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Israele: "Iran dietro attacco Hamas". Più di 300 morti, oltre 1.500 feriti

Oltre 5mila razzi lanciati con diverse incursioni e scontri armati. Raid di risposta su Gaza: 232 morti. Netanyahu: "E' guerra". Opposizione propone governo d'emergenza

Esplosioni a Gaza - (Afp)
Esplosioni a Gaza - (Afp)
07 ottobre 2023 | 18.24
LETTURA: 7 minuti

Oltre 300 morti in Israele. Quasi altrettanti morti nella striscia di Gaza in una giornata campale, aperta dall'attacco di Hamas e proseguita con la risposta israeliana. "I terroristi di Hamas hanno dichiarato guerra a Israele", dicono il premier Benjamin Netanyahu e il ministero degli Esteri d'Israele, sottolineando come dietro l'attacco di oggi 7 ottobre 2023 vi sia l'Iran e come ci sia "un doppio crimine di guerra", in quanto si spara contro dei civili e si usano "i residenti della Striscia di Gaza come scudi umani". Oltre 5mila i razzi lanciati sul territorio israeliano dalla Striscia di Gaza con diverse incursioni e scontri armati. Nuovi razzi in serata, con sirene a Tel Aviv e in altre città.

Morti, feriti e ostaggi: ultime news

Oltre 300 israeliani sono morti negli attacchi di Hamas secondo i media israeliani. Più di 1.500 israeliani sono rimasti feriti, secondo quanto comunicato dal ministero della Sanità israeliano. A Gaza, colpita da raid aerei e da operazioni delle forze armate israeliane, si registrano almeno 232 palestinesi morti e 1.697 feriti, secondo il ministero della Sanità palestinese. Il ministero non ha fornito dettagli su dove siano avvenuti i decessi e se tra questi vi siano militanti di Hamas o civili a Gaza.

"Le équipe mediche stanno ancora lavorando con tutte le loro capacità per salvare decine di casi gravi e critici nelle sale operatorie e nelle unità di terapia intensiva", ha affermato il ministero.

Secondo l'esercito israeliano, i palestinesi armati sono avanzati in Israele via terra, mare e aria durante l'attacco a sorpresa. In serata ci sono stati ancora pesanti scontri con i soldati israeliani in numeroselocalità. Alcuni degli assalitori si sono anche barricati nelle case con ostaggi israeliani. Secondo i rapporti militari, diversi israeliani sono stati portati nella Striscia di Gaza. Circa 50 civili sono tenuti in ostaggio dai miliziani di Hamas nel kibbutz di Beeri, vicino al confine con la Striscia di Gaza, ha riferito l'emittente israeliana N12.

Il ministro della sicurezza nazionale di Israele Ben-Gvir ha firmato l'ordinanza che dichiara lo stato di emergenza, concedendo ampi poteri alla polizia, fa sapere Haaretz. Mentre il ministro israeliano dell'Energia Yisrael Katz ha firmato un ordine per disconnettere la Striscia di Gaza dalla rete elettrica israeliana.

Israele fornisce circa due terzi del fabbisogno elettrico della Striscia, e il restante terzo è prodotto nella centrale elettrica di Gaza. Gaza sperimenta una carenza di energia anche quando viene rifornita di elettricità da Israele, e ora si prevede che la carenza peggiorerà notevolmente.

Israele: "Dietro Hamas l'Iran, cittadini Gaza come scudi umani"

"I terroristi di Hamas hanno dichiarato guerra a Israele, con lancio indiscriminato di missili e razzi contro i civili nel sud del Paese, a Tel Aviv e Gerusalemme, e con terroristi infiltratisi nei centri abitati del sud per uccidere famiglie e civili inermi", nota il ministero degli Esteri, evidenziando i punti salienti dell'attacco.

"Le organizzazioni terroristiche - viene fatto notare -sono una diramazione del regime degli Ayatollah dell’Iran, che promuove intensamente l'attività terroristica in Israele e contro obiettivi israeliani ed ebraici in tutto il mondo". Inoltre l'attacco "dimostra ancora una volta" che "Hamas non è interessato all’incolumità e al benessere dei cittadini della Striscia di Gaza, e vede invece in essi delle pedine per i suoi sforzi volti a colpire i cittadini di Israele".

"Le organizzazioni terroristiche operano consapevolmente all’interno della popolazione civile, commettendo un doppio crimine di guerra: sparare indiscriminatamente contro i civili, usando i residenti della Striscia di Gaza come scudi umani", rimarca il ministero, puntualizzando che "non sono gli abitanti della Striscia di Gaza i nemici di Israele, ma le organizzazioni terroristiche che operano consapevolmente e deliberatamente all'interno delle concentrazioni di popolazione e in prossimità di edifici e istituzioni umanitarie, e ne fanno un uso cinico". "Hamas è sovrano nella Striscia di Gaza ed è dietro questo attacco, pertanto si assumerà le conseguenze e la responsabilità degli eventi. Israele esigerà l’intero prezzo dalle organizzazioni terroristiche e proteggerà i propri cittadini in ogni modo", fa sapere il ministero degli Esteri.

Il messaggio di Netanyahu: "Siamo stati attaccati ma vinceremo"

"Cittadini di Israele, siamo in guerra. Non è un'operazione, non è un'escalation: è guerra. Stiamo richiamando un gran numero di soldati riservisti", dice il premier Netanyahu in un videomessaggio in cui ha promesso che "il nemico pagherà un prezzo altissimo". "Il popolo di Israele è stato attaccato. Siamo in guerra e vinceremo", ha ribadito facendo appello ai cittadini israeliani a "obbedire agli ordini dell'esercito e delle forze di sicurezza".

Opposizione propone governo d'emergenza

Il leader dell'opposizione Yair Lapid ha dichiarato di essere disposto a istituire un governo di emergenza con il primo ministro Netanyahu per "supervisionare la difficile, complessa e lunga campagna che ci aspetta. Netanyahu sa che con la composizione disfunzionale dell'attuale governo è impossibile fare la guerra. Israele ha bisogno di essere guidato da una figura politica professionale, esperta e responsabile".

"Non ho dubbi che anche l'ex ministro della Difesa Benny Gantz - ha aggiunto Lapid - entrerà a far parte di un governo di questo tipo. La creazione di un governo di emergenza professionale renderà chiaro ai nostri nemici che la maggioranza assoluta dei cittadini israeliani sostiene l'Idf e l'establishment della sicurezza. Renderà chiaro al mondo, sulla scena internazionale, che il popolo di Israele si unisce e ed è unito di fronte alle minacce".

La rivendicazione di Hamas

E' "il giorno della grande rivoluzione", afferma Mohammad Deif, comandante militare di Hamas in una dichiarazione in cui ha rivendicato l'attacco e dichiarato l'inizio di una "operazione militare" contro Israele. L'obiettivo dell'operazione 'Alluvione al-Aqsa', spiega, è porre fine alle "violazioni" israeliane. Il movimento palestinese ha "colpito obiettivi del nemico, aeroporti e postazioni militari con 5.000 razzi", spiega in una breve dichiarazione registrata.

Deif ha chiamato poi alla rivolta generale contro Israele: "Se avete un'arma tiratela fuori. Questo è il momento di usarla. Tirate fuori camion, auto, asce, oggi inizia la storia migliore e più onorevole", afferma nel messaggio. Il comandante chiede di "liberare al-Aqsa" e afferma che l'attacco a Israele è una risposta a quelli che denuncia come attacchi alle donne, profanazione della moschea di al-Aqsa e assedio di Gaza.

La risposta di Israele: l'operazione 'Spade di ferro'

Israele come risposta ha lanciato l'operazione 'Spade di ferro'. "Spero che entro questa sera non vi siano più terroristi vivi all'interno d'Israele", ha detto alla Cnn Richard Hecht, portavoce delle Idf, spiegando che, per mettere al sicuro i civili, forze speciali stanno combattendo in varie aree per riportarle sotto controllo. L'esercito israeliano ha colpito due grattacieli nella Striscia di Gaza. Secondo il portavoce dell'Idf, gli edifici contenevano infrastrutture militari utilizzate da membri di Hamas.

"Decine di migliaia" di riservisti sono stati richiamati, ha dichiarato ancora Hecht. "Siamo pienamente dispiegati e focalizzati sulla copertura aerea per monitorare quanto accade, abbiamo dispiegato forze nei punti di infiltrazione, stiamo mettendo in sicurezza l'area", ha aggiunto Hecht. Quanto a possibili attacchi da Siria e Libano, il portavoce ha assicurato che l'esercito "è pronto a nord nel caso qualche fazione palestinese" volesse approfittare della situazione.

La reazione degli Usa

"Il sostegno della mia Amministrazione alla sicurezza di Israele è solido e incrollabile", ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, stando a una nota della Casa Bianca che riferisce del colloquio avuto con il primo ministro, Benjamin Netanyahu. "Gli Stati Uniti condannano inequivocabilmente questo scioccante attacco contro Israele da parte dei terroristi di Hamas provenienti da Gaza e ho chiarito a Netanyahu che siamo pronti a offrire al governo e al popolo di Israele tutti i mezzi di sostegno adatti", ha proseguito Biden, secondo cui "il terrorismo non è mai giustificato".

"Israele ha il diritto di difendere se stesso e il suo popolo. Gli Stati Uniti mettono in guardia contro qualsiasi altra parte ostile a Israele che cerchi di trarre vantaggio da questa situazione", ha aggiunto Biden che, insieme al suo team, sta seguendo da vicino la situazione e rimarrà in stretto contatto con il primo ministro israeliano.

Gli Stati Uniti daranno a Israele tutto il necessario per difendersi, aveva sottolineato dal canto suo in una nota il segretario alla Difesa americano, Lloyd Austin, dopo l'attacco su larga scala lanciato da Hamas contro lo Stato ebraico. "Sto monitorando da vicino gli sviluppi in Israele. Resta incrollabile il nostro impegno a favore del diritto di Israele a difendersi e porgo le mie condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso la vita in questo abominevole attacco contro i civili - ha dichiarato Austin - Nei prossimi giorni il dipartimento della Difesa lavorerà per garantire che Israele abbia ciò di cui ha bisogno per difendersi e proteggere i civili dalla violenza indiscriminata e dal terrorismo".

Russia chiede il "cessate il fuoco immediato"

La Russia parla di "preoccupazione" per le notizie che arrivano dal Medio Oriente. "Chiediamo alle parti palestinese e israeliana di cessare immediatamente il fuoco, rinunciare alla violenza e dare prova della moderazione necessaria per avviare, con l'aiuto della comunità internazionale, un processo negoziale con l'obiettivo della tanto auspicata pace globale e duratura per il Medio Oriente", ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

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