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Segnali di ripresa e nuovi rischi globali, le imprese estere in Italia

18 maggio 2023 | 16.53
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I dati dell’Osservatorio imprese estere di Confindustria e Luiss, i numeri e le prospettive

Segnali di ripresa e nuovi rischi globali, le imprese estere in Italia

L'Osservatorio Imprese Estere di Confindustria e LUISS hanno realizzato il terzo rapporto 'Le Imprese Estere in Italia' tra segnali di ripresa e nuovi rischi globali, presentato a Roma presso The Dome Campus LUISS in occasione del primo anno al meeting dell'Advisory Board Investitori Esteri ABIE di Confindustria, dal titolo 'Le Imprese Globali è il mondo che verrà'. Ne ha riassunti i punti chiave Marco Travaglia, coordinatore dell'Osservatorio ABIE e presidente e amministratore delegato del gruppo Nestlé in Italia. (VIDEO)

"L'Osservatorio quest'anno fotografa la situazione delle imprese estere presenti in Italia, il loro numero che sono circa 16 mila, valgono il 0,4% delle imprese presenti in Italia ma hanno veramente un impatto molto importante sull'economia perché cubano ha circa il 16% del valore aggiunto, il 26% degli investimenti in ricerca e sviluppo e addirittura il 33% dell'export sviluppato in Italia".

In tale contesto, le imprese a capitale estero presenti in Italia sono riuscite a mantenere fortemente il loro radicamento sul territorio italiano.

"Hanno adottato dei modelli di sviluppo molto legati all'integrazione con le filiere, alla capacità di dare sostegno alle persone presenti sul territorio, hanno continuato a investire in innovazione, in ricerca e hanno adottato anche dei metodi di organizzazione del lavoro avanzati, puntando molto per esempio sullo smart working e sulle tecnologie".

La presenza degli investitori esteri nel nostro Paese è importante e Barbara Beltrame Giacomello, Vice Presidente di Confindustria, ne ha spiegato le motivazioni.

"Gli investitori esteri hanno veramente un ruolo fondamentale per il nostro Paese, perché fanno in modo di attrarre investimenti anche da altri Paesi e perché aiutano la nostra filiera a produrre di più perché si agganciano con il nostro know-how della filiera, si agganciano ai nostri territori, al nostro saper fare italiano e aiutano le imprese ad andare avanti e questo lo abbiamo visto soprattutto durante la pandemia, perché durante la pandemia le multinazionali non se ne sono andate, sono rimaste qui e hanno creduto nel nostro Paese".

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