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Bielorussia: "Armi nucleari Russia servono per proteggerci da Occidente"

31 marzo 2023 | 12.22
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Ad affermarlo è il presidente Lukashenko, che poi ha chiesto una tregua in Ucraina: "Capiamo tutti che c'è una sola strada per uscire dalla crisi: negoziati. Negoziati senza precondizioni"

Fotogramma /Ipa
Fotogramma /Ipa

Il dispiegamento di armi nucleari tattiche della Russia in Bielorussia forniscono la possibilità di proteggere il Paese dalle minacce dell'Occidente. Ad affermarlo è il presidente della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, in un discorso alla Nazione. I Paesi occidentali rafforzano la loro presenza militare in Polonia, ai confini con la Bielorussia e, ha aggiunto, pianificano di invadere e distruggere il Paese. "Mai nella nostra storia contemporanea abbiamo dovuto affrontare una situazione tanto pericolosa in cui dobbiamo prestare attenzione a preservare la sovranità e l'indipendenza del nostro Paese", ha affermato denunciando lo sforzo dei Paesi confinanti "di trascinare la Bielorussia in guerra".

"E' impossibile sconfiggere una potenza nucleare. Se la leadership russa capirà che la situazione minaccia la disintegrazione della Russia - ha continuato -, userà l'arma più terribile. Non possiamo consentirlo".

Il presidente bielorusso ha poi sollecitato l'introduzione di una tregua in Ucraina. "Capiamo tutti che c'è una sola strada per uscire dalla crisi: negoziati. Negoziati senza precondizioni", ha affermato nel suo discorso alla nazione questa mattina.

"Cercherò di prendere un rischio proponendo uno stop alle ostilità. Dichiarare una tregua senza il diritto di spostarsi, raggruppare le forze di entrambi i Paesi, senza il diritto di spostare armi e munizioni, militari ed equipaggiamenti, congelare la situazione per tutti", ha aggiunto dopo che nei giorni scorsi Vladimir Putin ha proposto di spostare armi nucleari tattiche sul territorio del suo Paese.

I negoziati devono iniziare immediatamente, "prima dell'inizio di una escalation". "La Russia ci chiedeva armi e munizioni per proteggersi, oggi non lo fanno più. Perché il complesso militar industriale sta operando al pieno delle sue capacità. E in questo caso sarà difficile parlare di pace. Se la locomotiva russa procede per inerzia sarà difficile fermarla. D'altro canto, se l'Ucraina è piena di armi occidentali, se i militari sono ulteriormente addestrati, si arriverà a un disastro ancora più grande. Avremo molto più di mezzo milione di vittime", ha concluso.

Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente bielorusso Lukashenko torneranno a incontrarsi la prossima settimana, in occasione del Consiglio supremo dello Stato dell'Unione (l'unione fra Russia e Bielorussia) ha anticipato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che la proposta per una tregua in Ucraina di Lukashenko, già liquidata oggi dallo stesso Peskov, potrà essere discussa in quell'occasione.

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