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Caldo record, cosa deve fare l'azienda per proteggere il lavoratore?

22 luglio 2023 | 07.08
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Dall'aria condizionata alla cassa integrazione ordinaria oltre i 35°C: tutto quello che il datore di lavoro è tenuto a fare per ridurre i rischi per la salute

123RF
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Il caldo record di questi giorni in Italia mette a serio rischio la salute di alcuni lavoratori, con i datori che devono fare il possibile per garantire il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. Anche le elevate temperature, infatti, possono rappresentare un fattore di rischio, come purtroppo raccontano alcuni fatti di cronaca di questi ultimi giorni, con colpi di calore che si sono rivelati fatali per alcuni lavoratori impiegati sotto il sole.

Per questo motivo l’azienda deve fare il possibile per mettere in condizione il dipendente di poter lavorare senza rischiare alcunché: ad esempio montando l’aria condizionata in quei luoghi di lavoro in cui non basta aprire le finestre per assicurare aria salubre a sufficienza, o comunque facendosi carico dell’acquisto, e della consegna ai lavoratori che ne necessitano, dei dispositivi di protezione individuale.

E, come fa sapere l’Ispettorato del Lavoro, laddove le misure di prevenzione non siano sufficienti a ridurre i rischi provocati dal gran caldo, si dovrebbe prendere in considerazione anche l’idea di modificare l’orario di lavoro, sospendendo le attività che prevedono un’elevata esposizione al calore perlomeno nella fascia oraria 14:00-17:00.

D’altronde, come ci ricorda Money.it, nel caso in cui il troppo caldo impedisse all’azienda di svolgere le proprie attività, specialmente in presenza di temperature superiori ai 35 gradi, è possibile fare richiesta all’Inps di cassa integrazione ordinaria, ma solo per coloro che svolgono mansioni in luoghi in cui non è possibile proteggersi dal sole o che comunque comportano l’utilizzo di materiale o lo svolgimento di lavorazioni che non sopportano il forte calore.

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