naufragio. Ad aprire il corteo, sotto una pioggia battente, uno striscione con la scritta: ‘Mai più stragi di migranti nel Mediterraneo’. I familiari delle 94 vittime, tra cui oltre 30 bambini, hanno chiesto a gran voce “giustizia e verità” e gridato “basta bugie”, chiedendo che venga fatta luce sulla tragedia del 26 febbraio 2023.

Al corteo ha preso parte anche la leader del Pd, Elly Schlein, dopo aver deposto un mazzo di margherite bianche e gialle, davanti a una croce di legno sulla spiaggia, dove è avvenuto il naufragio. "Siamo qui per chiedere verità e giustizia al governo. Lo chiediamo da un anno ma il governo non ha mai risposto alle nostre domande. Perché non è stata attivata la Guardia costiera con i mezzi appropriati per soccorrere la barca? Lo chiediamo ancora oggi", ha detto Schlein al corteo.

“Noi chiediamo verità e giustizia per i morti e i familiari delle vittime - ha aggiunto la leader del Pd - gli impegni non sono stati rispettati sia sui permessi che sui ricongiungimenti. Noi siamo qui per fare al ministro dell'Interno la stessa domanda che abbiamo fatto un anno fa: come è stato possibile che 94 persone morissero annegate? Come è stato possibile che non siano usciti i mezzi adeguati della Guardia costiera con un'imbarcazione che si sapeva che fosse in difficoltà. E' doloroso essere qui dopo un anno a fare le stesse domande”.

"Per noi è importante essere vicini ai familiari delle vittime di Steccato - ha detto Schlein - Ancora oggi abbiamo visto le lacrime dei pescatori che si sono trovati una scena apocalittica con corpi di bambini che potevano essere i nostri figli, questa comunità va supportata. La verità e ancora attesa, specie per i familiari e le vittime che attendono risposte”.

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