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Fiere, Zannini: "Da Cosmoprof 2023 la vera ripartenza"

Tremila aziende da 64 Paesi con il ritorno di Cina e Taiwan

Enrico Zannini, direttore generale di BolognaFiere Cosmoprof
Enrico Zannini, direttore generale di BolognaFiere Cosmoprof
22 febbraio 2023 | 10.54
LETTURA: 3 minuti

“Dopo un 2022 molto positivo, i dati della 54esima edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna ci dicono che sarà una manifestazione di grande successo, quella della vera ripartenza”. Così all’Adnkronos Enrico Zannini, direttore generale di BolognaFiere Cosmoprof, commenta i numeri della rassegna in programma a Bologna dal 16 al 20 marzo. Numeri che crescono di ora in ora: “Sono attesi quasi 3mila espositori provenienti da 64 Paesi (+35% rispetto allo scorso anno) – snocciola dati Zannini – con il grande ritorno di Cina e Taiwan, che nel 2022 non avevamo visto; ci saranno 29 padiglioni internazionali, di cui 5 sono assolute novità, come l’Australia che nel settore cosmetico è un Paese decisamente importante”. E ancora: “ben 125 i Paesi di origine dei visitatori registrati all’evento, solo una settimana fa in conferenza stampa i dati erano fermi a 116”. Manca ancora tempo all’inizio della kermesse “però il trend è fortemente ottimistico, la manifestazione cresce anche rispetto al periodo pre-pandemia”.

Il valore dell’industria cosmetica, secondo le stime sul 2023, oltrepasserà i 14 miliardi con un incremento di oltre 2 miliardi rispetto ai valori pre-Covid. Un valore che raggiunge i 33 miliardi analizzando il sistema economico allargato della filiera e che colloca il comparto a tutti gli effetti tra le eccellenze che rappresentano il made in Italy nel mondo.

La cosmetica dà lavoro a circa 155.000 addetti nella catena che va dal sistema produttivo fino alla distribuzione; includendo anche i canali professionali di acconciatura ed estetica la cifra sale a 390.000.

'Consumatori più consapevoli e attenti a qualità prodotti'

“All’estero l’industria italiana nella cosmetica rappresenta un’eccellenza – sostiene Zannini – basti pensare che il 60% del make-up utilizzato nel mondo è prodotto in Italia. Per molti comparti il nostro è considerato un Paese pilota. Non tutti sanno che il rossetto di un famoso marchio francese è prodotto in Italia, anziché in Francia. Inoltre, siamo secondi produttori di colori per capelli. Insomma, l’industria cosmetica italiana è davvero all’avanguardia, non è un caso che la fiera più importante al mondo della cosmetica si svolga nel nostro Paese”.

Un settore vitale che però deve tener conto di un consumatore sempre più attento e consapevole. “Chi acquista prodotti di cosmesi – sottolinea Zannini - chiede maggiore qualità, tracciabilità del prodotto, ovvero vuole sapere qual è il percorso che la materia prima attraversa per arrivare al consumatore finale. L’attenzione all’acquisto e alla materia diventa sempre più importante, così come è aumentata la consapevolezza da parte del consumatore che sceglie il prodotto giusto per le proprie esigenze’.

E anche la ricerca si adegua: “La ricerca in assoluto rappresenta per l’industria cosmetica un elemento determinante: il nostro è uno dei settori che investe di più nella ricerca rispetto ad un fatturato espresso perché, banalmente, il prodotto cosmetico si applica sulla pelle, quindi deve rispondere a delle esigenze di sicurezza e di qualità evidenti”. Si punta molto “sulla sostenibilità, sul green, sia dal punto di vista del prodotto che del packaging. Il cosmetico è parte della nostra vita e l’attenzione che noi abbiamo per l’acquisto delle automobile lo abbiamo anche per i prodotti cosmetici” conclude.

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