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Israele, Raisi attacca: "Baciamo le mani a Hamas, Usa in guerra contro Gaza"

11 novembre 2023 | 14.28
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Le parole al vertice congiunto dell'Organizzazione per la cooperazione islamica e della Lega Araba a Riad. Durissimo intervento di Erdogan, ira di Abbas. Al Sisi avverte sui rischi di escalation, per re Abdullah di Giordania "la soluzione è nei due Stati"

Ebrahim Raisi - Fotogramma /Ipa
Ebrahim Raisi - Fotogramma /Ipa

''Non c'è altra via che resistere a Israele, baciamo le mani a Hamas per la sua resistenza contro Israele''. Lo ha detto il presidente dell'Iran Ebrahim Raisi intervenendo al vertice congiunto dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci) e della Lega Araba a Riad.

Nella Striscia di Gaza è in corso "uno scontro tra l'asse dell'onore e l'asse del male e tutti devono chiarire in quale campo sono. 'Basta parole. Oggi è il giorno dell'azione. Oggi è il giorno del conflitto tra giusto e sbagliato. Uccidere civili e bombardare ospedali sono manifestazioni dei crimini israeliani a Gaza. Oggi tutti devono decidere da che parte stare", ha proseguito Raisi, definendo Israele "un'entità fabbricata" e "un simbolo della corruzione sulla terra".

"L'unica soluzione al conflitto" in Medio Oriente è uno Stato palestinese "dal fiume al mare", ha detto il presidente iraniano riecheggiando lo slogan che viene interpretato come un appello alla distruzione di Israele. "L'unica soluzione per questo conflitto - ha scandito - è continuare la resistenza contro l'oppressione israeliana fino alla creazione di uno Stato palestinese dal fiume al mare", dal Giordano al Mediterraneo.

Raisi ha quindi detto di ''sperare che alla fine di questo vertice si arrivi a una soluzione a beneficio del popolo palestinese'', affermando che ''l'intero mondo islamico deve essere unito e attraverso questa unità possiamo risolvere il problema''. "Le manifestazioni di milioni di persone in tutto il mondo indicano che la questione palestinese è nel cuore dei popoli e che oggi è il giorno della vittoria del sangue sulla spada", ha aggiunto il presidente iraniano, secondo cui ciò che è accaduto a Gaza nelle ultime cinque settimane è "una sciagura vergognosa e storica a livello morale, del diritto e dell'umanità".

Attacco agli Usa

Affermando che ''i bombardamenti ciechi su Gaza devono finire'', Raisi ha poi accusato gli Stati Uniti di ''sostenere Israele nelle Nazioni Unite e pone il veto a risoluzioni che impediscono l'uccisione di palestinesi''. Insomma gli Stati Uniti, ha sostenuto, ''hanno aperto la strada affinché Israele uccida e bombardi di più''.

''Dispiegando una forza navale nella regione, l'America è effettivamente entrata in guerra contro il popolo di Gaza'', ha attaccato Raisi, aggiungendo: ''La pretesa di legittima difesa da parte dei sionisti è una barzelletta storica. Indubbiamente, il regime statunitense è il comandante e il principale complice di questo crimine, e Israele è il figlio illegittimo dell’America''.

"Senza dubbio il governo americano è il principale autore e complice di questo crimine. Israele è il figlio illegittimo dell'America, che ha preferito sostenerlo piuttosto che la vita sacra di migliaia di bambini palestinesi oppressi". "L'America - ha insistito Raisi - ha incoraggiato il regime sionista a portare avanti operazioni criminali contro il popolo indifeso di Gaza, e le ha chiamate legittima difesa. La pretesa di legittima difesa da parte delle forze di occupazione, che violano costantemente i diritti dei palestinesi, è una delle ironie amare della storia, che non è compatibile con nessuna delle norme giuridiche stabilite e degli standard internazionali".

"Allo stesso tempo, una nave da guerra americana è stata inviata nella regione, entrando così di fatto in guerra per conto di Israele. Il pieno sostegno del regime sionista nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed impedire che venga adottata una risoluzione per fermare il genocidio dei palestinesi a Gaza sono stati un altro servizio reso dall'America agli aggressori, consentendo loro di commettere crimini di guerra", ha aggiunto il presidente iraniano.

Condanna dell'Organizzazione per la cooperazione islamica della Lega Araba

I leader dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci) e della Lega Araba hanno espresso la loro ''ferma condanna dell'aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza, dei crimini di guerra e dei massacri barbari'' in corso, si legge nella dichiarazione finale diffusa al termine del vertice straordinario. ''Rifiutiamo di descrivere la guerra di ritorsione contro Gaza come autodifesa o di giustificarla con qualsiasi pretesto, e invitiamo tutti i paesi a smettere di esportare armi e munizioni alle autorità di occupazione'', si legge nel comunicato. Nella dichiarazione finale si condanna anche ''lo sfollamento di un milione e mezzo di palestinesi dal nord della Striscia di Gaza''.

L'ira di Abbas e Erdogan, l'avvertimento di al-Sisi

''Chiediamo la fine immediata delle operazioni militari e l'apertura di corridoi umanitari'' nella Striscia di Gaza, le parole del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (Mbs) in apertura del vertice, sottolineando che ''la barbara guerra a cui è soggetta la popolazione di Gaza richiede uno sforzo e un'azione collettiva da parte nostra per porre fine alla deplorevole situazione''. ''Condanniamo questa guerra brutale che l'occupazione sta conducendo contro il nostro popolo a Gaza'', ha aggiunto, e ''chiediamo di porre fine all'assedio di Gaza''. Israele, ha quindi affermato, ha ''la responsabilità dei crimini commessi contro il popolo palestinese''.

Israele ''ha superato tutte le linee rosse contro il popolo palestinese'' e ''il nostro popolo è soggetto a una guerra di sterminio'', ha detto il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas in apertura del vertice, sottolineando che ''gli Stati Uniti hanno la responsabilità di non riuscire a trovare una soluzione'' alla crisi in atto.

Israele ''uccide e distrugge'', ha proseguito Abbas, affermando che il conflitto non si limita alla Striscia di Gaza, ma ''anche la Cisgiordania e Gerusalemme subiscono attacchi ogni giorno''. Per questo, ''perseguiremo i criminali di guerra davanti ai tribunali internazionali'', ha detto.

''La questione non è Gaza, ma piuttosto la Palestina''. E ''noi vogliamo mettere in guardia dal rischio di genocidio al quale il popolo palestinese è esposto'', ha dichiarato quindi il presidente siriano Bashar al-Assad intervenendo al vertice. ''Gaza è l'incarnazione e l'espressione della sofferenza del popolo'' palestinese, ha aggiunto Assad. ''La recente aggressione costituisce una nuova fase in un lungo contesto di criminalità sionista dagli anni '70'', ha affermato Assad aggiungendo che ''il solo risultato del processo di pace è che l'entità sionista è diventata più aggressiva e la situazione palestinese è diventata più miserabile''.

La Lega Araba ha chiesto un cessate il fuoco completo nella Striscia di Gaza per impedire che il conflitto di espanda nella regione, ha detto il Segretario generale della Lega Araba Ahmed Aboul Gheit nel suo intervento. "Non permetteremo lo sfollamento forzato dei residenti della Striscia di Gaza, della Cisgiordania e di Gerusalemme Est, è totalmente inaccettabile", ha dichiarato il leader della Lega Araba. ''Non è in discussione la separazione della Striscia di Gaza dalla Cisgiordania e da Gerusalemme Est'', ha aggiunto.

''La soluzione dei due Stati è l'unico modo per fermare le uccisioni e le distruzioni'', ha dichiarato re Abdullah di Giordania intervenendo al vertice, sottolineando che ''la guerra che Israele sta conducendo contro Gaza è orribile e deve finire'' mentre ''deve iniziare un serio processo di pace in Medio Oriente''. Re Abdullah ha quindi affermato che ''l'ingiustizia inflitta ai nostri fratelli palestinesi è la prova del fallimento della comunità internazionale nel rendere loro giustizia e nel garantire i loro diritti alla dignità, all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente''.

''Non riuscire a fermare la guerra a Gaza rappresenta una minaccia per una escalation del conflitto'' nella regione, l'avvertimento del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. ''Le politiche di punizione collettiva del popolo della Striscia di Gaza, tra cui uccisioni, assedi e sfollamenti, sono inaccettabili e devono essere fermate immediatamente'', ha detto.

E' ''una vergogna che i paesi occidentali, da sempre portavoce dei diritti umani e delle libertà, rimangano in silenzio sul massacro in Palestina'', ha quindi affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel durissimo intervento al vertice. ''E' fondamentale fornire carburante ai luoghi che ne hanno urgente bisogno, in particolare agli ospedali di Gaza'', ha aggiunto Erdogan. ''Le parole non possono descrivere ciò che Israele sta facendo nella Striscia di Gaza per vendicare l'attacco del 7 ottobre uccidendo civili'', ha proseguito, continuando: ''Crediamo che debba essere istituito un fondo, all'interno dell'Organizzazione per la cooperazione islamica, per ricostruire Gaza'' dopo gli attacchi subiti da Israele.

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) dovrebbe indagare sul possesso di armi nucleari da parte di Israele, ha aggiunto: "Questa è una questione sensibile, che minaccia la sicurezza e la stabilità nella regione, non può essere rimossa dall'agenda". "La questione delle armi nucleari, la cui esistenza è stata ammessa dai ministri israeliani, dovrebbe essere indagata. Se ci sono bombe nucleari fuori dal controllo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, questo deve essere rivelato", ha sottolineato Erdogan, in un riferimento alle dichiarazioni del ministro per il Patrimonio israeliano, Amihai Eliyahu, secondo cui sganciare una bomba nucleare su Gaza "è un'opzione".

E ancora: "Il governo israeliano, che si comporta come un bambino viziato dell'Occidente, deve risarcire la distruzione che ha causato a Gaza", ha detto, sollecitando un'indagine internazionale sui bombardamenti israeliani, che ha definito una "barbarie senza precedenti". Gerusalemme, continua, "è la nostra linea rossa. Il nostro desiderio è che Gerusalemme, conosciuta come la città della pace, e tutte le terre palestinesi ritornino ai loro tempi passati".

''I palestinesi di Gaza hanno sempre contato sulla solidarietà dei fratelli musulmani. Oggi hanno bisogno che trasformiate questa solidarietà in azioni ulteriori e più forti''. Lo ha detto il direttore dell'Unrwa Philippe Lazzarini nel suo intervento. "Sono qui", ha aggiunto Lazzarini, "per chiedere sostegno al cessate il fuoco". ''Sono sicuro che molti di voi possono influenzare l’azione sul campo: nessuno sforzo dovrebbe essere risparmiato'', ha affermato.

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