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Ricerca, nasce il primo centro italiano di studi sulla Biodiversità

E' coordinato dal Cnr. Per il National Biodiversity Future Center investiti 320 milioni di euro con il Pnrr e impegnati 2000 scienziati. Mattarella: "Servono paradigmi di sviluppo e azioni concrete"

La presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza, alla presentazione del National Biodiversity Future Center (Foto CNR)
La presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza, alla presentazione del National Biodiversity Future Center (Foto CNR)
22 maggio 2023 | 15.33
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La varietà biologica in tutte le sue forme, dai microbi alle piante, agli animali e fino alla specie umana con le sue diversità culturali, è nel Mediterraneo – e in particolare in Italia – un patrimonio prezioso e, stando ai dati Ispra, nel nostro Paese è concentrata una diversità biologica tra le più significative di tutta l'Europa con 60.000 specie animali, 10.000 piante vascolari e oltre 130 ecosistemi. Della tutela di questo inestimabile patrimonio si occuperà il National Biodiversity Future Center (Nbfc), la prima struttura di ricerca italiana che vede un finanziamento da 320 milioni di euro in tre anni, 2000 scienziati e 49 istituzioni impegnate a studiare, e a preservare, gli ecosistemi e la biodiversità del nostro Paese. Il centro di ricerca è il primo italiano dedicato alla biodiversità, è coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche ed è stato presentato oggi, in occasione della Giornata mondiale della biodiversità. Il National Biodiversity Future Center è stato presentato nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano nell’ambito delle celebrazioni del Centenario del Cnr e con un evento, stamattina, alla presenza, tra gli altri, della presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza; del presidente di Nbfc Luigi Fiorentino; del Comandante del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri Antonio Pietro Marzo; dell’Assessore alla Cultura Roma Capitale Miguel Gotor. Nel corso dell’incontro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha mandato un messaggio e la Vicepresidente della Camera dei Deputati, Anna Ascani, ha mandato un videomessaggio di saluto. Dopo la presentazione a Castelporziano i lavori proseguono nel pomeriggio presso la sede centrale del Cnr, a Roma, a Piazzale Aldo Moro, con il kick off meeting del Centro.

"Ricorre oggi il 30/mo anniversario della Giornata mondiale della biodiversità, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni unite per celebrare l’adozione della Convenzione per la diversità biologica. È una ricorrenza importante per condividere, insieme, la sensibilità delle giovani generazioni e la consapevolezza del valore del patrimonio naturalistico. Si tratta di principi sanciti dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, dall’Accordo di Parigi, dal Quadro globale per la biodiversità, oltre che dalla nostra Carta costituzionale". ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un passaggio del suo messaggio inviato in occasione della presentazione del Centro nazionale di biodiversità nella Tenuta di Castelporziano. "Servono paradigmi di sviluppo e azioni concrete che applichino le nuove tecnologie e l’innovazione in attuazione di un’etica ecologica di cura del pianeta e dell’economia del benessere, con un cambio di passo condiviso a tutti i livelli, che consenta un’equa e solidale distribuzione dei benefici che la biodiversità offre anche con la responsabilità dei piccoli gesti di ciascuno" ha scritto Mattarella. "L’evento odierno di presentazione del Centro nazionale di biodiversità - ha detto inoltre Mattarella - offre un esempio concreto e una risposta di rilevante portata. Con l’augurio di un lavoro proficuo, rivolgo un saluto alla presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Maria Chiara Carrozza, e a quanti sono oggi riuniti" ha aggiunto Mattarella.

Nel corso della presentazione dagli esperti presenti è stato sottolineato che con il National Biodiversity Future Center parte dall'Italia “un messaggio concreto, per promuovere la gestione sostenibile della biodiversità che svolge un ruolo cruciale nel funzionamento di tutti gli ecosistemi del Pianeta ed è alla base della vita sulla Terra, con un impatto diretto sul benessere della collettività e del singolo”. “Il National Biodiversity Future Center coordinato dal Cnr, contribuisce così a monitorare, preservare e ripristinare gli ecosistemi terrestri, marini e urbani della Penisola e del Mediterraneo, aiutando a valorizzare la biodiversità e a renderla un elemento centrale su cui fondare lo sviluppo sostenibile”, ha spiegato la presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Maria Chiara Carrozza. Questa attività, ha aggiunto Carrozza, “assume una rilevanza strategica nell’ottica di contribuire a raggiungere i traguardi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, in particolare per quanto riguarda la riduzione della perdita di biodiversità e la conservazione, il ripristino e il corretto utilizzo degli ecosistemi”. Il presidente del National Biodiversity Future Center, Luigi Fiorentino, ha rilevato che il centro di ricerca “è stato concepito seguendo il modello Hub & Spoke, un sistema di gestione e sviluppo delle reti nel quale le connessioni si realizzano – usando per analogia un’espressione riferita alla ruota della bicicletta – dallo spoke (raggio) verso l’hub (perno centrale) e viceversa”.

“Dall'hub centrale, con sede presso l'Università degli Studi di Palermo, si dipartono così – ha proseguito Fiorentino - 8 raggi detti spoke dedicati alle problematiche legate al mare, alla terra e acqua dolce, alle aree urbane e alle ricadute sulla società, ciascuno dei quali comprende diversi partner affiliati quali università, enti pubblici di ricerca e società private. Ogni area di interesse prevede due nodi incaricati del monitoraggio dell'ambiente e dello studio di soluzioni, affidate al Cnr e alle più prestigiose Università italiane”. Il primo Centro nazionale di ricerca dedicato alla biodiversità nasce per studiare e tutelare la ricchezza della biodiversità, la cui protezione ora, è stato ricordato nella cerimonia di presentazione dell’Nbfc, è sancita anche dall’articolo 9 della Costituzione italiana, modificato nel febbraio 2022 proprio per includervi il riferimento al concetto di biodiversità, unitamente alla nuova formulazione dell’articolo 41 circa la tutela della salute e dell’ambiente. Istituito e finanziato dal Pnrr, Nbfc è uno dei cinque centri nazionali dedicati alla ricerca di frontiera. Promosso dal Cnr insieme a 49 partner, tra università, centri di ricerca, fondazioni e imprese, ha la sua sede centrale a Palermo. Per questo progetto è previsto un finanziamento di 320 milioni di euro per tre anni, dal 2023 al 2025, e il coinvolgimento di 2000 ricercatori, la metà dei quali sono donne. I bandi rivolti all’esterno del network coinvolgeranno poi una moltitudine di altri soggetti, nel segno della massima inclusività. In questo progetto una grande comunità che metterà a sistema tutte le ricerche italiane sulla biodiversità e le istituzioni già impegnate sul territorio (parchi, riserve, aree marine protette, associazioni ambientaliste, comunità e reti locali), rendendole un obiettivo strategico del Paese e lasciando in eredità, nel 2026, progetti che possano proseguire autonomamente.

Attraverso questa rete nazionale estesa di università, centri di ricerca, associazioni e altri soggetti privati e sociali, il Consorzio avrà la possibilità di intraprendere azioni concrete, efficaci e immediate per arrestare la perdita di biodiversità, contribuendo a perseguire l’obiettivo di proteggere il 30% del territorio italiano entro il 2030, come chiede l'Unione Europea, e promuovendo, nella scienza e nella politica, i processi di conservazione, ripristino e valorizzazione nella biodiversità. Saranno create reti di collegamento tra la comunità scientifica, le amministrazioni nazionali e locali, il mondo imprenditoriale e i territori. Saranno sviluppate nuove tecnologie per migliorare la ricerca, creando nuove opportunità di lavoro e formando, come prevede il Pnrr, una nuova classe di ricercatori, cioè gli scienziati di domani. Come eredità principale dell'Nbfc, sarà istituito il Biodiversity Science Gateway: una grande infrastruttura virtuale, che si appoggerà ad alcune sedi fisiche in Italia e alla nave oceanografica “Gaia Blu” del Cnr, con il compito di trasformare la ricerca scientifica in conoscenza diffusa e in realtà aziendali innovative: una struttura che sarà al tempo stesso uno strumento per l’educazione e l’innovazione e un luogo nel quale condividere risultati di ricerca con la società e il mercato. Tutti i dati scientifici raccolti dal Nbfc, e organizzati attorno a 4 piattaforme tematiche, saranno infatti resi disponibili alla comunità scientifica in open access. Tra i compiti di questo portale c'è quello di sensibilizzare sul problema della biodiversità a livello planetario, nell'area mediterranea e sul territorio italiano, ma anche raccontare storie emblematiche e specifiche del territorio, offrire consulenze, sfruttare le biodiversità in modo sostenibile e utilizzare concretamente tutto ciò che sarà prodotto dagli spoke del Nbfc nei prossimi tre anni, con l'obiettivo di riuscire ad autofinanziarsi e autosostenersi.

In questo perimetro il Segretariato generale della Presidenza della Repubblica e il Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno recentemente sottoscritto un Accordo quadro di collaborazione scientifica per attività di monitoraggio, ricerca, formazione e divulgazione nei settori di interesse comune presso la Tenuta presidenziale di Castelporziano, un sito di particolare interesse conservazionistico: non a caso, proprio qui è stata resa nota, un anno fa, la “Carta per l’educazione alla Biodiversità”, strumento che esorta la società civile, la scuola e le istituzioni tutte a un impegno attivo per la diffusione di una cultura della sostenibilità. Durante la mattinata a Castelporziano, inoltre, una rappresentanza di 70 studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado è stata coinvolta nell’evento parallelo “Biodiversità, patrimonio del domani”, con attività scientifico-divulgative a cura dell’Unità Comunicazione del Cnr in collaborazione con ricercatrici e ricercatori dell’Ente coinvolti nel network nazionale “Il Linguaggio della Ricerca”. Gli studenti hanno ricevuto il “patentino di testimoni della biodiversità” e una capsula del tempo contenente alcuni semi da proteggere, quale promessa per il futuro, all’interno della quale hanno inserito un messaggio per i posteri: è stata consegnata a un rappresentante della Tenuta di Castelporziano, con preghiera di custodia.

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