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Mare, Istituto Piepoli: "Roma ha ruolo centrale nel Mediterraneo"

30 novembre 2023 | 13.22
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Nel corso del mese di novembre, l’Istituto Piepoli ha condotto una ricerca di opinione (3mila interviste online) su sei Paesi che si affacciano nel Mediterraneo per capire meglio il tema della centralità di Roma e dell’Italia

(Fotogramma)
(Fotogramma)

La centralità di Roma nel Mar Mediterraneo è riconosciuta a livello internazionale. Lo indicano i risultati della ricerca internazionale dell’Istituto Piepoli, realizzata per la Camera di Commercio di Roma, presentata in occasione del Festival del Mare. Nel corso del mese di novembre, l’Istituto Piepoli ha condotto una ricerca di opinione (3mila interviste online) su sei Paesi che si affacciano nel Mediterraneo per capire meglio il tema della centralità di Roma e dell’Italia, nel “nostro” mare. I tre Paesi del “Nord Mediterraneo” scelti sono stati Italia, Francia e Grecia per un totale di oltre 130 milioni di abitanti, quelli del “Sud Mediterraneo” sono stati Algeria, Marocco e Tunisia che oggi sono popolati da 85 milioni di abitanti in rapida espansione.

Roma è riconosciuta come la città più importante d’Italia dal campione rappresentativo degli intervistati di tutti i Paesi presi in esame, con massimo punteggio per la Francia (66%) e minimo per l’Algeria (54%). Per gli italiani, la percentuale si attesta al 57%. A seguire, Milano e Venezia. Le tre domande che riguardano la strategicità e centralità dell’Italia e di Roma nel Mediterraneo registrano, in tutti i casi, un alto livello di riconoscimento. Interrogati sulla strategicità della posizione geografica dell’Italia e di Roma nel Mediterraneo, la risposta è positiva per l’85,6% (media): Tunisia 91%, Algeria 89%, Marocco 85%, Grecia 83%, Francia 79%. Per gli intervistati italiani la percentuale è dell’87%.

Sull’affermazione che la città di Roma è un importante centro economico di riferimento per l’Europa, la risposta è positiva nel 73,1% dei casi (media). Percentuali più alte per i Paesi del Sud Mediterraneo e per la Grecia, rispetto alle pur alte percentuali di Italia (68%) e Francia (69%). La domanda, poi, sulla rilevanza di Roma per lo sviluppo economico del Mediterraneo vede gli intervistati concordare su questa affermazione con percentuali molto elevate: 75,6% la media. Anche in questo caso, le percentuali sono più alte per i Paesi del Sud Mediterraneo e per la Grecia, rispetto a quelle di Italia (72%) e Francia (74%), comunque rilevanti.

Quanto agli ambiti in cui l’Italia si distingue maggiormente c’è un coro generale su tre campi: la cultura, l’arte e il turismo, con una prevalenza di quest’ultimo aspetto soprattutto per i tre Paesi del “Mediterraneo del sud” coinvolti nell’indagine. Sugli aggettivi che descrivono Roma c’è una pressoché unanimità nel definirla città storica, ricca di cultura, turistica, bella e affascinante. Un altro aspetto importante che emerge dall’indagine è il giudizio sulle relazioni commerciali tra i Paesi presi in esame e l’Italia. Gli intervistati dei Paesi del Sud Mediterraneo, in particolare, giudicano insufficienti le relazioni tra l’Italia e i loro Paesi: Tunisia 70%, Marocco 63%, Algeria 55%. Nel caso della Francia e della Grecia, questa percentuale si attesta al 47%.

“La ricerca internazionale condotta dall’Istituto Piepoli - afferma Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma - mette in evidenza come la strategicità e centralità di Roma e dell’Italia nel Mediterraneo siano fortemente percepite da tutti i Paesi oggetto dell’indagine e, dunque, come il Mediterraneo rientri, inevitabilmente, fra le nostre priorità. L’economia del mare è una leva fondamentale di sviluppo per il nostro Paese, per l’ampiezza e la complessità delle filiere interessate. A livello nazionale questa realtà rappresenta più di 220mila imprese e quasi un milione di occupati e vale oltre 140 miliardi di euro in termini di valore aggiunto. Non solo. Forte è la sua capacità di agire come moltiplicatore economico: per ogni euro di valore aggiunto prodotto se ne attivano, in media, 1,7 nel resto dell’economia. E’ necessario, dunque, puntare su questa grande opportunità, finora non adeguatamente valorizzata, e porla - conclude Tagliavanti - al centro dello sviluppo della nostra città e del nostro Paese”.

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