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Israele-Iran, Tajani: "Obiettivo politico del G7 è de-escalation"

Il comunicato conclusivo dei ministri riuniti a Capri: "Teheran e Tel Aviv evitino ulteriore escalation, pronti ad adottare ulteriori sanzioni contro l'Iran"

Antonio Tajani - Afp
Antonio Tajani - Afp
19 aprile 2024 | 12.38
LETTURA: 7 minuti

Sulla questione Israele-Iran "ho voluto subito che ci fosse un messaggio chiaro da parte del G7: l'obiettivo politico del G7 si chiama de-escalation, abbiamo lavorato, lavoriamo e continueremo a lavorare per una de-escalation in tutta l'area del Medio Oriente. Per quanto mi riguarda è da stanotte che sono in contatto con le ambasciate italiane a Teheran e Tel Aviv. Non c'è alcun problema per nostri connazionali". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso della conferenza stampa finale del G7 Esteri a Capri.

"Noi vogliamo spegnere il fuoco, il testo del documento finale che abbiamo approvato parla in maniera molto chiara: ci siamo impegnati, ci impegniamo e ci impegneremo a favore della de-escalation" e "quindi ci sarà un ruolo diplomatico attivo di tutti i Paesi del G7, l'impegno politico c'è", ha assicurato Tajani. "Gli Usa sono stati informati all'ultimo minuto (da Israele, ndr), ma non c'è stata condivisione da parte degli Stati Uniti, è stata una mera informazione", ha aggiunto il ministro.

"Ritengo che ciò che è accaduto", ovvero l'aver evitato una ritorsione israeliana su larga scala, "sia frutto anche del lavoro e dell'impegno del G7 che è servito a migliorare il clima", ha continuato il titolare della Farnesina, aggiungendo: "Non abbiamo notizie di morti e feriti" e per quanto riguarda gli italiani a Isfahan "sono tutti senza problemi e ci dicono che la vita è ricominciata regolarmente e che lo spazio aereo iraniano è stato riaperto. Voglio essere ottimista, guai a non esserlo, credo che il clima oggi sia migliore rispetto a questa notte".

"Non tutti i Paesi del G7 hanno un'interlocuzione diplomatica con l'Iran, daremo messaggi chiari, come ho fatto con il ministro degli Esteri poche ore prima dell'attacco (contro Israele, ndr) che ribadiscono la nostra posizione politica, il nostro impegno a favore della de-escalation", ha ribadito Tajani. "Chiediamo anche all'Iran di lavorare per una de-escalation, altrimenti sembra che la responsabilità sia di Israele, mentre è l'Iran che ha attaccato per la prima volta in maniera massiccia Israele", ha aggiunto.

Sul fronte Ucraina, "non posso che confermare quello che ha detto la presidente del Consiglio anche alla luce del colloquio avuto con il ministro Crosetto alla presenza di Kuleba. Faremo tutto il possibile per aiutare l'Ucraina anche dal punto di vista della protezione aerea".

I ministri del G7: "Iran e Israele evitino ulteriore escalation"

I ministri degli Esteri del G7 riuniti a Capri hanno invitato Iran e Israele a ''lavorare per prevenire un'ulteriore escalation'' ''alla luce delle notizie sui raid del 19 aprile''. Come si legge nel comunicato conclusivo della riunione, ''il G7 continuerà a lavorare a tal fine'' e rivolge un appello ''a tutte le parti, sia nella regione che oltre, a offrire il loro contributo positivo a questo sforzo collettivo''.

I ministri di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d'America, insieme all'Alto Rappresentante dell'Unione Europea, hanno ''chiesto che l'Iran e i gruppi alleati cessino i loro attacchi''. Nel comunicato al termine della riunione i ministri hanno sottolineato che ''il governo iraniano verrà considerato responsabile delle sue azioni destabilizzanti''. I ministri degli Esteri del G7 si sono poi detti ''pronti ad adottare ulteriori sanzioni o altre misure, ora e in risposta a diverse iniziative destabilizzanti''.

Hanno quindi condannato ''con la massima fermezza l'attacco diretto e senza precedenti dell'Iran contro Israele nell'aprile scorso''. i ministri hanno quindi sottolineato che ''si è trattato di un'escalation pericolosa, poiché l’Iran ha lanciato centinaia di missili balistici, missili da crociera e droni''. Viene quindi espresso la condanna per ''il sequestro iraniano, in violazione del diritto internazionale, della nave mercantile battente bandiera portoghese Msc Aries vicino allo Stretto di Hormuz. Chiediamo il rilascio immediato della nave, del suo equipaggio e del carico''.

I ministri riuniti a Capri hanno quindi chiesto ''all'Iran di astenersi dal fornire sostegno ad Hamas'' così come a Hezbollah e agli Houthi, e ''dall'intraprendere ulteriori azioni che destabilizzino il Medio Oriente''. Nella nota si legge che ''la continua fornitura di armi e materiale correlato da parte dell’'ran agli Houthi e ad altri attori non statali nella regione sta aumentando pericolosamente le tensioni''.

Chiesto quindi ''il rilascio immediato degli ostaggi e un cessate il fuoco sostenibile che consenta di aumentare l'assistenza umanitaria urgentemente necessaria da consegnare in tutta sicurezza in tutta Gaza''. Nel documento si legge che, ''in questo contesto'', il G7 esprime il suo ''fermo sostegno agli sforzi di mediazione in corso intrapresi dagli Stati Uniti e dai partner regionali''. L'obiettivo, è stato ribadito, è quello di arrivare a una ''fine sostenibile delle ostilità, in modo da favorire il ritorno immediato di tutti gli ostaggi e l'assistenza umanitaria''. In questo contesto, prosegue il documento, ''il rifiuto di Hamas di rilasciare ostaggi non fa altro che prolungare il conflitto e la sofferenza dei civili''.

I ministri hanno affermato inoltre che stanno ''lavorando, anche imponendo sanzioni e altre misure, per negare ad Hamas la capacità di raccogliere fondi per compiere ulteriori atrocità'', sottolineando anche l'impegno per ''contrastare la diffusione di contenuti terroristici online''.

Dal G7 è invece stata espressa la disponibilità a collaborare con ''il nuovo governo dell'Autorità palestinese'' esprimendo il ''sostegno all'Anp mentre mette in atto le riforme indispensabili per consentirle di assumersi le proprie responsabilità all'indomani del conflitto, sia a Gaza sia in Cisgiordania''.

I ministri del G7 hanno inoltre espresso la loro ''opposizione a un'operazione militare su vasta scala a Rafah'' che, sottolineano, ''avrebbe conseguenze catastrofiche sulla popolazione civile''. In un documento diffuso al termine della riunione a Capri viene rivolto un appello a Israele presentare ''un piano credibile e attuabile per proteggere la popolazione civile locale e rispondere ai loro bisogni umanitari''. Viene quindi espressa ''profonda preoccupazione per lo sfollamento interno e forzato da Gaza'', invitando Israele ad ''agire in conformità con i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale e a trattare gli individui in modo umano e con dignità''.

Occorre, recita ancora la nota, ''astenersi da azioni unilaterali che minano la prospettiva di una soluzione a due Stati'' per israeliani e palestinesi. L'appello sottolinea la necessità di ''uno sforzo regionale coordinato'' per 'una pace duratura e sostenibile''. Obiettivo che, si legge nel documento, non può essere raggiunto senza la creazione di ''uno Stato palestinese indipendente con garanzie di sicurezza per israeliani e palestinesi''. I ministri del G7 chiedono anche di ''mantenere immutato lo status quo storico nei luoghi santi di Gerusalemme'' ed esprimono ''preoccupazione per le violenze dei coloni estremisti responsabili di atti violenti contro le comunità palestinesi''.

Ucraina: "Determinati a rafforzare difesa aerea Kiev"

"Noi, ministri degli Esteri del G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d'America, e l'Alto Rappresentante dell'Unione Europea, condanniamo fermamente la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. Riaffermiamo la nostra ferma determinazione a sostenere l'Ucraina democratica mentre difende la sua libertà, sovranità, indipendenza e integrità territoriale, all'interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale", affermano ancora i ministri nel comunicato.

"Esprimiamo la nostra determinazione in particolare a rafforzare le capacità di difesa aerea dell'Ucraina per salvare vite umane e proteggere le infrastrutture critiche. Lavoreremo anche con i partner a questo scopo", recita la nota.

"Stiamo intensificando la nostra assistenza in materia di difesa e sicurezza all'Ucraina e stiamo aumentando le nostre capacità di produzione e consegna per assistere il Paese - aggiungono i ministri - Sosteniamo inoltre gli sforzi volti ad aiutare l’Ucraina a costruire una forza futura capace di autodifesa e deterrenza contro ogni aggressione".

"Continueremo - dicono ancora - a esplorare tutte le strade possibili per aiutare l'Ucraina a ottenere un risarcimento dalla Russia, in linea con i nostri rispettivi sistemi giuridici e il diritto internazionale".

"Accogliamo con favore l'adozione da parte dell'Ue di atti giuridici riguardanti" gli extraprofitti sugli asset russi congelati "anche al fine di esplorare modi per massimizzare il beneficio per l'Ucraina che può essere ottenuto da tali entrate".

I ministri degli Esteri del G7 si sono detti ''estremamente preoccupati per le notizie secondo cui l'Iran sta valutando di trasferire missili balistici e la relativa tecnologia alla Russia''. In un comunicato diffuso al termine della riunione si chiede all'Iran di evitare un simile passo perché ''rappresenterebbe una sostanziale escalation nel suo sostegno alla guerra della Russia in Ucraina''. Se Teheran ignorasse l'appello, si legge nella nota, il G7 è ''pronto a rispondere in modo rapido e coordinato, anche con nuove e significative misure contro l'Iran''.

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