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Terremoto, la Comunità marocchina in Italia: "Siamo disperati, c'è bisogno di tutto l'aiuto possibile"

Terremoto, la Comunità marocchina in Italia:
09 settembre 2023 | 16.22
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La Comunità marocchina in Italia sta vivendo "momenti terribili", dopo il violentissimo sisma che ha colpito il Marocco provocando più di mille vittime. Racconta all'Adnkronos Ahmed Ouagandar, Presidente della Comunità marocchina in Italia: "Io sono originario di Marrakesh, la zona più colpita. Stamattina ho chiamato i miei fratelli e miei nipoti, e le notizie che mi sono giunte sono devastanti. La parte più danneggiata è la Medina, il centro storico, molte strutture sono praticamente distrutte; la gente è terrorizzata, si prepara a dormire fuori, teme possa ripetersi il terremoto. Tutti sono rimasti sorpresi perché Marrakesh non è una zona sismica - prosegue Ouagandar - ci sono state scosse leggere in passato ma un evento di tale portata non era immaginabile, tanto che molti, sentendo il boato, non hanno pensato si trattasse di un terremoto ma di un incidente. L'impatto psicologico sulla massa, proprio per questo, è stato grande. Le autorità si stanno muovendo dalle città per portare soccorso. Abbiamo bisogno di tutto l'aiuto possibile. Ringraziamo l'Italia per l'appoggio che ci sta mostrando in questo momento così difficile", conclude il Presidente della Comunità marocchina in Italia.

"Siamo disperati", gli fa eco Nabih Dalal, mediatrice culturale di Acmid donna Milano, l'associazione donne marocchine in Italia. "Marrakesh è caduta tutta, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti perché il sisma ha colpito anche paesini piccoli e difficilissimi da raggiungere, dove adesso mancano l'acqua, la luce, e dove la gente sta morendo sotto le macerie. Le case sono crollate, la gente è disperata, c'è chi ha perso tutto, ci sono tantissimi dispersi, più di mille morti e tantissimi feriti. Sono ore di angoscia, le persone scavano con le mani, è andata via la luce. Abbiamo bisogno di farci forza e aiutare questo paese, la nostra bella Marrakesh, patrimonio dell'Unesco, è un pezzettino di tutti noi, e ora è distrutta", conclude Dalal, che con la sua organizzazione ha lanciato una raccolta fondi per far fronte all'emergenza.

"E' dall'1 di questa mattina che aspettiamo di metterci in contatto con amici e parenti ma alcuni non rispondono, le linee sono intasate", spiega all'Adnkronos Souad Sbai, saggista ed ex deputata del Popolo della Libertà, originaria del Marocco, nonché presidente dell’Associazione delle comunità delle donne marocchine in Italia (Acmid – Donna Onlus). "In queste ore di attesa e paura, prosegue Sbai, "un ringraziamento va al presidente del Consiglio, alla Farnesina che si è attivata immediatamente, alla protezione civile, pronta a prestare soccorso. Molta gente purtroppo è rimasta senza casa, molti continueranno a dormire per strada, chi perché un letto non ce l'ha più, chi perché ha troppa paura. Il sisma si è sentito fino a Casablanca, anche l'antichissima Medina di Casablanca, risalente all'XIesimo secolo è stata gravemente danneggiata. Per fortuna - conclude Sbai - tra le vittime non ci sono italiani, e spero che chi si trova lì possa rientrare presto a casa. Nel frattempo so che l'ambasciata marocchina in Italia si sta mobilitando con i parenti di coloro che sono venuti a mancare e aiutare a trovare feriti o dispersi".

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