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Attacco a Zaporizhzhia, un italiano forma gli esperti ucraini nella gestione scenari estremi

18 ottobre 2023 | 14.05
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Kiev ha avviato un programma di aggiornamento avanzato dei suoi specialisti incentrato sulle operazioni speciali e sul rischio nucleare, chimico, radiologico e biologico

Centrale di Zaporizhzhia (Afp)
Centrale di Zaporizhzhia (Afp)

Una serie di missili lanciati dalla Federazione Russa ha causato potenti esplosioni nella notte a Zaporizhzhia: morti e feriti ma soprattutto molta paura perché la linea del fronte sfiora pericolosamente la più grande centrale nucleare europea, con sei reattori alimentati ad uranio 235. Una nuova Chernobyl metterebbe in ginocchio l’intero continente europeo per decenni e, proprio per prepararsi allo scenario peggiore, l'Agenzia statale per le emergenze nazionali di Kiev ha avviato un programma di aggiornamento avanzato dei suoi specialisti incentrato sulle operazioni speciali e sul rischio nucleare, chimico, radiologico e biologico. Il consulente incaricato della formazione degli specialisti ucraini è l’italiano Mario Scaramella che insegna contrasto al terrorismo al Master dell’Università di Bergamo e al Capri Campus.

"Abbiamo avviato la formazione dei 2.700 specialisti del distretto principale della regione di Kiev dell'agenzia per le emergenze nazionali - dice Scaramella all'Adnkronos - Con il colonnello Sokol della protezione civile stiamo coordinando una iniziativa incentrata sulle 'special activities' e i primi 70 esperti sono già stati addestrati alla gestione di scenari estremi come attentati radiologici e alle centrali, mine nucleari, sorgenti radioattive, guerra non convenzionale. Bisogna chiarire che il più grave crimine internazionale è un attacco che possa compromettere la sicurezza della presente e delle future generazioni, della biologia umana intesa come sicurezza della specie minacciata da modificazioni genetiche ed effetti stocastici ed ereditari di una ipotetica contaminazione radioattiva... Oltre alle vittime e all’impatto su ambiente ed economia una emergenza nucleare impatterebbe sulle future generazioni; non c’è crimine peggiore e dobbiamo preparare gli specialisti a prevenirlo, nel caso mitigarlo, documentarlo ed essere proattivamente capaci di fermare gli aggressori".

"Un semplice incendio boschivo di una area contaminata da radiazioni oggi creerebbe danni incalcolabili, e attentati con bombe sporche o bombardamento di reattori si sono già verificati", aggiunge Scaramella, che spiega: "Ci prepariamo al peggio addestrando a Chernobyl gli operativi che poi andranno nelle varie sedi di prima linea. Per gli aspetti legali coinvolgeremo la procura nazionale, la corte penale internazionale, che ha aperto un ufficio a Kiev, e Capri campus coinvolgerà giuristi italiani: chi risponde di un simile crimine? Chi lo ordina? Chi lo esegue? Chi gestisce gli impianti a rischio? Molti scenari da valutare sia a livello tecnico che nell’ottica vittimologica e di imputabilità. Intanto dal comando dei pompieri a Chernobyl, laboratorio di livello molto avanzato, fra continui allarmi missilistici e trasferimenti nei rifugi sotterranei, teniamo alta la guardia e aumentiamo preparazione tecnica dei preposti alla gestione delle emergenze".

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