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Pil, Bonomi: "Paese è fermo e mi preoccupa molto"

Il presidente di Confindustria: "Ridurre le tasse sul lavoro per mettere più soldi in tasca agli italiani"

(Fotogramma)
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04 luglio 2022 | 13.21
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"Questo Paese è fermo e mi preoccupa molto. Siamo di fronte a scenari internazionali molto asimettrici, gli Stati Uniti rallentano ma rallentano pochissimo rispetto all'Europa e all'interno della stessa Europa l'Italia e la Germania saranno i paesi più colpiti e la Germania peraltro è un mercato molto importante per le imprese italiane". Lo ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi intervenendo all'assemblea di Confindustria Romagna. "E noi cosa avevamo chiesto al Governo? - ha aggiunto- Capiamo che è un momento difficile e capiamo le sanzioni alla Russia ma a una condizione, che in questo Paese si apra un periodo di riformismo competitivo".

Secondo il leader di Confindustria "oggi dobbiamo fare interventi necessari per rispondere alle difficoltà del Paese: è innegabile che c'è una fascia di italiani che sta soffrendo, sono quelli sotto i 35mila euro di reddito, lo abbiamo detto e ridetto: bisogna intervenire per mettere più soldi in tasca agli italiani e lo possiamo fare solo con una strada: ridurre le tasse sul lavoro, il famoso taglio contributivo del cuneo fiscale".

"Un grande obiettivo del Paese è rispondere alle diseguaglianze alle quali da 161 anni, dall'Unità d'Italia, non si dà risposte, cioè le diseguaglianze di genere, generazionali, di territorio e di competenze. Quali sono le riforme che aspettiamo? Fisco, concorrenza, politiche attive del lavoro, potrei fare un lungo elenco...riforme che sono bloccate dalle battaglie di bandierina dei partiti e che determinano il fatto, che le riforme che si stanno facendo sono annacquate, non sono quelle di cui il Paese ha bisogno".

Bonomi ha poi rivolto un pensiero all'Ucraina dove è stato di recente. "Io sono stato a Borodjanka dove è stata fermata l'avanzata russa: vedere 600 bambini sfollati e sapere che il primo di settembre non hanno una scuola, e sono il futuro di quel paese, colpisce profondamente. Duecento di questi bambini sono quasi abbandonati e quindi mi sono preso l'impegno come Confindustria, se sarà possibile, di costruire una scuola entro il primo di settembre per dare un futuro a questi bambini". Lo ha detto intervenendo all'assemblea di Confindustria Romagna.

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